Le passione per l’Orologeria

La passione per gli orologi meccanici si articola attraverso numerose sfaccettature, ognuna delle quali deve e può trovare un’intima soddisfazione.

Si considera innanzi tutto l’estetica, poi le funzioni, e si valuta successivamente la portabilità, ma in definitiva è il cuore che decide la scelta finale.

Un orologio è in grado di sussurrare parole ad ogni appassionato, che solo lui riesce ad intendere.

Orologeria

Il rapporto tra un collezionista o anche un semplice appassionato, con il suo gioiello da polso o da tasca, passa per diversi stadi.

Il primo è sicuramente quello dell’appagamento visivo.

Ma ben presto si cede alla tentazione di interagire con l’orologio in modo più completo: e si vive la parte pratica.

La maggior parte dei collezionisti si munisce di una serie di cacciaviti da orologiaio, un paio di preselle, una lente, un temperino, e si avventura ad aprire le casse più facilmente accessibili: quelle a pressione.

Prudentemente e giustamente quasi tutti si fermano a questo punto, anche perchè questa nuova “visuale” consente numerosissime maggiori considerazioni.

Solo osservando il proprio orologio, all’interno, possiamo riconoscerne il calibro, distinguere il sistema anti-urto, contarne i rubini, verificarne le finiture e il grado di cura.

In alcuni casi, quando si riesce a leggere il numero seriale, possiamo addirittura risalire all’anno esatto di nascita.

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Il tourbillon, questo sconosciuto

Proseguiamo la nostra rubrica tecnica con l’illustrazione di di quella che viene definita la “complication” delle “complication”: il tourbillon.

Questo articolo, come tutti i posts tecnici che Enrico Cannoletta scriverà per il blog degli orologi, verranno archiviati in una nuova categoria denominata il laboratorio di Enrico.

Ideato e realizzato dal più grande genio orologiaio della storia, Abraham Louis Breguet (1743-1823), il tourbillon annulla, o per lo meno limita, gli effetti negativi della forza di gravità sul bilanciere, aiutando efficacemente a ottimizzare l’isocronismo.

Vediamo di “entrare” nel problema per verificare i benefici di questa affascinante scoperta che ancora oggi arricchisce esclusivamente orologi dal prezzo molto elevato.

Tutti noi sappiamo che per verificare in modo corretto e coscienzioso la marcia oraria e le condizioni di un orologio, è indispensabile testarlo al cronocomparatore in almeno 6 posizioni. Questo perchè si ha esclusivamente in questo modo la sicurezza che il bilanciere non sia frenato da attriti anomali e indesiderati spostando l’asse del suo equilibrio.

Ma anche in questo modo non si riesce a correggere la differenza che si rileva tenendo il piano dell’orologio maggiormente in una posizione rispetto ad un altra (a meno di costringere l’utilizzatore a tenere perennemente il braccio in un’unica e stabile posizione, senza mai abbassare o muovere il braccio!).

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