La tecnica per smontare un orologio meccanico

Se frequentate questo blog o vi siete arrivati per la prima volta è perchè amate gli orologi.

Per ogni appassionato arriva il momento in cui non si accontenta più di guardare il suo segnatempo dall’esterno, ma vuole conoscerlo in modo più profondo.

Smontare un orologio è il coronamento di una passione che spesso accompagna un individuo tutta la vita.

E’ bene sapere che lo smontaggio è alla porttata di chiunque abbia un minimo di mano ferma.

Naturalmente non è una operazione da sottovalutare, ma dedicando la necessaria attenzione non è assolutamente impossibile, specie conoscendo alcune nozioni di base che saranno oggetto di questo articolo.

Cerchiamo di procurarci gli attrezzi adatti, e in questo posso essere di supporto, basta scrivermi attraverso il link qui riportato:

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Cimentiamoci con un orologio da uomo, che non abbia nè data, nè secondi al centro.

Per l’occasione abbiamo scelto un EB 1197, calibro leggendario degli anni ’60, durante i quali costituiva il vero entry-level nel mondo dell’orologeria per la sua economicità e spartanità.

Come smontare un orologio

Per un orologiaio, la fase di smontaggio o di rimontaggio di un orologio meccanico, crea un’atmosfera quasi magica.

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Le passione per l’Orologeria

La passione per gli orologi meccanici si articola attraverso numerose sfaccettature, ognuna delle quali deve e può trovare un’intima soddisfazione.

Si considera innanzi tutto l’estetica, poi le funzioni, e si valuta successivamente la portabilità, ma in definitiva è il cuore che decide la scelta finale.

Un orologio è in grado di sussurrare parole ad ogni appassionato, che solo lui riesce ad intendere.

Orologeria

Il rapporto tra un collezionista o anche un semplice appassionato, con il suo gioiello da polso o da tasca, passa per diversi stadi.

Il primo è sicuramente quello dell’appagamento visivo.

Ma ben presto si cede alla tentazione di interagire con l’orologio in modo più completo: e si vive la parte pratica.

La maggior parte dei collezionisti si munisce di una serie di cacciaviti da orologiaio, un paio di preselle, una lente, un temperino, e si avventura ad aprire le casse più facilmente accessibili: quelle a pressione.

Prudentemente e giustamente quasi tutti si fermano a questo punto, anche perchè questa nuova “visuale” consente numerosissime maggiori considerazioni.

Solo osservando il proprio orologio, all’interno, possiamo riconoscerne il calibro, distinguere il sistema anti-urto, contarne i rubini, verificarne le finiture e il grado di cura.

In alcuni casi, quando si riesce a leggere il numero seriale, possiamo addirittura risalire all’anno esatto di nascita.

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Il tourbillon, questo sconosciuto

Proseguiamo la nostra rubrica tecnica con l’illustrazione di di quella che viene definita la “complication” delle “complication”: il tourbillon.

Questo articolo, come tutti i posts tecnici che Enrico Cannoletta scriverà per il blog degli orologi, verranno archiviati in una nuova categoria denominata il laboratorio di Enrico.

Ideato e realizzato dal più grande genio orologiaio della storia, Abraham Louis Breguet (1743-1823), il tourbillon annulla, o per lo meno limita, gli effetti negativi della forza di gravità sul bilanciere, aiutando efficacemente a ottimizzare l’isocronismo.

Vediamo di “entrare” nel problema per verificare i benefici di questa affascinante scoperta che ancora oggi arricchisce esclusivamente orologi dal prezzo molto elevato.

Tutti noi sappiamo che per verificare in modo corretto e coscienzioso la marcia oraria e le condizioni di un orologio, è indispensabile testarlo al cronocomparatore in almeno 6 posizioni. Questo perchè si ha esclusivamente in questo modo la sicurezza che il bilanciere non sia frenato da attriti anomali e indesiderati spostando l’asse del suo equilibrio.

Ma anche in questo modo non si riesce a correggere la differenza che si rileva tenendo il piano dell’orologio maggiormente in una posizione rispetto ad un altra (a meno di costringere l’utilizzatore a tenere perennemente il braccio in un’unica e stabile posizione, senza mai abbassare o muovere il braccio!).

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