Blancpain, la più antica manifattura

Se si dovesse attribuire una data di nascita all’Orologeria di Altissima Gamma, questa coinciderebbe con quella di nascita di Blancpain, la più antica manifattura del panorama orologiero mondiale.

Dal 1735, infatti, la prestigiosa maison della Valle del Giura, produce orologi con la stessa cura di allora.

Immersa nel verde, nel bucolico scenario di Le Brassus, in Val de Joux, nella fattoria di Blancpain non troviamo traccia delle moderne catene di montaggio.

Si tratta di uno dei rarissimi casi in cui gli orologiai continuano ad assemblare un orologio dall’inizio alla fine.

Da quasi tre secoli gli orologi Blancpain sono creazioni individuali, e come tali rispecchiano la personalità dell’orologiaio che li costruisce.

Ogni segnatempo Blancpain richiede innumerevoli interventi artigianali, eseguiti meticolosamente a mano.

L’eccezionalità di ognuno di questi orologi deriva dalle scelte tecniche e dalla sua affidabilità, ma anche dalle finiture, che rappresentano un elemento distintivo dell’Alta Orologeria.

Le tecniche di finitura e di decorazionbe sono il frutto di una tradizione artigianale e di un know-how vecchio di secoli, unito ad una tradizione d’avanguardia.

Gli artigiani Blancpain realizzano le loro finiture con l’impiego di pietre, di lime, di brunitoi e di carte abrasive, anche sulle parti destinate a restare celate allo sguardo.

Nessuna macchina può infatti rivaleggiare con la precisione di un “anglage” (la levigatura degli angoli di ponti e plattine, ma anche di numerosi altri componenti), eseguito rigorosamente a mano, sotto la lente sapiente di un mastro orologiaio.

Questa filosofia ha portato Blancpain a detenere un numero incredibile di primati mondiali, alcuni veramente sorprendenti, che hanno consacrato la Storia dell’Orologeria.

Il primo orologio automatico della Storia, infatti, nel 1926, fu costruito da Blancpain per Hardwood, ed ha cambiato radicalmente il corso di quest’Arte.

Non solo, ma è di Blancpain l’orologio non unicum più complicato del mondo, il Calibro 1735, tourbillon, cronografo con rattrappante, calendario perpetuo, ripetizione minuti e, naturalmente (!), automatico, il tutto compreso in un diametro di mm. 35,9, e uno spessore di soli 12,15 mm.

Alò suo interno trovano spazio 740 componenti e 44 rubini. La sua riserva di carica, nonostante tutte le complicazioni, arriva ad essere più del doppio di quella di un comune automatico “solo tempo”, raggiungendo le 80 ore di funzionamento.

Questo è solo un esempio delle innumerevoli capacità di Blancpain, estrinsecate in altrettanti record del mondo.

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Saperne di più: Omega Moonwatch

Nell’ambito della rubrica “Il laboratorio di Enrico” ci si sforza di fornire agli appassionati una panoramica tecnica e quei dettagli anche culturali che spesso possono sfuggire perchè non prettamente commerciali.

Ci siamo accorti, infatti, che molte peculiarità curiose e affascinanti, vengono stranamente ignorate.

L’Arte Orologiera, invece, è appagante proprio per l’esaltazione dei minuscoli particolari e del geniale ritrovato tecnologico, ma anche per quell’alone di leggenda che ne circonda i protagonisti.

Omega Moonwatch

Fedeli a questa “mission”, parliamo oggi di un fatto quasi leggendario, ma che affonda le radici nella solidità della Storia: Omega, e in particolare, il mitico “Moonwatch”.

Nel 1962, agli albori della Corsa allo Spazio ingaggiata da astronauti statunitensi e cosmonauti sovietici, alla Nasa ci si preoccupò di dotare i propri eroi di adeguati segnatempo.

Il sincronismo dei tempi è ovviamente una funzione fondamentale, per cui l’Ente Spaziale non pensò ad una gara d’appalto oppure a una sponsorizzazione, ma decise di scegliere lo strumento attraverso una selezione e alcuni test scientifico-attitudinali.

In modo molto spartano, fu incaricato un funzionario di reperire sul mercato 10 cronografi a carica manuale.

Non fu naturalmente preso in considerazione il “solo tempo” automatico perchè la carica cinetica non avrebbe funzionato in assenza di gravità (all’epoca il crono automatico non esisteva neppure).

I 10 orologi, esemplari di marche diverse, le più note e prestigiose di allora e di oggi, furono sottoposti a dei veri e propri tour de force che ne hanno messo a dura prova il funzionamento.

Al termine della selezione l’Omega Speedmaster risultò il migliore e fu scelto.

Neppure in quel momento però si cedette alla tentazione di pubblicizzare la dotazione: Omega Speedmaster divenne “solo” un semplice strumento utilizzato dai tecnici e venne posto come tale al polso dei primi astronauti, come lo erano l’oscilloscopio, la rice-trasmittente, e molti altri “arnesi del mestiere”.

Infatti il primo orologio che accompagnò l’uomo nello spazio, fu lo Speedmaster al polso di Wally Schirra, decollato da Cape Canaveral il 3 ottobre 1962, a bordo del modulo Sigma 7 del Progetto Mercury.

A ricordo dell’avvenimento, avvenuto esattamente 50 anni orsono, Omega ha predisposto un Moonwatch celebrativo che sarà distribuito a partire dal mese di ottobre, e che sarà chiamato “First Omega in the Space”.

Il movimento che equipaggiava sia la versione del 1962 che quella successiva del 1969 al polso di Armstrong, Aldrin e Collins, equipaggio del primo sbarco dell’Uomo sulla Luna, era il calibro 861, che rivive oggi, con un semplice 1 a precedere il resto della sigla, e che anima i moderni Speedmaster Moonwatch.

Un’altra succosa indicazione, assolutamente degna di nota, riguarda il cavalluccio marino imbrigliato che è divenuto il simbolo distintivo posto sui fondelli di tutti i modelli Speedmaster Moonwatch. Ebbene, i primi modelli non li avevano.

Si tratta di un segno distintivo privilegiato in un secondo tempo, ed estrapolato da una raffigurazione del carro marino di Nettuno, trainato dagli ippocampi.

Tutto ciò sta a testimoniare che tutto quanto è relativo alla nascita del mito del Moonwatch è stata un’operazione tecnica e per nulla commerciale.

Normale e condivisibile la scelta successiva di Omega, di goderne i frutti.

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La spirale libera

Le ultime innovazioni tecnologiche applicate all’Orologeria hanno riguardato in particolar modo la spirale.

Ne è stato variato il materiale, passando al silicio, il quale garantisce le massime indeformabilità ed elasticità, come ormai da secoli ci si aspettava.

Spirale Libera

Si parla addirittura di eleiminarla, come sostiene Tag-Heuer attraverso il progetto del suo concept watch Pendolum.

Pare quindi che i tecnici abbiano individuato proprio nell’oscillazione e quindi nella spirale, il “collo di bottiglia” che impedisce lo sviluppo di una ancora maggiore affidabilità e stabilità nei meccanismi del futuro.

Ecco quindi che è ancora Omega a proporre un’ulteriore miglioria volta a eliminare agenti di disturbo nella “vibrazione” della spirale.

Nasce perciò il concetto di spirale libera, non più circoscritta nel suo movimento centrifugo e centripeto dalle lips che ne determinavano inoltre, con la loro posizione, l’avanzamento o il ritardo orario.

Questo nuovo modo di concepire le alternanze, rivoluziona dunque anche la regolazione.

La presenza della “racchetta” (questo il nome tecnico delle lips della spirale), modificava la parte attiva di questa, allungandola o accorciandola per regolarne la corretta cadenza.

Nei nuovi Omega dotati di spirale libera, per regolare la marcia oraria occorrerà intervenire su micro-viti in oro poste lungo la corona esterna del volantino del bilanciere.

Questa nuova tecnologia consente di eliminare definitivamente tutti gli attriti e le risonanze che venivano a crearsi con l’eventuale urto, anche accidentale, della prima spira sulla racchetta.

Tutto ciò, unito alla rivoluzionaria tecnologia coassiale e alla spirale stessa costruita in silicio di tipo 14, fa attualmente degli Omega gli orologi con un tasso tecnico altamente qualificato, e forse tra i migliori in assoluto del panorama orologiero.

Ulteriori informazioni e dettagli possono essere richiesti gratuitamente a Il Laboratorio di Enrico.

Enrico Cannoletta di Cannoletta Antica Gioielleria di Sanremo

Omega Aqua Terra GMT, anche la bussola!

Tra le novità presentate alla recente Fiera dell’Orologeria di Basilea, una in particolare emerge per originalità e efficacia.
Si tratta dell’Omega Seamaster Aqua Terra GMT.
Questo nuovo prodotto della prestigiosa maison svizzera offre all’appassionato innumerevoli motivi tecnici e molte soddisfazioni, pur essendo rinchiuso in una cassa dall’aspetto sobrio ed elegante, che non lascia presagire i contenuti avveniristici di cui dispone.

Il cuore dell’orologio è costituito dal calibro di manifattura 8605/8615 che per la prima volta è stato arricchito dalla complication GMT.
Il movimento, che si avvale dello scappamento coassiale, vero capolavoro di meccanica che riduce quasi a zero gli attriti tra ruota di scappamento e àncora, monta una spirale libera in silicio.

Quest’ultima scoperta di Omega annulla gli effetti negativi che la presenza dei perni della racchetta a lati della prima spira della spirale hanno creato per secoli agli orologiai.

Orologio Omega Aqua Terra GMT

Il silicio di tipo 14 assicura alla stessa spirale un’elasticità insuperabile e l’assoluta indeformabilità, raggiungendo il massimo dell’affidabilità.
Ma non è tutto.
Il sistema Gmt prevede la lettura attraverso una lancetta elegantemente terminata con una freccia rossa, che propone l’indicazione su 24 ore.
Questo è qualcosa di più che un particolare importante.

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Da HYT a Basilea, un orologio … a liquido

In termini assoluti non si tratta di una novità!

La genialità italiana del Medio-Evo che ebbe con Leonardo da Vinci la sua più alta espressione, aveva costruito già allora orologi ad acqua. E non di meno fecero nientemeno che i Cinesi.

Ma che si arrivasse a costruire un orologio da polso, completamente meccanico, con indicazione delle ore attraverso la canalizzazione di un liquido, questo probabilmente non lo pensava neppure il grande genio toscano,

E’ una delle novità che saranno oggetto di curiosità alla prossima Fiera dell’Orologeria di Basilea, in programma a partire dall’8 marzo.

Questa autentica realizzazione rivoluzionaria sarà presentata da HYT, che esporrà appunto il modello H1, il primo orologio da polso con orario “liquido”.

A beneficio dei lettori de IlBlogdegliOrologi, ecco il video in cui vedremo questo prodigio funzionante. Basterà cliccare sull’immagine qui sotto:

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La pressione del liquido nel canale attorno al quadrante, si ottiene attraverso due minuscoli compressori.

I minuti sono indicati con il sistema tradizionale di una lancetta posta in un quadrantino a ore 12, mentre a ore 2 è sistemato il quadrante per la riserva di carica di 65 ore.

Un piacevole effetto di funzionamento si ottiene con il movimento a vista della ruota posta a ore 10.

E’ stato fissato anche il prezzo di questo gioiello: $. 45.000,00. Forse neppure troppi per permettersi un … miracolo al polso.