Il “giallo” del primo cronografo: Rieussec o Breguet?

Il "giallo" del primo cronografo: Rieussec o Breguet?

Le dispute sull’attribuzione del merito.

È tuttora motivo di discussione l’attribuzione del merito circa l’invenzione del primo cronografo.

La misurazione del tempo circoscritta ad un determinato periodo, come quello che potrebbe essere una gara o un evento, ha costituito in passato una sfida probante per gli orologiai. Ancora ai nostri giorni non si è in grado di attribuire l’invenzione ad uno specifico personaggio.

Affrontando l’argomento va anticipato intanto che i termini con i quali si definiscono gli attuali “cronografi” sono piuttosto ambigui e certamente errati.

Il termine “cronometro” con il quale i non addetti ai lavori definiscono comunemente un segnatempo che può essere avviato e stoppato a richiesta è assolutamente scorretto. Il “cronometro”, ovvero “misuratore di tempo” è un qualsiasi orologio, meccanico, elettronico, elettrico oppure ad acqua o di qualsiasi altro genere.

Altra cosa è il “cronografo” il cui significato è “marcatore di tempo. In realtà questa definizione calzerebbe esclusivamente solo per alcuni misuratori. E precisamente per quelli che in qualche modo “segnano” il risultato della rilevazione su carta oppure o su altro supporto atto a ospitare una “grafica”.

Ne deriva, che seppure aulico e forse dal sapore anacronistico il termine corretto da adottare sarebbe “cronoscopio”, definendo in questo modo uno strumento in grado di visualizzare il tempo misurato su richiesta.

L’invenzione del “cronografo”

Torniamo però ora al problema dell’invenzione di quello che attenendoci alle moderne nomenclature continueremo a definire “cronografo”.

Nel 1821 il genio di Abraham-Louis Breguet (1747-1823) partorì il “cronografo d’osservazione con doppia lancetta dei secondi”. Si tratta in effetti del primo tentativo di determinazione della misura di un tempo parziale. Il prototipo però non si adattava facilmente, per esempio, all’uso sportivo, oppure a tutte quelle circostanze in cui il tempo rilevato potesse essere verificato ulteriormente.

Nel corso dello stesso anno Nicolas Matthieu Rieussec (1781-1866), orologiaio alla corte di Francia, costruì e brevettò l’anno successivo un apparato in grado di rilevare e marcare il risultato su un quadrante in smalto bianco.

Si trattava di una “scatola” che mostrava in superficie due dischi numerati e un “pennino”. All’interno vi era un piccolo serbatoio di inchiostro che permetteva di lasciar traccia della rilevazione.

Il cronografo (in questo caso opportunamente definito) di Rieussec fece la sua prima apparizione allo Champ de Mars di Parigi in occasione di una corsa di cavalli.

Il “marchingegno” venne approvato dall’Académie Royale des Sciences.

Attualmente il nome di Nicolas Rieussec è riapparso su un modello di Montblanc elaborato nei laboratori Minerva di proprietà della maison, che riproduce l’estetica e la filosofia di funzionamento del prototipo dell’inventore.

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Enrico Cannoletta
Tecnico orologiaio e gemmologo diplomato presso il Gemological Institute of America specializzato in orologeria meccanica e storia dell’orologeria, è stato uno dei primi tecnici in Italia esperti nella riparazione degli orologi a quarzo analogici, LED e LCD. Titolare insieme al figlio Emanuele della storica Gioielleria Cannoletta di Sanremo fondata da suo padre Antonio nel 1949 e Consulente Tecnico del Tribunale di Sanremo per il settore Preziosi. Collabora da diversi anni con il Blog degli Orologi, il Blog dei Gioielli e altre testate specializzate.
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