Orologio WYLER VETTA WV0011 Automatico Incaflex

Nella secolare Storia dell’Orologeria Wyler Vetta occupa un posto di gran privilegio, non solo per la lungaOrologio WYLER VETTA WV0011 Automatico Incaflex tradizione e per essere uno dei marchi storici.
Il merito di Wyler Vetta, condiviso solo da quelle maison che hanno fornito importanti innovazioni al settore, è soprattutto quello di aver creato “Incaflex”.
Si tratta di una soluzione geniale che moltiplica la resistenza dell’organo primario di un movimento orologiero: il bilanciere.
Con Incaflex Wyler Vetta non protegge solo i perni dell’asse del bilanciere attraverso gli ammortizzatori posti sui rubini. La genialità consiste nel rendere elastico e molleggiato anche lo stesso volantino. Ovvero quella parte sostanziale che involontariamente offre la sollecitazione maggiore dopo un urto.
Gli orologi che vantano una tale caratteristica, in particolar modo ai nostri giorni, non solo sono pochissimi. Ma sono esclusivamente Wyler Vetta.

Tra essi abbiamo scelto oggi Wyler Vetta Incaflex Automatic WV0011.

Un segnatempo che amplifica la suggestione ponendo a vista la splendida realizzazione del volantino. E quindi sotto gli occhi di tutti il pulsare del bilanciere così equipaggiato.
Un’innovazione tecnica così geniale sarebbe un peccato nasconderla. Questo deve essere stato il pensiero dei tecnici della maison quando hanno arricchito di questa autentica perla tecnologica il validissimo movimento di base ETA Cal. 2892.
Il risultato è quello di un esemplare in linea con i canoni dell’eleganza più sobria e classica, arricchita della suggestione della finestrella a ore “12” che permette la visione dell’Incaflex”. Nella più pura tradizione dei segreti orologieri e del “ti vedo, mi nascondo”.
Il quadrante presenta la prestigiosa rifinitura microbillet con applicazione degli index. Il tutto accompagnato dall’elegante colore argentato a specchio delle lancette.
La misura, sapientemente contenuta in 43 mm. di diametro risponde ai canoni delle attuali esigenze.
Anche dettagli che vengono dati per scontati contribuiscono alla leggenda di questo pezzo da veri collezionisti. Il vetro zaffiro non solo è trattato per renderlo anti-graffio, anti-riflesso e ad altissima trasparenza, ma è anche molato finemente sul bordo arrotondando tutti gli spigoli.
Insomma una ricerca della perfezione che appartiene solo alle grandi maison e agli appassionati più esigenti e preparati sul settore.
La carica è ovviamente meccanica di tipo automatico, come testimonia il calibro del movimento, reputato tra i più affidabili in assoluto, da sempre.
Wyler Vetta lancia quindi qualcosa che è più che una proposta, ma un vero e proprio must del comparto. Un orologio che nessuno potrà eguagliare non disponendo della tecnologia Incaflex.

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Vetta Subacqueo, un pre-Exafandra storico

Oggi ci dedichiamo ad un orologio che ha scritto la storia nell’Orologeria Subacquea e che ha caratterizzato il settore negli anni ’50 e ’60 con il nome di “Vetta Exafandra”.

In laboratorio ho avuto la fortuna di poter riparare addirittura il precursore di questo storico modello, che in effetti fu immesso per la prima volta sul mercato Italiano con l’appellativo di “Vetta Subacqueo” ma che presentava già la sua peculiarità più saliente, ovvero la ghiera interna, animata da una seconda corona posizionata a ore “2”.

In quegli anni i marchi Vetta e Wyler-Vetta erano distribuiti nel nostro Paese, insieme a Longines, dalla ditta I.Binda di Milano, ed erano considerati alla stregua di sottomarche della più celebre maison dalla clessidra alata, tanto erano curate le realizzazioni ed affidabile l’assistenza. Il Wyler-Vetta, in particolare, fu molto apprezzato per l’invenzione del bilanciere “Incaflex”, il quale, grazie ad una forma appositamente studiata, ammortizzava gli urti con molta efficacia.

Il "Vetta - Subacqueo", predecessore del più famoso Exafandra, ma dotato del performante calibro Felsa 4000N

Il “Vetta – Subacqueo”, predecessore del più famoso Exafandra, ma dotato del performante calibro Felsa 4000N

Il Vetta Subacqueo fu immediatamente notato per la sua particolare grinta e la singolarità di una soluzione estetica (appunto la ghiera interna) che non era assolutamente diffusa in quel periodo.

In realtà non si può con certezza attribuire a Vetta la paternità di questa invenzione, e neppure ci si prese la briga di brevettarla: erano quelli tempi di assoluta concretezza e scarsa burocrazia. Periodi in cui le innovazioni erano all’ordine del giorno e ci si confrontava piuttosto sull’aspetto economico, e non su quello della carta bollata.

Sicuramente, però, il Vetta Subacqueo catturò l’attenzione dei Sub per l’indubbia utilità e per aver intelligentemente saputo eliminare il problema dello spostamento accidentale della ghiera, che costituiva una grossa preoccupazione per i professionisti, i quali si affidavano ad essa per avere il pro-memoria di immersione e il tempo limite di durata delle proprie bombole d’ossigeno.

Erano i tempi eroici dello sport dell’immersione e molti marchi avevano tentato di apportare le proprie soluzioni, che nella maggior parte dei casi corrispondevano a improbabili e inestetici ganci o blocchi sulla ghiera stessa.

Si comprendono quindi i motivi di un tale entusiasmo attorno a questo orologio che si presentò alla platea italiana, quasi in sordina, tanto che non ne fu studiato neppure un nome suggestivo, ma si aggiunse sotto al marchio sul quadrante la sola scritta “Subacqueo”.

Visto il clamore suscitato, in ditta Binda si pensò soltanto a posteriori a sfruttare l’onda, e venne coniato un nome esotico, come tanto era di moda a quel tempo, e la scelta cadde su “Exafandra”, a celebrazione dello scafandro dei palombari.

Con questo appellativo il Vetta con ghiera interna valicò i confini italiani e fu richiestissimo anche dall’estero.

A mio personalissimo giudizio, ritengo il suo predecessore addirittura migliore sotto l’aspetto tecnico relativo al movimento utilizzato, che era di tutto rispetto, e precisamente l’automatico Felsa 4000N, caratterizzato da una massa oscillante agganciata al perno centrale attraverso una molletta incastrata in un intaglio, mentre l’Exafandra era equipaggiato dal pur ottimo AS 1700, inferiore almeno come finiture, sebbene e comunque molto performante.

Il perchè della sostituzione resta uno dei misteri irrisolti, ma probabilmente si è trattato di un “sacrificio” consumato per ottenere una migliore redditività, che sarebbe altrimenti diminuita a causa degli investimenti pubblicitari.

Nell’esemplare che ho avuto la fortuna di acquisire e di revisionare, e che è illustrato in fotografia, la massa oscillante è particolarmente eloquente in relazione alla fama internazionale del Vetta Subacqueo, molto raro e non ancora divenuto “Exafandra”. Si deve sapere che una delle marche che si sono affermate negli Stati Uniti d’America, nei quali è assurta a ruolo primario, più che nel resto del mondo, fu “Gruen”, che rivaleggiava nel nuovo continente con Wittnauer, Hamilton e Waltham. Ebbene, sulla massa oscillante dell’esemplare revisionato del Vetta, il rotore è personalizzato proprio con il nome di Gruen.

L’orologeria d’epoca, a livello tecnico, riserva anche di queste sorprese, e affascina proprio perchè in molti casi ci si rende conto che i nostri orologi vivono spesso una vita propria, con le loro peripezie, le loro vicende e la loro storia.

Se questo Vetta fosse stato riparato da un collega americano, questo non mi è dato saperlo, ma sicuramente è testimone di un’epoca e di una tradizione.

Da parte mia ho provveduto unicamente a metterlo in condizione di tenere perfettamente il tempo, cosa che per altro non è stata per niente difficile data la qualità del movimento.

Ho preferito lasciare il vetro originale in esalite, dal quale ho eliminato per politura alcune righe inestetiche: mi sarebbe apparso quasi un delitto sostituirlo, visto che, a parte la massa oscillante, che comunque è un valore aggiunto dal punto di vista storico, questo segnatempo è originale in tutte le sue parti.

Sarà anche un atteggiamento infantile, ma vestendo orologi come questi, mi pare quasi di viaggiare nel Tempo.

Beaux Arts Champagne Wyler Vetta

Wyler Vetta Beaux Arts Champagne Wyler Vetta. Orologio dalla cassa in acciaio, con finitura lucida, vetro minerale zaffiro antiriflesso bombato tondo con diametro di 39 mm.; la lunetta a finitura lucida; fondello serrato a vite, corona serrata a vite personalizzata Wyler Vetta.
Quadrante color champagne con ora, minuti, secondi continui, 24 ore, crono 60 sec, 30 min, 12 ore, data, giorno e mese, a finestra, fasi lunari; indici applicati luminescenti; minuteria stampata nera, lancette dauphine luminose, sfera della data con punta blu; logo Wyler Vetta alle 15. L’orologio Beaux Arts Champagne Wyler Vetta ha movimento meccanico a carica automatica calibro ETA 7751. Impermeabilit� garantita fino alla pressione di 10 atmosfere. Cinturino in pelle di lucertola tejuss lucida gold, chiusura deployante con pulsanti e finitura lucida personalizzata.
Il suo prezzo è di 2.280 Euro.

Vetta Time After

Wiler Vetta Time After TimeWyler Vetta Time After. Questo orologio fa parte della categoria degli svegiarini, simpaticamente definiti come sveglia meccanica da polso,che evoca l’immagine della sveglia della nonna, con le sue splendide campane metalliche ed il tremendo martello trillante, comuni con lo sveglierino da polso. Come nelle sveglie meccaniche il sistema di puntatura consiste solitamente in una lancetta centrale al quadrante, che va posizionata sull’ora desiderata, infatti la lancetta dell’orologio sveglia è bianca con puntatone rosso,il movimento è meccanico a carica automatica a calibro Wyler 1740, con la funzione oviamente di sveglia. La funzione della sveglia dispone di un proprio bariletto, che va caricato indipendentemente da quello dell’orologio quindi gli svegliarini sono equipaggiati da due corone di carica. Invece il trillo della sveglia è realizzato da un martello metallico che va ad urtare ripetutamente contro una copiglia, fissata al fondello
dell’orologio o ad un gong in acciaio speciale, infine attraverso la corona dell’orologio si effettua il puntamento della sveglia. L’orologio da polso di Wiler Vetta After Time ha cassa in acciaio, con finitura lucida, il vetro è zaffiro minerale di forma piatta e tonda, con vetro antiriflesso; il fondello serrato con ben sei viti e la doppia corona sono personalizzati Wyler Vetta. Il quadrante del modello è di colore nero, con lavorazione guillochet con ora, minuti, secondi,naturalmente la sveglia;gli indici sono a bastone alternati ad indici romani con lancette luminescenti, infine l’impermeabilit è garantita fino alla pressione di 5 atmosfere.
il cinturino è nero in anguilla semilucida con chiusura ad ardiglione personalizzata. Una sofisticata evoluzione da considerare nello svegliarino è quella di avere il martello della sveglia analogo ai martelli della ripetizione minuti.

Wyler Vetta Time After Time.

Wiler Vetta: modello Time After TimeConfermando l’impegno al rilancio del marchio annunciato tempo fa, Wyler Vetta si muove con sicurezza e determinazione nel mondo degli orologi da polso con un ventaglio di proposte di estrema qualit , frutto del connubio tra due culture – italiana e svizzera. Wyler Vetta Time After Time è stato il modello di punta della collezione 2004, vogliamo ricordare ai collezionisti che il modello è stato prodotto in edizione limitata. Ne sono stati prodotti esattamente 284 esemplari il costo dell’orologio è di 3950€. Time after time è ispirato alla relazione tra i concetti di tempo e di musica, alla connessione tra vibrazione del diapason e oscillazioni del bilanciere, deve il suo nome a un brano di Cindy Lauper che fu un grande successo nel 1984. Per l’occasione, in esclusiva per la casa orologiera, il chitarrista dell’Oklahoma Tuck Andress e la vocalista di San Francisco Patty Cathcart hanno realizzato una speciale cover della canzone Time After Time offerta in omaggio su CD al cliente. Veniamo ora alle caratteristiche tecniche – movimento automatico calibro Wyler 1740 con funzione di sveglia. Cassa in acciaio, resistente a pressione fino a 5 atmosfere, vetro zaffiro piatto antiriflesso e fondello protetto da un coperchio decorato con l’incisione di una chiave di violino. Sul quadrante nero un guillochè quadrettato delimita la parte centrale mentre nel perimetro esterno sono applicati indici misti a numeri romani. L’ora in cui suoner la sveglia, regolata dalla corona al 4 è indicata da una sottile lancetta con punta smaltata in rosso. Completa le funzioni le indicazioni di giorno e data, con correzione della corona al 2. Il cinturino è in pelle di anguilla, nero e semilucido.