Swatch Group, addio a Baselworld: come cambia il panorama orologiero

Swatch Group, addio a Baselworld: come cambia il panorama orologiero

Il gruppo svizzero diserterà già la prossima edizione

Un altro colpo per gli organizzatori di Baselworld, la fiera dell’Orologeria che fino a qualche anno fa era l’incontrastata regina del panorama mondiale del settore.

La decisione della famiglia Hayek è stata motivata con il calo di interesse attorno alla manifestazione. Ma sono tanti in Svizzera e tra gli addetti ai lavori che leggono dietro a questo annuncio altri scenari.

Già l’edizione del 2018 aveva fatto segnare il passo in termini di interesse. I brand presenti sono stati circa 650, contro un numero doppio nel 2017.

Il primo a prendere le distanze da Basel era stato il gruppo Richemont. Ma in quel caso non si trattava di un disimpegno, in quanto il colosso aveva voluto affermare una posizione distinta dai competitor, caratterizzandosi sul Salone dell’Orologeria di Ginevra.

Swatch Group, invece e al meno per il momento, non propone alternative. E questa è sicuramente una decisione abbastanza anomala. Anche perché c’è chi sussurra che il gruppo avrebbe anche potuto ottenere condizioni favorevoli trattando una probabile permanenza.

Numeri tiranni

I più attenti, e anche accorti tra gli osservatori invitano a dare un’occhiata ai recenti numeri del settore. Una risposta a questo nuovo corso del comparto sarebbe da ricercare nel nuovo equilibrio di mercato. La penalizzazione dei mercati tradizionali, una non fortunata gestione dei flussi di forniture internazionali, sarebbero sotto la lente d’osservazione.

Alcuni analisti inoltre mettono in risalto le politiche adottate da molti Brand Manager negli ultimi anni. Strategie d’assalto che miravano a profitti immediati e non si curavano di programmazione a lungo termine sarebbero state l’incipit di condizioni non troppo positive.

D’altra parte i cosiddetti “manager d’assalto” poco si curano del futuro. Certi come sono che un successo immediato spalancherebbe loro le porte di contratti importanti presso altri lidi. E allora perché curarsi del futuro di un’azienda che potrebbe divenire il loro passato?

Prendiamo ad esempio l’appeal di molti mercati nazionali, tra cui quello italiano che tradizionalmente è stato sempre importantissimo. Il mercato è ora sempre più dipendente dalla forza dei mercati dell’Est. Ma una vera politica di salvaguardia lungimirante dello zoccolo duro nazionale non pare essere stata applicata. O per lo meno non certo in modo efficace.

Un gioco al massacro

Anche la distribuzione è cambiata profondamente. La figura dell’Agente di Commercio è stata sostituita da quella del dipendente aziendale. Con conseguente modifica dell’impatto e della suggestione della forza vendite sul dettagliante.

I nuovi contratti di distribuzione selettiva e le politiche di aggressione del mercato hanno lasciato scie di insoddisfazione. Anche perché cieche di fronte ad altri agenti esterni quali le vendite online e la grande distribuzione.

Insomma: tanta carne al fuoco, una grande dose di miopia, e esaltazione di troppi Yes Men. Il risultato non poteva forse essere molto diverso.

E tanti operatori sani economicamente e patrimonialmente stanno abbandonando il giochino.

Sta di fatto che alla nuova dirigenza di Baselworld, capitanata da Michel Loris-Melikov, spetta l’onere dell’interpretazione del momento. Insieme alla speranza di far recedere Swatch Group dai propri intenti.

Ma la domanda che si affaccia birichina è la seguente: cosa accadrebbe se non partecipassero neppure Rolex e il sempre più potente gruppo LVMH?

Intervento su Movimento Valjoux

Il Cronografo Kienzle

Il Cronografo Kienzle

Un Orologio Meccanico appartenente al periodo dei primi anni novanta; lo stile lo ricorda inconfondibilmente con movimento Valjoux 7750, meccanico con carica automatica con cronografo e fase lunare.
Esso si presentava completamente privo di lubrificante e quindi in grave difficoltà nel funzionare con regolarità.
Come consuetudine si è subito proceduto allo smontaggio delle varie parti posizionandole sul banco di lavoro.
L’esploso dell’orologio suscita sempre un certo effetto con tutte le sue parti disposte ordinatamente secondo un criterio ben definito; ognuna avrà la sua collocazione all’interno dei cestelli della lavatrice non prima di essere attentamente controllata.
Hai un Orologio da riparare? Contatta il 3472536784 di Limbiati Tempo&Preziosi (anche via WhatsApp!) e chiedi maggiori informazioni!

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Orologio Sector SGE 650 Patrick De Gayardon

Vent’anni fa moriva Patrick De Gayardon, il primo vero uomo volante della storia; dopo vari sport, a 20 anni scoprì il paracadutismo e a 25 era già campione in Francia di caduta libera.

Ma il suo animo No-Limits lo spinse ancora più in là: diventò infatti uno dei pionieri dello Skysurf, realizzando in aria tutte le figure dello sci e del surf con una tavola da snowboard fissata ai piedi.

 

Orologio Sector SGE 650 Patrick De Gayardon

Orologio Sector SGE 650 Patrick De Gayardon

 

La vera svolta arrivò però con il Wingflight, la Tuta Alare, che gli varrà il soprannome di Icaro.

De Gayardon ne mise a punto una che gli permetteva di guardare avanti, non in basso, proprio come gli scoiattoli volanti ai quali si ispirava.

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Citizen, si allarga l'offerta radio e satellitare

Un punto fermoCitizen, si allarga l'offerta radio e satellitare

Nel panorama dell’Orologeria Tecnologica, Citizen rappresenta uno dei pochi attori che ne costituiscono un punto fermo.
Quello dell’Orologeria Elettronica è un comparto delicato, sia per il mercato che per il particolare momento storico. Terminata la fase in cui all’orologio a batteria si chiedeva di essere sostanzialmente un “fenomeno da baraccone” (abbiamo vissuto anche l’epoca del “watch-game”), ora l’utente richiede certezze e perfezione.
Con la sua esperienza Citizen risulta quindi tra le marche più gettonate e da cui ci si attende il meglio.
I colosso nipponico risponde quindi allargando e massificando l’offerta degli orologi dalle caratteristiche tecniche più avanzate del momento, in assoluto: i satellitari e i radiocontrollati.
La comodità di avere l’ora sicuramente esatta e sincrona con l’orologio atomico è solo una delle soddisfazioni che i possessori di un segnatempo di questo tipo possono permettersi.
Ora le implicazioni sono di varia natura e coprono tutte le esigenze più recondite di chi chiede di avere al polso un “vero” orologio” e si commuove al pensiero di quanta tecnologia questi gioielli possano racchiudere.
Il futuro dell’Orologeria, quella con la “O” maiuscola, si gioca quindi non solo sul terreno meccanico, ma anche tra coloro che vedono nella misurazione del Tempo un’implicazione scientifica.
Citizen, come sempre è pronta alla sfida e con il suo ricco catalogo. Un universo che parte dai prezzi più economici fino ai prodotti più esclusivi, che hanno però in comune un pizzico in più di tecnologia.