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Tag Heuer, tanto tuonò che piovve

Autore: Fabio Dell'Orto | 29 marzo 2010

Era nell’aria l’intenzione, neppure troppo celata, di Tag-Heuer di produrre, dopo diversi anni, un proprio calibro meccanico di manifattura. Dopo l’annuncio a sorpresa, avvenuto immediatamente dopo la presentazione del mitico V4, ecco che l’evento si concretizza.

La struttura modulare dell’azienda svizzera, a la La Chauds de Fonds, ha consentito di aggiungere alla sede, con relativa facilità, uno spazio (il quarto) dedicato alla produzione, nel quale sono stati collocati i macchinari per la catena di montaggio semi-automatica, che opera in ambiente totalmente asettico (circa 20 milioni di franchi svizzeri di investimento).

Tag Heuer

Superato il problema logistico, Tag-Heuer, seguendo le indicazioni illuminate del Presidente e CEO Jean-Christophe Babin, ha portato quest’anno a compimento un programma quinquennale che si corona con la presentazione di un calibro crono-automatico che porta il nome di un anno storico: “1887”.
In quell’anno, infatti, la genialità della Heuer partorì il pignone oscillante, ancora oggi utilizzato nei cronografi di prestigio.
E’ terminata la frustrazione dei concessionari, che pur sapendo di presentare con Tag-Heuer un orologio meccanicamente all’avanguardia, preciso e curato sotto ogni aspetto, venivano messi in imbarazzo dai clienti più smaliziati, con la classica affermazione: “è un Valjoux”, quasi fosse una pecca.

Il “1887” di manifattura sarà a breve sul mercato, vestito, quasi sicuramente, in “Carrera-like”, senza svilire il gusto di chi vorrà continuare a preferire il tradizionale “Tachy”, il quale continuerà comunque ad essere prodotto e commercializzato.
Ma le caratteristiche più appetitose per gli appassionati, sono certamente quelle tecniche.
La più saliente e ovvia è quella relativa alla presenza del pignone oscillante, il quale consente la performance dichiarata di start del cronografo in 2/1000 di secondo.

La ruota a colonna fa bella mostra di sé, nel suo colore bluette.
Il bilanciere, la cui oscillazione sarà a 28.800 vibrazioni/ora, è anulare a tre bracci e in glucydur, mentre la racchetteria è del tipo a vite eccentrica, per permettere una regolazione micrometrica della marcia oraria.
Il movimento sarà interamente compreso in un’altezza di mm. 7,130 per un diametro di mm. 29,33 (il classico 13 linnee). I rubini sono 39. Il numero delle parti che lo compongono ben 320. Ogni movimento sarà assemblato individualmente.

Anche la riserva di carica merita una menzione ed un plauso: il “1887” sarà in grado di funzionare ininterrottamente e senza ulteriore carica se non quella iniziale per ben 50 ore (40 con il cronografo in funzione).
La precisione di marcia dichiarata è di +/- 4 secondi in 24 ore.
Esteriormente si presenterà con data e indicazione delle ore del crono a ore 6, quadrantino dei minuti del cronografo a ore 12, e lancetta dei secondi dell’orologio a ore 9, mentre la lancetta contasecondi cronografica sarà posta al centro.
L’orologio sarà bloccato durante le operazioni di messa all’ora.
Ultima sorpresa il prezzo: non dovrebbe discostarsi molto dal listino del “Tachy”
Non c’è che dire, nel recensire meccanismi come questo, un tecnico si sente intimamente gratificato!
Grazie Tag-Heuer!

Enrico Cannoletta, concessionario ufficiale Orologi Tag Heuer.

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