Si fa presto a dire… impermeabile

Si fa presto a dire... impermeabile

Quando un orologio è veramente resistente all’acqua.

Una delle confusioni maggiori che crea il mercato stesso dell’Orologeria è quella sulla definizione di impermeabile o subacqueo. Vediamo quindi di fare un poco di chiarezza sui termini. In modo da poter essere consci delle caratteristiche dei nostri segnatempo, anche e soprattutto al momento dell’acquisto.

Va intanto premesso che c’è una differenza sostanziale tra impermeabile, subacqueo e subacqueo professionale. Un orologio può dirsi impermeabile quando offre una certa resistenza all’ingresso di acqua nella cassa. Ma quello che è fondamentale è capire la misura di questa resistenza.

I parametri utilizzati dai costruttori sono abbastanza ambigui, pur rispettando le regole di legge imposte. Vediamo infatti chiare indicazioni sui quadranti e sulle istruzioni, ma in certi casi abbiamo il sospetto che non corrispondano al vero.

In realtà quel che leggiamo sui quadranti è la verità, ma non tutti sanno che queste misure corrispondono a determinate condizioni.

Partiamo quindi dall’inizio

Solitamente un orologio impermeabile viene definito tale quando protegge il meccanismo da spruzzi accidentali, rapide immersioni in acqua dolce, una doccia.

L’indicazione che viene fornita in questi casi è “resistenze a 3 atmosfere”. I più attenti però riconosceranno che 3 atmosfere (oppure 3 bar), corrispondono alla pressione che troviamo in immersione in mare alla profondità di 30 metri. Perché allora viene sconsigliata la semplice immersione?

Le indicazioni fornite in bar o atmosfere si riferiscono alle prove effettuate in laboratorio. Attraverso una campana ad aria compressa, con e senza immersione in acqua, i tecnici testano la curvatura della cassa ed eventuali infiltrazioni inserendo una pressione adeguata.

Va però precisato che si tratta di test statici. Gli orologi sono immersi ma in perfetto stato di quiete. Quando ci immergiamo in mare, invece, le nostre condizioni sono dinamiche. Ci muoviamo, nuotiamo, sbattiamo il braccio in acqua per una bracciata. L’impatto con l’acqua quindi risente di una pressione differente e ben maggiore rispetto alle condizioni di staticità in laboratorio.

Le indicazioni che troviamo sui quadranti NON vanno quindi prese alla lettera secondo il loro significato scientifico.

Per maggiore chiarezza posso riferire che un orologio impermeabile a 3 atmosfere può resistere verosimilmente a spruzzi accidentali. Con quelli a 5 atmosfere possiamo azzardarci a fare la doccia e il bagno in mare, ma in quest’ultimo caso a condizione di non “agitarci” troppo.

Altro discorso meritano invece gli orologi impermeabili a 10 o più atmosfere. In questo caso il bagno in mare è assolutamente consentito, ma non dobbiamo avventurarci in immersioni professionali.

Subacqueo e subacqueo professionale

Arriviamo quindi agli orologi che possono essere definiti subacquei. Direi che lo spartiacque è definito dalle 10 atmosfere di resistenza all’acqua.

Per avere però una certa sicurezza durante immersioni che ci portano ai 10 metri di profondità e oltre, dotiamoci di un orologio a 20 atmosfere. Meglio ancora se possiede alcune caratteristiche che lo possano far definire “professionale”.

Quest’ultimo è un termine purtroppo un po’ abusato. Verifichiamo allora quando un orologio subacqueo può essere definito professionale.

Per convenzione deve possedere 8 caratteristiche di base:

  1. Ghiera girevole unidirezionale
  2. Punto fluorescente in corrispondenza di ore “12” della ghiera
  3. Corona a vite
  4. Fondello a vite
  5. Vetro zaffiro
  6. Lancette fluorescenti
  7. Guarnizioni O-Ring
  8. Valvola ad elio

Alcuni tra questi requisiti potrebbero apparire esagerati o inutili. Non è così. Prendiamo ad esempio quello che potrebbe sembrare il più banale: il punto luminoso. Dobbiamo sapere che in immersione un orologio professionale deve garantire la massima sicurezza, aldilà degli altri strumenti in nostro possesso. La ghiera unidirezionale serve per ricordarci il minuto di inizio immersione in relazione alla durata delle bombole di ossigeno. Un errore di valutazione dovuto a scarsa visibilità potrebbe quindi creare enormi problemi.

La valvola ad elio? Ricordiamo che l’orologio deve essere professionale. A grandi profondità la pressione è altissima ed arriva a comprimere le molecole. Queste arriveranno ad essere così piccole da infiltrarsi comunque all’interno della cassa. Risalendo in superficie riprenderebbero le dimensioni naturali, facendo di conseguenza esplodere l’orologio al nostro braccio. La valvola ad elio interviene proprio per espellere le molecole e garantire stabilità.

Un’ultima considerazione. Nella mia lunga esperienza di orologiaio ho spesso avuto a che fare con utenti che cercavano un orologio subacqueo professionale giurando di scendere a oltre 50 metri di profondità. Occorre sapere che in corrispondenza dei 40 metri interviene un’ebrezza pericolosissima che disorienta ed è fatale per chi non avesse pratica e non fosse molto allenato. Se ci serve un orologio per nuotare e andare a prendere un pugno di sabbia sul fondale… accontentiamoci di un 10 atmosfere.

 

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Enrico Cannoletta
Tecnico orologiaio e gemmologo diplomato presso il Gemological Institute of America specializzato in orologeria meccanica e storia dell’orologeria, è stato uno dei primi tecnici in Italia esperti nella riparazione degli orologi a quarzo analogici, LED e LCD. Titolare insieme al figlio Emanuele della storica Gioielleria Cannoletta di Sanremo fondata da suo padre Antonio nel 1949 e Consulente Tecnico del Tribunale di Sanremo per il settore Preziosi. Collabora da diversi anni con il Blog degli Orologi, il Blog dei Gioielli e altre testate specializzate.
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