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Collezionismo – (3) I marchi storici – Waltham

Il marchio che ha cambiato l’Orologeria.

Nel ricco panorama orologiero esistono marchi di tendenza ed altri che, nonostante qualità e prestigio, sono stati spesso trascurati dal mercato.

I motivi sono molteplici, e non è questa l’arena giusta per dibatterne. Sta di fatto che nel corso della Storia nomi anche importanti sono stati per lo più sconosciuti al grande pubblico.

Gli esempi sono infiniti. Oggi prendiamo in considerazione Waltham, un nome che come vedremo è risultato di estrema rilevanza per l’Orologeria, tanto da cambiarne il corso.

Va premesso che la maison non è scomparsa, e che dopo anni di semi-oblìo sta riproponendosi attivamente all’attenzione del mercato. Forse, però, questo marchio meriterebbe più considerazione da parte degli appassionati. Vediamo insieme il perché.

Waltham fece da spartiacque e da traghettatore tra l’Orologeria pionieristica dei primi mastri orologiai, e quella attuale.

Gli inizi

Fino alla prima metà del XIX gli orologiai costruivano manualmente i componenti dei propri segnatempo, lavorando alacremente e con la massima perizia su ogni singolo particolare.

Esistevano evidentemente già allora alcune specializzazioni, ma tutto il lavoro veniva compiuto artigianalmente.

Queste condizioni influivano non poco sul mercato, anche perché ogni esemplare richiedeva lunghi tempi di lavorazione.

Necessità di precisione

Nonostante la grande perizia dei  mastri dell’epoca, gli attriti e le rifiniture, seppur magistrali per l’epoca, restavano oggettivamente approssimate. E ciò a scapito di precisione, isocronismo e durata stessa delle realizzazioni.

Quello che ora defineremmo “step up” venne dagli USA, paese in cui la tecnologia è sempre stata di casa. Negli Stati Uniti, più ancora che in Europa, era in atto la “Rivoluzione Industriale”.

L’abbinamento tra industria e orologeria, che era il business nascente dell’epoca, non fu però automatico. La difficoltà ad applicare i principi industriali ad una disciplina costruttiva che comportava così tante varianti in termini di componentistica, era indubbiamente un problema.

La maison Waltham nacque quindi sotto crismi diversi rispetto a tutte le concorrenti dell’epoca. Era il 1850 e nella città di Roxbury, nel Massachuttes, sorse la prima fabbrica di orologeria al mondo. Si badi bene: “fabbrica” e non laboratorio o “comptoir”, questo ultimo primato spetta ad altri.

La produzione industriale dei componenti più comuni, e quelli che potevano essere impiegati in diversi calibri furono i primi che beneficiarono della innovazione. Quasi subito il fenomeno esplose, e la fabbrica fu trasferita nella vicina città di Waltham.

Il successo

Fu l’inizio di una cavalcata che durò decenni, sfruttando soprattutto la grande richiesta che all’epoca era fortissima, di orologi da tasca e per le ferrovie statunitensi.

Waltham divenne un fiore all’occhiello dell’industria americana. Dei suoi segnatempo ben presto furono equipaggiati i settori sensibili dell’economia, e certamente anche quelli economicamente rilevanti. Gli esempi fioccano: esercito, aviazione, sistemi di controllo e di verifica, e così via.

Il sistema industriale si diffuse così capillarmente che, come sappiamo, caratterizza ancora oggi la produzione orologiera praticamente ad ogni livello

Nel 1950, 100 anni dopo la sua fondazione, la fabbrica si trasferì in Svizzera. Fu un passaggio quasi automatico ed obbligatorio viste le nuove condizioni di interscambio e di distribuzione del lavoro e delle merci.

Oggi Waltham ha la sua sede a Marin (Neuchatel). Si tratta di una città che assurge quasi a simbolo dell’Orologeria, essendo una delle sedi scelte, tra le altre cose, anche da ETA e poi da Swatch Group anche quale polo didattico.

Ma è innegabile che i veri protagonisti della Storia di Waltham restino i segnatempo da tasca, in particolar modo quelli prodotti fino all’inizio della seconda guerra mondiale.

I veri collezionisti non possono non averne almeno uno in bacheca.