Tecnica: il Tourbillon e la forza di gravità

Tecnica: il Tourbillon e la forza di gravità

La complication più affascinante del panorama orologiero.

Il Tourbillon è considerato, e ben a ragione, la complication più suggestiva in Orologeria. E ciò non solo per la grande difficoltà realizzativa. Il fascino deriva dall’apporto scientifico che ha permesso a Abraham-Louis Breguet di inventare questa prestigiosa soluzione.

Chi “mastica” qualcosa nel settore è ben conscio di quanti problemi può creare all’orologiaio il variare la posizione del movimento. Non a caso i controlli più accurati vengono compiuti ponendo l’orologio in 6 diverse posizioni.

Oltre che evidenziare eventuali anomalie, questo tipo di controllo fa emergere quanto la forza di gravità può influire nella marcia oraria dei nostri segnatempo. E questa “differenza” che in un orologio ben calibrato potrebbe anche apparire insignificante, costituisce invece una spina nel fianco ai tecnici più meticolosi e attenti.

La maggior parte degli orologiai del XIX secolo si sono arresi di fronte a quella che sembrava una inattaccabile forza della natura. Come si può vincere la forza di gravità?

Non così fece quello che è considerato il maggior genio orologiaio di tutti i tempi, ovvero Abraham-Louis Breguet. Nato a Neuchatel nel 1747 e attivo fino alla morte avvenuta a Parigi il 17 settembre 1823, lo svizzero ha lasciato un segno indelebile nel settore.

Breguet si rese conto che non è sufficiente variare la posizione del polso per mettere il movimento, e soprattutto il bilanciere in condizioni da alternare l’incidenza della gravità. Ma soprattutto si accorse che gli effetti esercitati dalla gravità non interessavano esclusivamente l’asse del bilanciere.

Per mitigarne gli effetti si doveva assolutamente far si che almeno il gruppo bilanciere-scappamento potesse distribuire questa incidenza in modo regolare.

La tecnica

Nacque così l’intuizione che portò all’invenzione della gabbia del Tourbillon. Il termine tradotto nella nostra lingua significa “mulinello”. Ed è appropriato per una gabbia che racchiude lo scappamento e bilanciere, e ruota costantemente ad una frequenza che il costruttore può stabilire. Offrendosi alla forza gravitazionale sempre in posizioni completamente diverse. Superando con un geniale accorgimento meccanico l’aggancio al ruotismo.

Ne sortì tra l’altro un effetto scenico favoloso, con una rotazione che fa apparire l’orologio come una creatura vivente.

Da allora la tecnica di base, seppure migliorata dagli apporti tecnologici dei materiali utilizzati, è restata invariata. E ancora oggi la costruzione di un movimento dotato di Tourbillon è il vertice massimo che una maison può raggiungere.

Molti sono stati e sono tuttora i tentativi di miglioramento di un sistema che ha superato ormai i due secoli di vita. Soltanto negli ultimi tempi però ci si è avvicinati allo scopo. E comunque solo a costo di soluzioni che non si staccano dal principio di base e risultano molto più costose.

Degna di menzione una tecnica attualmente allo studio che prevede l’utilizzo di ben quattro tourbillon che ruotano indipendentemente. L’accordo col ruotismo viene dato dalla somma di queste alternanze ridotta alla media complessiva.

Resta il fatto che il Tourbillon di Abraham-Louis Breguet rimane ancora il simbolo del fascino che la micro-meccanica di precisione è in grado di scatenare.

 

 

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Enrico Cannoletta
Tecnico orologiaio e gemmologo diplomato presso il Gemological Institute of America specializzato in orologeria meccanica e storia dell’orologeria, è stato uno dei primi tecnici in Italia esperti nella riparazione degli orologi a quarzo analogici, LED e LCD. Titolare insieme al figlio Emanuele della storica Gioielleria Cannoletta di Sanremo fondata da suo padre Antonio nel 1949 e Consulente Tecnico del Tribunale di Sanremo per il settore Preziosi. Collabora da diversi anni con il Blog degli Orologi, il Blog dei Gioielli e altre testate specializzate.
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