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Patek Philippe un po’ di storia

Autore: Fabio Dell'Orto | 10 maggio 2008

La Patek Philippe è senz’altro il marchio simbolo dell’orologeria svizzera, unitamente ai famosi IWC Schaffhausen ed altri, ma forse proprio dalla sua nascita, nel lontano 1845 come Patek & Co. Da Norbert de Patek e Jean Adrien Philippe e modificata dagli stessi soci in Patek Philippe & Co. nel 1851.

Patek Philippe

Ne risulta sia essa la più antica casa orologiaia ancora esistente.E’ interessante notare come questo marchio portabandiera dell’orologeria elvetica non nasca, come tutti possono pensare da una creazione Svizzera, bensì, proprio da Jean A. Philippe che era un geniale orologiaio francese e per la rpecisione di Parigi e da Patek un ex ufficiale di cavalleria Polacco (il suo nome completo era Antoine Norbert Patek de Pradwdzic) rifugiato in Svizzera a Ginevra dove dopo breve tempo dal suo arrivo, cominciò ad interessarsi dell’orologeria, diventando per l’appunto un imprenditore di questo settore.

Il sodalizio tra il gusto di de Patek e le innovazioni tecniche di Philippe (suo è il primo orologio con rimessa all’ora e carica in corona invece che per mezzo di una chiavetta) daranno origine a una collezione che diventerà ben presto mito.

Patek mori nel 1877, Philippe nel 1894. La ragione sociale dell’azienda viene poi modificate nel 1901 e diventa l’attuale Patek Philippe & Cie, S.A. , una società per azioni, con un’importanza superiore nel panorama dell’imprenditoria. Correva poi l’anno 1929, un anno difficile per l’economia mondiale che segna un nuovo capitolo per la società Elvetica che viene acquistata dai fratelli Stern, che a tutt’oggi, sono alla guida di questo prestigioso marchio.

Il primo cornografo da polso della Patek Philippe è del 1926, un’elaborazione della meccanica ideata da Victorin Piguet, con la particolarità delle funzioni crono, quali partenza, arresto e azzeramento, che erano comandate dalla corona, la cassa era di forma tortue in oro ed il quadrante in argento con indici Breguet e sfere brunite poire.

L’evoluzione dell’orologeria in questi anni, ha uno sviluppo decisamente veloce e forse anche avveneristico, ma nel 1934 viene presentato il modello 130 che diventerà l’archetipo del cronografo da polso e rimarrà negli annali , con posizione predominante e fissa nel catalogo; verrà prodotto infatti fino agli anni sessanta.

La cassa è essenziale e riprende le linee di un altro cavallo di battaglia di Patek Philippe; il modello “Calatrava‿ e quindi cassa a scatto a moneta, con diametro di trentatre centimetri, oro a 18 Karati, anse lunghe e sottili, corona di carica piatta ma sovradimensionata per una ricarica più agevole e duratura. Infine i due pulsanti quadri atti alla partenza e arresto a ore due e l’azzeramento a ore 4. Diverse sono le tipologie di quadrante che potevano avere gli indici stampati, applicati in oro a barretta con 12 e 6 a numeri romani, o più raramente con numeri Breguet applicati in oro, di norma con scala tachimetrica, molto rari con scala pulsometrica, le sfere sempre in oro possono essere baton o foglia, con la particolarità della lancetta del contaminuti brunita, come anche la sfera centrale crono, che distingue la funzione tempo, ore minuti e piccoli secondi al sei, dalla funzione cronografo. Il movimento del Patek Philippe Cronografo 130, è un’elaborazione del calibro 23 della Valjoux, da 13 linee, con il ben noto scappamento ad ancora e bilanciere bimetallico tagliato e compensato con viti, spirale Breguet e regolazione micrometrica della racchetta a collo di cigno, 18.000 alternanze ora, 23 rubini, cronografia

azionata per mezzo di una ruota a colonne, coperta in tutti i crono Patek Philippe da una caratteristica protezione.

La finitura è naturalmente di pregio con ponte separato per la ruota conduttrice. Le piastre e ponti infatti sono a “ còtes de Genève”, con leverini e viterie lucidate a mano.

Questo modello di Patek Philippe è di sicuro una delle migliori sintesi del crono a due contatori con contaminuti nato alla fine degli anni trenta. Un collezionista di cronografi d’epoca che voglia avere un pezzo unico, deve sicuramente ambire a questo modello perché, rimasto in produzione per parecchi anni, quindi facilmente reperibile rispetto i suoi “compagni” 530, e 1463 che al contrario vennero prodotti in piccolissime serie e con quotazioni che possono anche superare gli attuali 100.000 euro.

Particolari come il quadrante o il materiale della cassa possono anche raddoppiare la stima dell’esemplare (i modelli con cassa in acciaio sono rarissimi e quindi paradossalmente molto più costosi).

Nelle aste internazionali e negli ultimi anni in particolar modo, hanno beneficiato di una costante ascesa delle loro quotazioni, proprio per la particolarità e l’importanza delle evoluzioni e specifiche tecniche. Non a caso comunque, la produzione di Patek Philippe, non è mai stata massificata e anche il crono più comune è

pur sempre un orologio raro, e con un fascino che nemmeno la Patek Philippe è riuscita ad eguagliare con le sue creazioni successive e più recenti.

Categoria: Patek Philippe | 8 Commenti »

8 Commenti del Post “Patek Philippe un po’ di storia”

  1. Chris Ha scritto questo commento il:
    27 dicembre 2008 alle 10:32

    La Patek Philippe intanto per incominciare non è la più antica maison di orologi meccanici, ci sono ad es. Blancpain 1735 anche se ha interrotto la prod per un paio d’anni, ma soprattutto sua maestà Breguet 1775 e Vacheron & Constantin 1755 che non hanno mai interrotto la produzione. E’ vero che oggi però non c’è nessuno sopra Patek Philippe

  2. Alessandro Ha scritto questo commento il:
    2 febbraio 2009 alle 15:56

    Citiamo allora anche la Girard perreguax (1791).Sul fatto che Patek Philippe sia sopra a tutti quanti non mi sembra giusto.Il fatto che un marchio sia conosciuto più di altri non lo rende il migliore. Rolex è il marchio più conosciuto al mondo nel settore della orologeria di lusso ma questo non lo rende affatto il migliore anzi.A certi livelli di manifattura a mio avviso nn si possono fare paragoni semplicemente si può preferire un prodotto ad un altro.La Vacheron Constantin ha prodotto il Tour d’ille, l’orolgio più complicato al mondo (1.5 milioni di euro)e la Girad Perreguax il famoso Jackpot da 500.000 euro e ora valutato molto di più. A certi livelli è assurdo fare paragoni,stiamo parlando del meglio in commercio.

  3. Alessandro Ha scritto questo commento il:
    2 febbraio 2009 alle 15:56

    Chiedo scusa Girard-Perregaux

  4. admin Ha scritto questo commento il:
    2 febbraio 2009 alle 17:56

    @Alessandro

    Concordo con le tue osservazioni

  5. giaconi maurizio Ha scritto questo commento il:
    23 giugno 2009 alle 20:51

    vorrei sapere la posta eletronica della casa madre patek philippe grazie la mia posta e maugiak@alice.it

  6. franco pellegrini Ha scritto questo commento il:
    14 settembre 2009 alle 13:35

    gradirei conoscere la quotazione di un orologio Patek Philip del 1903 (anno di costruzione) cassa oro 18 carati, nato come da taschino e trasformato da polso

  7. franco pellegrini Ha scritto questo commento il:
    14 settembre 2009 alle 13:36

    gradirei conoscere il valore di un orilogio d’epoca : Patek Philip in oro 18 carati costruito nel 1903
    (da taschino trasformato da polso)

  8. giuseppe Ha scritto questo commento il:
    24 gennaio 2010 alle 23:46

    gradirei conoscere la stima di un paio di patek, come posso fare. grazie a tutti

Commenti