Sotheby’s: Rolex venduto a oltre €. 754.000

È un Cosmograph Daytona del 1999.

Eccezionale vendita effettuata da Sotheby’s che in un’asta avvenuta a Hong-Kong ha battuto e assegnato per €. 754.183 un Rolex Daytona Cosmograph del 1999.

L’evento, riportato dalla rivista “Chrono Passion” ha visto i concorrenti della vendita all’incanto superarsi più volte fino a far lievitare il prezzo a €. 225.000 in più rispetto alla stima massima dei periti, i quali avevano consigliato un range compreso tra €. 352.834 e €. 529.252.

C’è da dire che difficilmente alle aste internazionali di pezzi pregiati come questo il prezzo di acquisto si stabilisce nella parte minima della stima, e che superare il massimo sta divenendo normalità.

La referenza del Cosmograph in oggetto è la 16516. Si tratta della declinazione con cinturino in pelle di alligatore e quadrante in madreperla.

Il pezzo fa parte di quelle serie di Rolex equipaggiati con movimento Zenith della linea di “El Primero” calibro 400. La cassa è in platino.

Il Rolex Daytona automatico fu introdotto a catalogo dalla casa coronata nel 1988 e fu subito scelto il calibro della Zenith costruito nel 1969 per animare la linea. Fu solo a partire dal 2000 che Rolex iniziò a utilizzare propri calibri di manifattura per i suoi Daytona.

L’orologio riporta sul fondello l’incisione di una dedica, e precisamente: “Francesca – Remain 16.10.1999”.

Fino al 1999 Rolex non aveva mai prodotto Daytona in platino. Si tratta quindi di uno tra i primi esemplari con cassa in questo materiale.

… E io mi faccio il Rolex

L’universo dell’orologio più famoso del mondo.

Rolex è indubbiamente la maison che ha raggiunto maggiormente l’obiettivo di costituire il sogno degli appassionati di Orologeria.

A fronte di una politica sempre azzeccata, questa iconica casa svizzera costituisce per molti il top dei desideri in ambito di segnatempo.

Nata agli albori del XX secolo, Rolex non può vantare neppure la suggestione di essere tra le marche più antiche. Ha imposto invece la propria immagine in coincidenza dell’avvento della tecnologia. Da sempre simbolo di affidabilità, trova infine la sua consacrazione definitiva grazie alle innovazioni introdotte in modo peculiare sulla cassa allo scopo della resistenza a acqua e urti. Da quel momento innesca una cavalcata gloriosa che l’ha portata ad essere l’orologio più ambito dell’intero settore.

Prima o poi, di conseguenza, nella vita di un collezionista o di un semplice appassionato, arriva il momento della tentazione di acquisire un Rolex.

Le vie da seguire sono molteplici. Il fenomeno scatenato dalla maison ne travolge anche il normale commercio. Logicamente la strada più semplice da seguire è quella di rivolgersi al concessionario.

Non sempre però è così semplice. I modelli più ambiti fanno presto a sparire dalle vetrine e dal caveau dei rivenditori ufficiali. E questo per svariati motivi. Fanno eccezione quei concessionari ufficiali che collaborano con le strutture specializzate nella distribuzione corretta del secondo polso, come vedremo in seguito.

Rolex, come tutte le case orologiere, impone ai concessionari un contratto di distribuzione selettiva. Si tratta dello strumento che di fatto ha consentito ai fabbricanti di andare in deroga alle disposizioni che regolamentano le esclusive. Sottoscrivendo il contratto per la concessione, il dettagliante si obbliga ad una serie di impegni che possono essere più o meno penalizzanti a seconda della potenza del marchio.

Ne consegue che certi rivenditori che non si trovano in zone appetibili dal punto di vista commerciale o turistico, ma abbiano comunque la necessità di mantenere un alto profilo di immagine, possano avere difficoltà nel vendere l’intero stock.

La distribuzione parallela

Subentrano a questo punto altre figure commerciali che si inseriscono legittimamente nella filiera e provvedono a una distribuzione parallela.

Gli orologi acquistati seguendo questa linea alternativa sono originali, muniti di garanzia e coperti da assistenza. Non cambia nulla rispetto all’acquisto nei negozi ufficiali. Salvo l’imbarazzo del concessionario che cede parte del proprio stock, il quale lede chiaramente gli accordi stipulati con Rolex.

E qui il discorso si fa delicato. L’orologio acquistato in distribuzione parallela, può essere legittimamente posseduto dall’utente finale. Ma dobbiamo ricordare che ogni Rolex possiede un seriale che lo rende riconoscibile. In ogni momento Rolex è in condizione di sapere e di riconoscere il percorso fatto da quello specifico segnatempo.

Il secondo polso

Al fianco di questa distribuzione parallela esiste quello che è il commercio più fiorente di questo specifico comparto: il secondo polso.

Rolex è la marca che maggiormente si presta al mercato del collezionismo. Il perché è facile da intuire: si tratta di una nicchia di prodotti che mantiene il prezzo e lo incrementa anche notevolmente con l’andare del tempo. Ma esiste anche un altro fattore importante. Non sempre il modello di Rolex che ci piace, acquistato nuovo, rientra nei parametri di prezzo attesi. Col secondo polso ci si possono permettere pezzi che altrimenti sarebbero inavvicinabili.

Il segreto del successo passa però anche attraverso la qualità e l’assistenza. Attorno a Rolex orbitano alcuni tecnici altamente specializzati in grado di garantire il ripristino perfetto dell’orologio. Anche quando questo viene scambiato tra privati.

Ne deriva che sul mercato dei Rolex gli orologi sono sempre perfetti e non presentano sorprese. L’unica attenzione che si deve prestare è quella di non incorrere in una contraffazione.

Ma anche in questo il mercato ha trovato autonomamente una soluzione. Sono nate aziende distributrici che si occupano di acquistare sul mercato i Rolex usati, li restaurano perfettamente, e li distribuiscono ai dettaglianti.

È perciò sorta un’altra piega di mercato che mette in condizione negozi specializzati di esporre collezioni di Rolex di secondo polso attendibili sotto ogni aspetto e con garanzia. E in questa fase i negozi possono aderire senza costrizioni particolari.

Come funziona la distribuzione dell’usato?

Al contrario del caso del semplice orologio acquistato usato in modo occasionale, questo mercato si è dato una struttura affidabile. La casa centrale provvede a reperire in modo legale e trasparente gli orologi Rolex di secondo polso. Li revisiona e li restaura con pezzi originali se è il caso. Provvede alla lucidatura della cassa. A questo punto crea il proprio catalogo e distribuisce in modo tradizionale le collezioni attraverso i propri concessionari.

Si può quindi andare tranquillamente dal rivenditore aderente, certi di avere un pezzo che risponde ad ogni canone di correttezza. Gli orologi vengono venduti muniti di garanzia.

Cosa fare?

La risposta a questa domanda è soggettiva. È ovvio che, come detto, la via più semplice sia quella del concessionario. Non aspettiamoci però di trovare dal rivenditore ufficiale l’orologio che fa scattare il tilt sul mercato collezionistico. Insomma il pezzo pregiato difficilmente resta nelle vetrine.

Come un filatelico non può sperare ormai di acquistare il pezzo raro alle Poste, così il Rolex da sballo difficilmente si trova dal concessionario.

Al mercato dell’usato, ci si deve rivolgere anche se si vuole fare “l’affare”. I prezzi di questo comparto sono veramente contenuti. Tutto naturalmente in relazione alla reperibilità del pezzo richiesto. È logico che se cerchiamo l’esemplare “introvabile” lo pagheremo molto più caro di quanto indicasse il listino. Ma questo fa parte del “gioco” del collezionismo.

Importante però rivolgersi al rivenditore giusto. Il nostro orefice di fiducia può essere un canale eccezionalmente valido, se rientra tra coloro che si appoggiano alle strutture di distribuzione specializzate.

 

 

 

Dentro Rolex Explorer II: il calibro 3187

Panoramica tecnica sull’orologio “estremo” di casa Rolex.

Nel catalogo Rolex la linea che risponde ai requisiti di resistenza alle condizioni più estreme è Explorer. Nata con l’intenzione di dotare gli sportivi di un orologio per tutte le occasioni, Explorer II raggiunge in effetti canoni di robustezza molto elevati.

E se grandi meriti possono essere attribuiti alla cassa, il movimento non è certo da meno. Stiamo parlando infatti del calibro 3187. Un movimento creato e realizzato interamente all’interno della maison.

Già alla prima vista ci si accorge della compattezza della struttura, perfettamente compendiata dalla disposizione integrata deiDentro Rolex Explorer II: il calibro 3187 componenti sulla platina. A questo proposito colpisce immediatamente la scelta di utilizzare un ponte orizzontale per il bilanciere. Soluzione che distribuisce meglio la pressione e la “spalma” in modo uniforme sicché il rubino superiore appoggi in modo perfettamente piano sull’asse.

Pare una soluzione di poco conto, ma spesso i tecnici possono testimoniare circa le difficoltà che il gioco verticale dell’asse del bilanciere può creare. In questo caso invece si può procedere anche ad una regolazione micrometrica dell’altezza, raggiungendo la perfezione.

Il calibro 3187 dispone della spirale Parachrom, il cui materiale costitutivo resiste impeccabilmente alle variazioni di temperatura, che potrebbero determinare influenze sulla marcia oraria.

A completamento degli studi accurati effettuati dalla maison per la resistenza agli urti c’è il sistema Paraflex. Si tratta fondamentalmente di un elaborata ricerca che ha portato allo studio e alla realizzazione di una protezione dell’asse. Il contraccolpo di ogni urto viene assorbito attraverso un ammortizzatore che consente il massimo dell’adattabilità del rubino nella propria sede.

Non mancano ovviamente le soluzioni già acquisite, e perciò 3187 mostra tutte le altre innovazioni. Non ultima quella tecnologica che fa riferimento allo speciale materiale che costituisce le ruote di trasmissione dell’automatico.

Ovviamente ogni movimento è dotato del certificato di cronometro COSC.

Il prezzo di Explorer II, sia nella versione con quadrante nero che in quella col fondo bianco è di €. 7.500,00.

Alle origini della leggenda: Rolex Bubble Back

Il mitico “Ovetto” che determinò la fortuna di Rolex.

Rolex, come tutti sappiamo è un po’ il marchio simbolo dell’Orologeria che confina con la leggenda. Il marchio ha saputo attraverso i vari decenni della sua vita, sfruttare al massimo il proprio savoir-faire. E non solo. Attraverso un’abile sfruttamento dell’immagine è sempre restata ai vertici del settore e degli impulsi emozionali di ogni appassionato.

Attorno al prestigioso marchio di Ginevra è nato un interesse collezionistico senza pari. Tale da far emergere un risultato strabiliante: l’acquisto di un orologio storico della maison è un investimento super-sicuro.

Rolex non ha origini svizzere. Fu fondata nel 1905 a Londra dal tedesco Hans Wildorf e dal suo fratellastro Alfred Davis.

Le sue radici non sono quindi neppure troppo profonde essendo di conseguenza, a confronto di altri competitor, un marchio relativamente giovane.

Come nacque la leggenda

Il grande successo della maison viene attribuito alle capacità tecniche maturate nel corso degli anni ’30. Rolex brevettò infatti e mise in commercio nel 1933 il primo orologio assolutamente subacqueo. Si tratta del mitico “Ovetto”, ovvero del Bubble Back. Primo tra l’altro a beneficiare dell’appellativo di “Oyster Perpetual” oggi tanto famoso (Fonte: 3621 Uhren Rolex – Kesaharu Imai – Ed. Callway).

Il celebre “Ovetto” è divenuto un oggetto di culto. Restò a catalogo Rolex per 22 anni, vale a dire fino al 1955.

La sua forma sobria assume per gli appassionati i connotati della perfezione delle proporzioni. In una cassa che è rimasta invariata dalla sua creazione.

Bubble Back è un orologio che si è affermato sia vestito col bracciale in acciaio che con quello in pelle. Fatto piuttosto inusuale nell’immaginario popolare riferito alla maison coronata.

Ricercatissimo indifferentemente dal materiale della cassa, Rolex “Ovetto” è oggetto di bramosia dei collezionisti sia in oro che in acciaio, oppure nella versione bicolore, con ghiera oro.

Le sue quotazioni sul mercato variano da un minimo di 2000/2500 euro, per arrivare fino a 6.500 e anche più. Determinanti ovviamente al fine della valutazione sono lo stato di conservazione e la particolare emissione.

Una referenza ricercata è la 3131, che fu “vestita” con differenti livree. Ma anche la 5052 e la 2764 si fanno rispettare. Ma la differenza dal punto di vista del collezionismo sono minime: qualsiasi versione va bene. C’è chi preferisce i modelli con secondi al centro, e chi predilige i piccoli secondi a ore “6”. Fondamentale è che l’esemplare sia perfettamente in ordine e possieda tutti i pezzi originali. Unica tolleranza il cinturino, che per un orologio che ha comunque più di 70 anni è abbastanza comprensibile. Non si transige invece, non solo per la meccanica, ma anche per lancette e corona.

Augurare a ogni appassionato di trovare a prezzo adeguato un Rolex Bubble Back, ci pare un ottimo modo per iniziare questo 2019.

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Rolex GMT-Master II, prestigio e qualità

Tecnica e affidabilità per mantenere un primato.

Rolex è considerata la maison più prestigiosa. Lo dicono i mercati e lo urla la forte richiesta di questi segnatempo che sono divenuti l’emblema mondiale tra gli status symbol.

Per mantenersi in vetta a questa speciale graduatoria, il marchio della corona non sta inerte. Specialmente negli ultimi anni, la maison ha consolidato il suop primato con strategie che hanno investito l’ambito tecnico e quello d’immagine.

Ha fatto sicuramente colpo l’acquisizione di funzioni da Time-Keeper da parte della Rolex al Campionato Mondiale di Formula 1. Ma gli addetti ai lavori sono consci altresì degli sforzi perpetrati dal marchio in ambito tecnico e tecnologico. Anche attraverso soluzioni di alto rilievo sui movimenti, che con la creazione di calibri di manifattura.

Un esempio viene fornito dall’analisi del GMT-Master II, che mettiamo oggi sotto i nostri riflettori, con riferimento alla referenza 126710BLRO.

Siamo di fronte ad un segnatempo che dimostra immediatamente il grado di perfezione che Rolex ha raggiunto nei suoi laboratori. La finitura è perfetta, come l’attenzione ai dettagli che arriva ad essere maniacale.

La tecnica

Ma chiaramente quanto interessa maggiormente è l’aspetto tecnico. In questo caso è interessante sottolineare che gli sforzi indirizzati a sostenere lo scappamento “Chronergy” trovano la sublimazione in questo calibro 3285 di manifattura Rolex. Il risultato è il raggiungimento delle 70 ore di riserva di carica. Un traguardo che si è ottenuto eliminando in modo notevole gli attriti e ottimizzando l’esborso di energia cinetica.

In termini di stabilità e precisione, che in Orologeria si traducono con la gestione corretta della correzione di isocronismo, Rolex ha risposto con la spirale blu “Parachrom”, che risulta insensibile alle normali sollecitazioni magnetiche esterne.

Valutando poi l’aspetto tecnologico, ci accorgiamo di quanta cura sia stata posta nella scelta dei materiali. In molti casi, come sappiamo, Rolex preferisce costruire da sé le leghe da utilizzare.

L’acciaio è il noto Oystersteel, ma anche in quanto potremmo giudicare banale, il marchio concentra la sua attenzione. Lo dimostra il Chromalight utilizzato per rendere più durevole e incisiva la leggibilità degli index e delle lancette.

Corona Triplock, chiusura Oysterlock e lente Cyclope per il datario sono arcinote. Ma quanto merita attenzione è ancora una volta il materiale utilizzato, in quest’occasione per la ghiera: il Cerachrom. Un tocco di classe per estetica e funzionalità, ma soprattutto un colpo mortale alle offese del tempo, che non riuscirà ad intaccarne la brillantezza.

Insomma, questo Rolex GMT-Master II ref. 126710BLRO, insieme ai suoi fratelli che compongono una linea deliziosa, rischia di diventare il recipiente in cui il marchio della corona ha posto buona parte del suo savoir-faire.