Quando l’àncora non c’era…

Quando l'àncora non c'era...

Lo scappamento, croce e delizia.

Anche se non il più appariscente, lo scappamento è forse il meccanismo più delicato insieme al bilanciere. Non tanto dal punto di vista della robustezza, quanto sotto l’aspetto dell’accuratezza necessaria affinché sia efficace. Ma un primato lo scappamento lo detiene: è sicuramente la parte più esposta all’usura.

L’importante compito di trasformare il movimento rotatorio del ruotismo, in oscillatorio, è stato il primo problema che gli orologiai, ancora inglobati nella corporazione dei fabbri, hanno dovuto affrontare. E probabilmente anche prima, nei tentativi di creare i primi misuratori del Tempo.

Le prime notizie storiche sullo scappamento si rinvengono tra gli scritti di Filone Alessandrino, il quale nel III secolo a.C. nel suo trattato Pneumatica lo cita espressamente. Ma certamente l’invenzione fu addirittura antecedente a questo periodo. Filone infatti cita lo scappamento, ma per procedere alla descrizione ne indica ad esempio gli orologi ad acqua, che già lo possedevano.

In senso strettamente meccanico, per avere un’attinenza col meccanismo che conosciamo oggi, dobbiamo attendere fino al XIII secolo.

Scappamento a verga

Fu nel 1275 che appare il primo scappamento a verga. Si tratta, come sappiamo dell’incidenza di una ruota, chiamata “caterina” sulle palette di un perno verticale culminante in un volano. Fu in pratica la scoperta che apri definitivamente la via alla diffusione dell’Orologeria meccanica.

Àncora di Hooke

Fu nella seconda parte del XVII secolo che Robert Hooke, noto per la legge di Fisica che porta il suo nome, ideò l’àncora. Si accorse che sostituendo alle verghe un componente piatto in grado di spostarsi alternativamente a destra e a sinistra dietro la propulsione di una ruota, avrebbe ottenuto l’oscillazione voluta.

Il sistema, però, si dimostrò immaturo per essere adottato. Occorre ricordare che fu in quel periodo che si stavano perpetrando i maggiori sforzi per ottenere un orologio portatile affidabile. Lo scappamento ad àncora, come era allora concepito, necessitava di una forza notevole in propulsione. E se per gli orologi a pendolo, con un peso costante, la soluzione si rivelò ottimale, per gli orologi da tasca si registrarono notevoli problemi di isocronismo.

Scappamento a riposoQuando l'àncora non c'era...

Un piccolo passo avanti fu fatto con la creazione dello scappamento a riposo. Quest’ultimo comprendeva anche l’utilizzo di un’àncora, ma per facilitare il regolare scorrimento fu cambiato l’orientamento dei denti della ruota di scappamento.

Scappamento a cilindro

Per gli orologi da tasca si diffuse invece lo scappamento a cilindro. La ruota di scappamento ingranava direttamente sull’asse del bilanciere attraverso un “dito” che svolgeva le funzioni della paletta nei meccanismi a verga.

Scappamento a “caviglie”

All’adozione definitiva del sistema ad àncora anche per gli orologi da tasca si arrivò con lo scappamento a “caviglie”. In questo caso furono adottati dei cilindretti che erano montati sull’àncora posta in posizione laterale rispetto alla ruota di scappamento.

La soluzione definitiva

Fu solo il preludio all’adozione della tecnica definitiva. Con la diffusione dei primi rubini sintetici, che erano stati scoperti già nel ‘600, si ritornò al progetto originario di Hooke, opponendo alla ruota di scappamento un’àncora provvista di due bracci modellati in rubino.

Questo sistema fu soltanto in parte migliorato da accorgimenti tecnici sofisticati come il tourbillon, il coassiale o il Grasshopper per i pendoli, ma resta la soluzione ancora oggi applicata con successo.

 

 

 

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Enrico Cannoletta
Tecnico orologiaio e gemmologo diplomato presso il Gemological Institute of America specializzato in orologeria meccanica e storia dell’orologeria, è stato uno dei primi tecnici in Italia esperti nella riparazione degli orologi a quarzo analogici, LED e LCD. Titolare insieme al figlio Emanuele della storica Gioielleria Cannoletta di Sanremo fondata da suo padre Antonio nel 1949 e Consulente Tecnico del Tribunale di Sanremo per il settore Preziosi. Collabora da diversi anni con il Blog degli Orologi, il Blog dei Gioielli e altre testate specializzate.
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