Casio G-Shock GPR-B1000

By Marco Limbiati | 24 gennaio 2018

Con il G-Shock GPR-B1000 la Casio ha finalmente compiuto la mossa vincente: dare a uno smartwatch una carica infinita.

Con l’aggiunta delle celle solari è stato finalmente risolto in maniera brillante il problema principale degli orologi di ultima generazione e ora è possibile utilizzare il proprio smartwatch senza l’angoscia di rimanere “a secco” magari proprio nel momento in cui serve di più.

 

il Casio G-Shock GPR-B1000

il Casio G-Shock GPR-B1000

 

Il Casio G-Shock GPR-B1000 appartiene alla serie “G Shock Rangeman” e il suo aspetto massiccio e imponente non lo rende certamente adatto a tutti i polsi (lo spessore arriva a poco più di 2 cm), ma le prestazioni che lo caratterizzano giustificano senza dubbio le sue dimensioni.

Per quanto riguarda il contenuto tecnico di questo orologio, innegabilmente elevato, si parla della presenza del consueto “triple sensor”, ovvero altimetro / barometro, bussola e termometro, ormai indispensabili per chi ama l’avventura e necessita di qualcosa di affidabile da portare in giro per il Mondo, oltre al modulo GPS che permette di tracciare le proprie rotte e memorizzare i vari punti del percorso.

 

Casio G-Shock GPR-B1000

Casio G-Shock GPR-B1000

 

Tramite la tecnologia bluetooth e l’applicazione dedicata da installare sullo smartphone, G-Shock Connected, è possibile sincronizzare l’orario in caso di assenza di segnale GPS e anche scaricare sull’orologio le mappe desiderate.

Come già detto, il problema dell’alimentazione con l’Orologio Casio G-Shock GPR-B1000 non esiste più in quanto durante la propria attività all’aperto la batteria è ricaricata dal sole; un’esposizione di quattro ore consente un utilizzo del modulo GPS per circa un’ora, un tempo sufficiente a trarsi d’impaccio nella maggior parte dei casi.

 

l'Orologio Casio G-Shock GPR-B1000

l’Orologio Casio G-Shock GPR-B1000

 

La batteria è comunque ricaricabile in modalità wireless tramite la base apposita, ciò che spiega la presenza di un fondello in ceramica dello spessore di circa 2 mm.

Il vetro zaffiro, gli inserti in carbonio del cinturino e un’impermeabilità di 200 m rendono il Casio G-Shock GPR-B1000 un orologio davvero resistente, adatto all’uso in qualsiasi condizione estrema, in acqua come nel fango e nella polvere.

Per averlo occorrono 800€ ma bisognerà attendere Aprile 2018 per poterlo acquistare.

Andrea Job

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Orologio Juventus Zebra

By Marco Limbiati | 17 gennaio 2018

Il nuovo abito della Signora….di Enrico Cannoletta

 

Si può essere juventini oppure anti-juventini, ma una cosa è certa: l’unica squadra che viene definita “la signora” è quella bianconera.

Un appellativo meritato attraverso un lungo cammino fatto di vittorie, ma anche di precise prese di posizione della dirigenza della società torinese.

 

Orologio Juventus P-J7455UN2

Orologio Juventus P-J7455UN2

 

Entrando nel terzo millennio la Juve ha cambiato l’abito. Nessuno strappo alla tradizione cromatica, con il mantenimento quasi naturale dell’abbinamento tra i due colori estremi dello spettro: il bianco e il nero. Ma la Juventus, prima tra tutte le società italiane, ha modificato il proprio logo in modo sostanziale.

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Orologio Casio G-Shock GST-B100

By Marco Limbiati | 20 dicembre 2017

Orologio Casio G-Shock GST-B100, indistruttibile e connesso…di Enrico Cannoletta

La nuova sfida di Orologi Casio è partita. Sono disponibili i nuovi Smartwatch che ereditano da Casio G-Shock la robustezza e l’affidabilità proverbiali di questa linea.

Pareva impossibile, ma Casio Orologi è riuscita ancora una volta a superare se stessa creando l’orologio da polso più robusto in assoluto.

 

Casio G-Shock GST-B100-1AER

Orologio Casio G-Shock GST-B100-1AER

 

Le caratteristiche di Orologio Casio G-Shock GST-B100 sono eloquenti e sono state spiegate da Casio Orologi attraverso un’ampia presentazione a Milano, tenuta dal Division Manager Alessandro Trucillo.

Per l’occasione era presente il nuovo testimonial di Casio, anch’egli simbolo di indistruttibilità e di grande forza di reazione, ovvero il calciatore Giuseppe Rossi.

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Quando “credi” di acquistare un orologio “di marca”

By Enrico | 8 dicembre 2017

Non facciamoci prendere “in giro”

Il mondo dell’Orologeria è essenzialmente tecnico. E non potrebbe essere altrimenti, visto che si tratta diQuando "credi" di acquistare un orologio "di marca" micro-meccanica di precisione.

Anche in esso, però, la legge del marketing ha preso il sopravvento. E la conseguenza è generalmente una certa confusione circa i valori delle espressioni tecniche.

Per definizione, l’orologio “di marca” non ha mai indicato qualità o peculiarità particolari. È sempre stato il modo di indicare, da parte degli addetti ai lavori, una maison che creava il proprio meccanismo. E lo “marchiava”.

Il mio vecchio professore di Orologeria Meccanica soleva sostenere, che non tutti gli orologi sono di marca … ma le vere marche sono orologi. Sottolineando con il termine “orologio” un prodotto ad alta precisione tecnica.

Il panorama è pieno di esempio di segnatempo che vengono considerati “di marca”, ma che in realtà contengono al loro interno meccanismi costruiti per tutti. O che comunque non sono creati dalla casa. Al massimo, in alcuni casi, da aziende acquistate e di proprietà. Ma con know-how e DNA completamente diversi da quello che ci si aspetterebbe da quelle specifiche marche.

Cosa c’è dentro

Ecco quindi che entrano in campo i grandi colossi commerciali. Il gigante Swatch Group, per esempio, è padrone di numerosi marchi. E anche di fabbriche che in passato hanno costruito movimenti di buona qualità per chiunque li richiedesse.

Nel particolare, una tra le più grandi di tali fabbriche si chiama ETA. In passato ha costruito movimenti veramente per “tutti”. Troviamo questi movimenti nei modelli a loro tempo commercializzati da Baume et Mercier, Omega, Longines, Savillon, Nobellux, e anche di altre più o meno importanti e prestigiose marche del panorama.

Oggi ETA è di proprietà di Swatch Group. Fino a qualche anno fa, il gruppo ha continuato a vendere anche ai concorrenti. Oggi ha stretto i cordoni. Ne deriva che troviamo movimenti ETA su Longines, Tissot, Calvin Klein, Swatch, Mido, Certina. Insomma su molti dei brand di proprietà del colosso.

Se acquistiamo ad esempio un orologio Longines, dobbiamo accettare il fatto che dentro NON ci sia un movimento Longines, ma un ETA.

Questa impostazione commerciale fa emergere in particolare diverse strategie di mercato. Affinché i grandi colossi come appunto Swatch Group, Richmont, LVMH, ed altri, possano stabilire graduatorie di qualità e di prezzo differenziate.

Un esempio ancora diverso è dato da Montblanc. Contrariamente a quanto molti credono, questo brand tedesco, leader negli strumenti di scrittura, è entrato nel settore orologiero con la dignità del grande marchio. Ha acquistato una fabbrica tra le più prestigiose e importanti del comparto, la Minerva. Ed ora i modelli più prestigiosi tra gli orologi Montblanc vantano in ESCLUSIVA il grande pregio di essere marchiati “Minerva”.

Come fare?

Questo stato generale delle cose fa sì, inoltre, che molti gioiellieri, evidentemente non troppo addentro alle questioni tecniche, vantino come “marca” dei semplici nomi. Che saranno anche in alcuni casi prestigiosi, ma che vivono di passato e non di attualità tecnica.

Tra le maison che costruiscono movimenti e li “marchiano” col loro “marchio”, possiamo trovare ad esempio Tag-Heuer, soprattutto in relazione ai suoi concept-watch, Montblanc (come abbiamo visto attraverso Minerva) e pochissimi altri.

Per orizzontarci nella scelta di un orologio di qualità, senza risentire troppo della spinta del marketing dobbiamo quindi cercare di capire “cosa c’è dentro”.

Questa politica non è diversa infatti da quella dei TV. Anche in questo campo spopolano tre o quattro maxi-gruppi, e sostanzialmente a variare sono piccoli particolari, ma anche e soprattutto il prezzo.

Rivolgersi ad un gioielliere che sia anche “tecnico” è di conseguenza la migliore garanzia. Il problema è che di codesti gioiellieri ormai se ne trovano pochissimi.

Enrico Cannoletta

Tecnico Orologiaio. Consulente Tecnico del Tribunale. GG GIA.

Gioielleriacannoletta.it 

 

 

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Tag-Heuer cronometrista del Giro d’Italia

By Enrico | 29 novembre 2017

Oggi, 29 novembre, su Rai 2, andrà in onda alle ore 17.00 la  del 101° Giro d’Italia.

Tag-Heuer cronometrista del Giro d'Italia

Nell’occasione si rinnoverà la collaborazione tra l’importante gara ciclistica e Tag-Heuer, che sotto la guida sapiente di Jean-Claude Biver, CEO del brand e Presidente della divisione orologiera di LVMH, ha rinverdito le collaborazioni tecniche di cui beneficiava in passato.

Tag-Heuer, lo ricordiamo, è anche cronometrista ufficiale della Premier League inglese, quello che forse è il torneo più importante nel panorama calcistico mondiale.

Nel ciclismo Tag-Heuer vanta grandi tradizioni. Dal 2017 è anche sponsor di un team professionistico di prima grandezza, e precisamente del BMC Racing.

Questo avvento prepotente e competente di Tag-Heuer nel mondo dello Sport ai più alti livelli, non deve stupire, perché si tratta di conferme.

La grande “impresa” del Tag-Heuer Connected

Da anni leader del settore del cronometraggio, la maison svizzera ha elaborato il suo fantastico apporto nel campo dell’Orologeria moderna, creando il primo Smartwatch svizzero nato dalla collaborazione con Intel e Google, il Tag-Heuer Connected.

Prodotto di grande pregio tecnologico, questo orologio è divenuto lo strumento indispensabile per i professionisti di tutto il mondo.

Il savoir-faire di Tag-Heuer viene espresso ai massimi livelli con tutto il suo catalogo. La ricchezza di esemplari di grande pregio storico, tecnico, estetico e di rilevanza assoluta, è un segno distintivo per questa maison che ha sgomberato il campo della concorrenza nell’Orologeria Sportiva di Lusso.

Tag-Heuer si rivolge quindi, non solo ad un pubblico di competenti appassionati di Orologeria di alto livello, ma anche a chi ama servirsi del proprio segnatempo come strumento professionale per la verifica dei tempi che necessitano una precisione accuratissima, e la raccolta di data da elaborare.

Non bisogna a questo punto dimenticare però le grandi espressioni abituali del brand, come il leggendario Monaco, l’intere linee Carrera e Aquaracer. Ma fare un elenco sarebbe troppo dispersivo, anche perché Tag-Heuer non ha mai fallito un colpo. Non a caso dove la differenza di un millesimo di secondo può determinare cambiamenti sostanziali e quasi epocali tali da determinare un’impresa leggendaria, ci si rivolge ad esso.

 

 

 

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