Il trascorrere del tempo attraverso le stagioni

Mi ha fatto piacere che la redazione del blog degli orologi mi abbia consentito di scrivere un articolo che in qualche modo a che fare con il tempo, del quale gli orologi sono dei precisi misuratori; mi riferisco alle stagioni attraverso le quali trascorre il tempo.

In questi giorni, tutti ce ne stiamo rendendo conto, la stagione estiva sembra già volgere al temine; questo cambiamento fa sorgere in molti la curiosità di capire come funzioni il meccanismo della successione delle stagioni.
Il moto di rivoluzione della terra è quello che il nostro pianeta compie girando intorno al sole, da ovest verso est. Con questo movimento la terra effettua un’orbita ellittica (detta eclittica) di cui il sole occupa uno dei due fuochi, e varia continuamente la sua distanza rispetto il sole.

Il tempo trascorre attraverso le stagioni

Il punto più vicino al sole è detto perielio mentre il più lontano è detto afelio. Il periodo di tempo impiegato dalla terra per compiere una rivoluzione completa dura 365 giorni 5 ore 48 minuti e 46 secondi. Per effetto del moto di rivoluzione e a causa dell’asse terrestre inclinato (l’asse terrestre é inclinato di 66°33’ rispetto al piano dell’orbita) accade il susseguirsi delle stagioni astronomiche: primavera , estate, autunno ed inverno. La terra in questo moto intorno al sole, viene a trovarsi quindi in quattro posizioni particolari nei giorni che determinano l’inizio delle stagioni astronomiche:

EQUINOZIO DI PRIMAVERA (20 marzo: inizio dalla primavera).
Il 20 marzo i raggi del sole colpiscono perpendicolarmente l’equatore (il sole è allo zenit sull’Equatore) illuminando tutto il globo allo stesso modo: è l’equinozio di primavera, cioè il giorno in cui il dì e la notte hanno la stessa durata.

SOLSTIZIO D’ESTATE (21 giugno: inizio dell’estate).
Il 21 giugno i raggi solari colpiscono perpendicolarmente il Tropico del Cancro (emisfero boreale – il Sole è allo Zenit sul Tropico del Cancro) e così i raggi ci arrivano perpendicolari determinando l’estate, al nord nell’emisfero boreale, e l’inverno al sud nell’emisfero australe. È il solstizio d’estate: nell’emisfero boreale è il dì più lungo, con la notte più breve. Tutti i punti a Nord dell’Equatore restano per un tratto più lungo nella parte illuminata e quelli a Sud dell’Equatore rimangono per un tratto più lungo nella parte oscura. Di conseguenza, solo all’Equatore si hanno 12 ore di luce e 12 di buio, mentre nell’emisfero settentrionale la durata del dì è maggiore di quella della notte e nell’emisfero meridionale è minore, e la differenza di durata aumenta con l’aumentare della latitudine; i luoghi compresi fra il Circolo polare artico ed il Polo nord, cioè nella calotta artica, restano illuminati durante tutta la rotazione terrestre, mentre quelli della calotta antartica (tra il Circolo polare antartico ed il Polo sud) restano nel frattempo al buio.

EQUINOZIO D’AUTUNNO (22 settembre: inizio dell’autunno).
Il 21 giugno i raggi solari colpiscono perpendicolarmente il Tropico del Cancro (emisfero boreale – il Sole è allo Zenit sul Tropico del Cancro) e così i raggi ci arrivano perpendicolari determinando l’estate, al nord nell’emisfero boreale, e l’inverno al sud nell’emisfero australe. È il solstizio d’estate: nell’emisfero boreale è il dì più lungo, con la notte più breve. Tutti i punti a Nord dell’Equatore restano per un tratto più lungo nella parte illuminata e quelli a Sud dell’Equatore rimangono per un tratto più lungo nella parte oscura. Di conseguenza, solo all’Equatore si hanno 12 ore di luce e 12 di buio, mentre nell’emisfero settentrionale la durata del dì è maggiore di quella della notte e nell’emisfero meridionale è minore, e la differenza di durata aumenta con l’aumentare della latitudine; i luoghi compresi fra il Circolo polare artico ed il Polo nord, cioè nella calotta artica, restano illuminati durante tutta la rotazione terrestre, mentre quelli della calotta antartica (tra il Circolo polare antartico ed il Polo sud) restano nel frattempo al buio.

SOLSTIZIO D’INVERNO (21 dicembre: inizio inverno)
Il 21 dicembre il sole raggiunge perpendicolarmente il tropico del Capricorno (emisfero australe), determinandone l’estate nell’ emisfero sud, e l’inverno, nell’emisfero boreale. È l’opposto del 21 giugno: è il solstizio d’inverno (la notte più lunga e il dì più breve nell’emisfero boreale). Si hanno condizioni opposte al solstizio d’estate: il dì viene ad essere più lungo della notte nell’emisfero meridionale e più corto in quello settentrionale; completamente illuminata è la calotta antartica, completamente nell’oscurità quella artica.
A causa della diversa velocità della Terra sull’orbita (maggiore al perielio e minore all’afelio), le stagioni astronomiche non hanno tutte la stessa durata: nell’emisfero boreale abbiamo complessivamente un semestre caldo (primavera¬-estate) più lungo di circa 7 giorni e 6 ore del semestre freddo (autunno-inverno) ed il contrario si ha nell’emisfero australe.
Il maggior riscaldamento del nostro pianeta nella stagione estiva non dipende dalla distanza, ma dall’angolo d’incidenza con cui i raggi solari colpiscono la superficie e che ammonta in estate a circa 70° e d’inverno a circa 23°. Le massime temperature non si registrano in Giugno, quando i raggi solari colpiscono la Terra più direttamente, bensì in Luglio ed in Agosto, fatto comunque spiegabile con l’idrosfera, la massa liquida del nostro pianeta, che praticamente costituisce un gigantesco accumulatore di calore.

Marco ParraviciniGioielleria Parravicini Varese.

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