Orologi: crollo dell’Italia, sorpasso storico della Germania

Sorprendenti i dati dell’esportazione di orologi.

Sono ormai lontani i tempi in cui l’Italia era uno dei mercati più ricettivi in ambito orologiero. Una tradizione che si è affievolita negli ultimi anni e che con il 2018 ha subito un vero e proprio tracollo.

E se molti economisti e osservatori attribuiscono il clamoroso calo alle incertezze economiche e politiche, altri iniziano ad indagare su altri fattori.

Sta di fatto che il nostro Paese è sceso addirittura all’8° posto della graduatoria relativa alle importazioni dalla Svizzera. Ma ciò che maggiormente colpisce è l’entità della flessione che supera il 20%. In netta controtendenza ad esempio col dato tedesco (+ 2,0%). Senza considerare l’impennata della Cina (+ 17,3%) e della Corea del Sud (+ 26,8%). In verità ad essere trainante è tutta l’Asia con segni positivi diffusi un po’ ovunque.

L’attenzione si colloca però sulle prime 10 posizioni della classifica, ovvero in quello in cui un piccolo spostamento può corrispondere a milioni di Franchi Svizzeri.

La vicina Francia riconferma il dato del 2017 ed ora incalza da vicino l’Italia, mentre in 10.a piazza si colloca l’emergente Corea del Sud. Una situazione che mette in pericolo la permanenza futura del nostro Paese tra i top-ten.

In questo panorama piuttosto variegato di risultati nazionali, l’analisi risulta difficile. D’altra parte il dato stesso delle esportazioni complessive dalla Svizzera segna un – 6,9%. Da qui partono alcune valutazioni critiche nei confronti delle strategie adottate in ambiti diversi.

Un mercato che cambia

È innegabile che il mercato stia cambiando. Ci troviamo infatti in una fase saliente del trasferimento delle preferenze dal commercio tradizionale, alla grande distribuzione, ma soprattutto al web. In molti casi alcuni brand si sono fatti trovare impreparati nella gestione di questo momento topico. In altri casi le soluzioni adottate sono state cieche o almeno miopi. Si è pensato a privilegiare soluzioni banali in ambito di distribuzione e rapporto con i concessionari. Spesso le regole di distribuzione sono state mirate a convenienze a breve termine.

In Europa i dati sono contrastanti. Oltre all’Italia il segno negativo si trova anche in Gran Bretagna, ma in questo caso il – 2,0% non ha impedito allo UK di restare al di sopra dei 120 milioni di Franchi Svizzeri di importazioni, saldamente al 4° posto mondiale. La Spagna ha segnato un 10,9% di calo corrispondente però a 4 milioni, contro i 20 milioni di flessione italiana.

Forti cali anche in Portogallo e Belgio. Il segno positivo nel vecchio continente si trova di fatto solo in Olanda (+ 7,2%) e in Russia con un balzo del + 29,9%.

Al primo posto assoluto c’è Hong Kong con 205,9 milioni (- 3,5%), seguita da USA con 187,2 milioni (- 3,0%), mentre al gradino più basso del podio troviamo la Cina (128,6 milioni e + 17,3%, come già scritto).

Una curiosità: il maggiore antagonista della Svizzera in ambito di produzione orologiera, ovvero il Giappone, segna un + 2,4% e raggiunge il 5° posto (111,2 milioni) alle spalle del Regno Unito.

Infine c’è da aggiungere la situazione anomala che si riscontra analizzando il dato di Singapore, al 6° posto con – 49,4% che lo riporta ai dati storici del 2016 attorno ai 90 milioni. Certamente frutto di una sterzata che se fosse strategica non avrebbe avuto un riscontro benefico sulla situazione generale.

La distribuzione

Attualmente la quasi totalità delle maison si sta preparando ad accorciare la catena distributiva. Iniziano a fiorire i siti web istituzionali. Le regole relative al rilascio delle concessioni si fanno sempre più penalizzanti. Relativamente alla rete c’è da registrare l’esordio anche delle maison di élite. Illuminante l’esempio di Omega Speedmaster “Speedy Tuesday”, che posto in vendita online è andato esaurito in meno di 2 ore.

Oltre a fare concorrenza online ai propri concessionari, le maison stanno intensificando le aperture dei propri flag-store e delle boutique. Certamente una strategia che non lascia molti dubbi sul futuro prossimo della distribuzione. Azioni confermate anche dalle recenti revisioni interne delle forze di vendita da parte dei maggiori gruppi orologieri. E anche dell’accentramento drastico dei Punti di Assistenza come della distribuzione dei ricambi.

Una situazione che conferma i grandi cambiamenti in atto i cui effetti si faranno sentire per i prossimi anni.

I dati statistici sono quelli forniti dal Federal Custom Administration e pubblicati dalla FH, Federation de l’Industrie Horlogère Suisse.

 

 

Tributo allo SF-260: la Ferrari dei Cieli

Conosciuto in tutto al mondo come La Ferrari dei Cieli è stato uno degli ultimi e più grandi successi dell’industria Aeronautica Italiana.
Ottimo addestratore, ideale per l’acrobazia aerea e impareggiabile velivolo da turismo: lo SF-260 è testimone di una longevità ineguagliata portando ancora oggi nei cieli di ogni parte del mondo il nome della SIAI Marchetti.
Un’anima che rimane unica ed inimitabile, un design estremamente raffinato ed elegante, progettato negli anni’60 da un ingegnere italiano.

‘Il modo migliore per narrare la storia è indossarla’

 A più di 50 anni dalla sua nascita Hangar Italy (Volo, Motori ed Emozioni) ha scelto di riservare un tributo che ha i numeri di una Limited Edition a 260 pezzi, la forma e lo stile di un orologio dall’animo vintage.
Meccanico automatico, vestito da un acciaio anticato e da un cinturino in pelle invecchiata dove 3 impunture tricolori ci ricordano l’emozione di indossare una storia tutta italiana.
Un quadrante che è voluta copia di quello posto sul 260, dove il profilo frontale dell’aereo e lo storico logo che si trovava sui ‘piani di coda’ sono personalizzazioni al pari della vista laterale dell’aereo che trova spazio sul fondello in acciaio.
Singolarmente numerato (dall’1 al 260), sul fondello offre lo spazio per una personalizzazione gratuita: un nome e cognome, una dedica o una data per rendere unico e proprio questo orologio.
Questo tributo è ora in prenotazione (la consegna è prevista per i primi mesi dell’anno nuovo).
Un ‘Buono Regalo‘ che ha la forma di una pergamena vi permette di regalarlo anche in occasione del prossimo Natale.
Il suo costo al pubblico sarà di 299,00€ .
Prenotandolo sin da subito (entro il 31 dicembre 2018), vi assicurerete uno sconto del 25% e sarà vostro a 225,00€.

Pre-ordinalo ora senza alcun anticipo!

Compila il modulo sul sito: hangaritaly.it oppure chiama (o manda un messaggio su WhatApp) al 3472536784
Per vedere l’orologio vi chiediamo di recarvi presso Limbiati Tempo&Preziosi in Via Roma, 9 a Sesto Calende (sotto i portici del Centro Storico).

Orologio Anonimo Nautilo Leopard

Il Mondo della Orologeria corre più del previsto e punta già gli occhi sul Salone dell’Alta Orologeria che avrà luogo a Ginevra dal prossimo 14 sino al 17 Gennaio 2019.
Si sta decisamente affollando la serie di prodotti che attenderanno l’importante fiera che avrà luogo nella Città Svizzera posta all’estremità meridionale del grande ed omonimo Lago.
Tra questi l’Orologio Anonimo Nautilo Leopard, uno Made in Swiss che non tradisce però le proprie origini Fiorentine.
ANONIMO Nautilo Leopard

ANONIMO Nautilo Leopard

Questa nuova e limitata versione si presenta con un singolare cinturino, decisamente tecnico e che sfrutta un tessuto ignifugo.

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Orologi CR7

Non vi vogliamo parlare del celebre Frank Muller del valore di circa 2 milioni di Euro sfoggiato da Cristiano Ronaldo in occasione della conferenza stampa che ha preceduto la partita tra la Juventus ed il Manchester United: 424 pietre ad impreziosire un Orologio che di certo non è passato inosservato.
Un accessorio di lusso, sicuramente da collezione, realizzato su richiesta dell’attaccante bianconero dove le pietre sono state tagliate appositamente.
il Franck Muller di Cristiano Ronaldo

il Franck Muller di Cristiano Ronaldo

Il nome di Cristiano Ronaldo non è solo legato a prodotti ‘irraggiungibili’ alle persone comuni ma anche a linee di abbigliamento (da non molto ha posato per una di intimo).
In queste caso è la sigla con cui è internazionalmente conosciuto, CR7, che viene associata.
Un diminutivo per indicare il fenomeno portoghese diventato, in poco tempo, uno dei marchi più famosi ed importanti al Mondo.
Ed il prossimo accessorio che è stato annunciato è proprio l’Orologio da Polso.
l'Orologio CR7 Bianco

l’Orologio CR7 Bianco

A svelare i prossimi piani commerciali di Cristiano Ronaldo è stata la sorella più grande, Elma Aveiro, e complice è stato il Suo account di Instagram.
Due le foto: una in cui il protagonista è un Orologio Bianco dove all’interno del quadrante si può nitidamente leggere il celebre logo CR7, l’altro scatto invece raffigura l’intera collezione di Orologi CR7.
Un dettaglio che mostra le forme scelte per questa collezione (una tonda e l’altra geometrica) e le diverse tonalità che toccano anche colori decisamente femminili come un inequivocabile rosa confetto.
Ci sta anche un prezzo, 39,90Euro, a dimostrazione di un posizionamento commerciale ben lontano dai lussi indossati dal noto player.
L’annuncio di Elma Aveiro lascia capire poi che l’uscita di questa collezione è prevista per l’imminente Natale “Stiamo arrivando a Natale, iniziate a pensare ai regali e venite a visitarci. Abbiamo tante novità”.

Swatch Group, addio a Baselworld: come cambia il panorama orologiero

Il gruppo svizzero diserterà già la prossima edizione

Un altro colpo per gli organizzatori di Baselworld, la fiera dell’Orologeria che fino a qualche anno fa era l’incontrastata regina del panorama mondiale del settore.

La decisione della famiglia Hayek è stata motivata con il calo di interesse attorno alla manifestazione. Ma sono tanti in Svizzera e tra gli addetti ai lavori che leggono dietro a questo annuncio altri scenari.

Già l’edizione del 2018 aveva fatto segnare il passo in termini di interesse. I brand presenti sono stati circa 650, contro un numero doppio nel 2017.

Il primo a prendere le distanze da Basel era stato il gruppo Richemont. Ma in quel caso non si trattava di un disimpegno, in quanto il colosso aveva voluto affermare una posizione distinta dai competitor, caratterizzandosi sul Salone dell’Orologeria di Ginevra.

Swatch Group, invece e al meno per il momento, non propone alternative. E questa è sicuramente una decisione abbastanza anomala. Anche perché c’è chi sussurra che il gruppo avrebbe anche potuto ottenere condizioni favorevoli trattando una probabile permanenza.

Numeri tiranni

I più attenti, e anche accorti tra gli osservatori invitano a dare un’occhiata ai recenti numeri del settore. Una risposta a questo nuovo corso del comparto sarebbe da ricercare nel nuovo equilibrio di mercato. La penalizzazione dei mercati tradizionali, una non fortunata gestione dei flussi di forniture internazionali, sarebbero sotto la lente d’osservazione.

Alcuni analisti inoltre mettono in risalto le politiche adottate da molti Brand Manager negli ultimi anni. Strategie d’assalto che miravano a profitti immediati e non si curavano di programmazione a lungo termine sarebbero state l’incipit di condizioni non troppo positive.

D’altra parte i cosiddetti “manager d’assalto” poco si curano del futuro. Certi come sono che un successo immediato spalancherebbe loro le porte di contratti importanti presso altri lidi. E allora perché curarsi del futuro di un’azienda che potrebbe divenire il loro passato?

Prendiamo ad esempio l’appeal di molti mercati nazionali, tra cui quello italiano che tradizionalmente è stato sempre importantissimo. Il mercato è ora sempre più dipendente dalla forza dei mercati dell’Est. Ma una vera politica di salvaguardia lungimirante dello zoccolo duro nazionale non pare essere stata applicata. O per lo meno non certo in modo efficace.

Un gioco al massacro

Anche la distribuzione è cambiata profondamente. La figura dell’Agente di Commercio è stata sostituita da quella del dipendente aziendale. Con conseguente modifica dell’impatto e della suggestione della forza vendite sul dettagliante.

I nuovi contratti di distribuzione selettiva e le politiche di aggressione del mercato hanno lasciato scie di insoddisfazione. Anche perché cieche di fronte ad altri agenti esterni quali le vendite online e la grande distribuzione.

Insomma: tanta carne al fuoco, una grande dose di miopia, e esaltazione di troppi Yes Men. Il risultato non poteva forse essere molto diverso.

E tanti operatori sani economicamente e patrimonialmente stanno abbandonando il giochino.

Sta di fatto che alla nuova dirigenza di Baselworld, capitanata da Michel Loris-Melikov, spetta l’onere dell’interpretazione del momento. Insieme alla speranza di far recedere Swatch Group dai propri intenti.

Ma la domanda che si affaccia birichina è la seguente: cosa accadrebbe se non partecipassero neppure Rolex e il sempre più potente gruppo LVMH?