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Sfida tra Outdoor. Confronto tra ABC.

Autore: Fabio Dell'Orto | 7 dicembre 2010

Negli ultimi mesi la mia passione per gli orologi, unita a quella per le “chicche” tecnologiche e per lo sport all’aria aperta, mi hanno spinto all’acquisto di numerosi prodotti del segmento “ABC” (“Alti/Baro/Compass”), ovvero dei cosiddetti “computer da polso”: strumenti in grado di fornire utili informazioni sull’ambiente circostante, oltre alle normali funzioni di orologio digitale (sveglia, chrono, timer, doppio fuso, ecc…).

Orologi Outdoor

Nel giro di qualche mese ho avuto l’occasione di testare al polso vari modelli, di marche diverse (Casio, Suunto e Tissot), tutte ben note al pubblico di amatori e sportivi, e di maturare una certa criticità su questo tipo di prodotto.

Pur non essendo un professionista, ma semplicemente un utente amatoriale, vorrei esprimere un mio modesto e personale parere su questo tipo di prodotti, che negli ultimi mesi hanno letteralmente rapito la mia attenzione di sportivo e “cultore” del fantastico mondo degli orologi.

I vari modelli da me provati spaziano dai Casio Tro Trek più classici (PRG-40T) a quelli di ultima generazione (PRW-5000T, PRW-1500T, PRG-240T e, in ultimo, PRW-2000T), e dai vari Suunto (Core, Observer, Vector, X-Lander ed Elementum Terra) all’ultimo nato di casa Tissot: il nuovissimo T-Touch II in acciaio.

Oltre ad appartenere a case diverse (e tutte ben note al pubblico), questi prodotti si collocano in fasce differenti di mercato, sia per prezzo (si va dai 750€ del Casio PRX-2000 ai 150€ del PRG-40T) che per prestazioni (i più sofisticati sono dotati di compensatore di temperatura ambientale, radio controllo e carica solare).

In particolare, PRX-2000T, T-Touch II ed Elementum Terra si collocano sul gradino più alto della classifica (fascia che definirei “premium”), PRW-5000T, PRW-2000T, PRW-1500T e Core su quello intermedio (fascia “professional”) e PRG-40/240, Observer, X-Lander e Vector sul gradino più basso (fascia “entry level”).

Pur essendo tutti dei prodotti funzionali (e più che sufficienti per le comuni esigenze di uno sportivo non professionista o di un semplice estimatore di prodotti per l’outdoor), le differenze tra i vari modelli che ho provato, anche nell’ambito di un utilizzo “non estremo” (come il mio), si notano…eccome!

In base alla mia modesta esperienza, sia per le attività outdoor che nella vita di tutti i giorni (momenti in cui mi piace indossare orologi sportivi e tecnologici) una delle caratteristiche tecniche, almeno secondo me, più importanti di un ABC è la capacità di compensare le variazioni di temperatura ambientale con quelle altimetriche, per poter fornire misurazioni affidabili di altitudine anche in caso di sbalzi termici (cosa abbastanza probabile durante un’escursione o un’acesa/discesa).

Questa caratteristica, sebbene non essenziale per gli utenti meno esigenti, è importante qualora si esigano prestazioni elevate e misurazioni piuttosto precise di altitudine. Non tutti i modelli sono dotati di questa funzione, soprattutto quelli meno recenti e/o più economici.

Da quanto ho potuto testare personalmente, i modelli più datati, quali Vector/X-Lander, Observer e alcuni Pro Trek (tutti, esclusi PRW-5000/2000 e il PRAG-240) non possiedono questa caratteristica, il che ne inficia notevolmente le prestazioni.

Se inizialmente ignoravo o non attribuivo particolare importanza a questa caratteristica, col tempo mi sono fatto influenzare sempre di più dalla sua presenza al momento di un nuovo acquisto; non tanto per esigenze tecniche, quanto per il semplice gusto di indossare strumenti sempre più affidabili e professionali (effettivamente, anche durante le mie escursioni in mountain bike, non m’interessano tanto misure esatte di altitudine, quanto piuttosto variazioni di pressione e di altitudine che, ovviamente sono indipendenti dai valori assoluti delle due variabili ambientali…).

Tralasciando le normali funzioni di orologio, chrono, timer, sveglia e quant’altro si addica a un comune orologio digitale, tutte egregiamente svolte dai modelli che ho provato, vale sicuramente la pena di spendere qualche parola sulle funzioni un po’ più tecniche dei vari modelli…

Premettendo che, come per ogni strumento di precisione, occorre un’adeguata calibrazione prima di ogni utilizzo (preferibilmente l’impostazione dell’altitudine di riferimento), è indubbio quanto le differenti prestazioni tra un modello di fascia bassa e di uno top di gamma siano abbastanza evidenti, anche al polso di un utilizzatore non esperto.

I prodotti di fascia “entry”, come Vector, X-Lander, PRG-40T e PRG-240T sono degli ABC robusti e funzionali, ma caratterizzati da materiali d’assemblaggio mediocri (resina o plastica rigida) e da scarsa precisione nelle misurazioni alti/barometriche, perchè basati su un sensore di vecchia concezione, sensibilmente influenzato dalla temperatura ambientale.

Unica eccezione che merita di essere citata è rappresentata dall’Observer, che pur rientrando nella rosa dei modelli meno prestigiosi (e più datati) ha la particolarità di poter funzionare solo come altimetro o solo come barometro, per fornire misurazioni leggermente più accurate.

I modelli che ho definito “professional”, sono caratterizzati da un’ottima qualità dei materiali (vedi titanio per i Casio Pro Trek) e/o da prestazioni particolarmente elevate (vedi Suunto Core, con uno straordinario sensore in grado di funzionare automaticamente come altimetro/barometro o profondimetro a seconda delle condizioni di utilizzo).

Non sempre le due caratteristiche sono contemporaneamente presenti in un determinato prodotto, anzi, in base alla mia esperienza, ho notato che Casio è più attenta alla qualità costruttiva (Titanio) e alla ricchezza di funzioni tecnologiche (radio-controllo e carica solare, ad esempio) mentre Suunto punta maggiormente sulla qualità del sensore ABC, spesso a discapito della qualità dei materiali (resina non particolarmente pregiata per la scocca, alluminio, vetro minerale ed elastomero per i cinturini)

Infine, il gradino più alto del podio è occupato da Tissot T-Touch, Suunto Elementum Terra e PRX-2000: il primo ed il secondo per le straordinarie prestazioni, per la qualità dei materiali (acciaio 316L antimagnetico e vetro zaffiro antiriflesso) e delle finiture; mentre il secondo principalmente per la qualità dei materiali (cassa e cinturino in Titanio e vetro zaffiro antiriflesso) ed il concentrato di tecnologia (radio controllo e alimentazione solare).

Il Tissot T-Touch II mi ha particolarmente colpito per le eccezionali prestazioni del sensore, che può tranquillamente competere con quello del Suunto Core, dell’Elementum Terra o dei Casio PRW-5000/2000, aggiungendo addirittura la possibilità di compensare le misurazioni altimetriche in base alla zona climatica (per migliorare la precisione dell’altimetro).

Negli ultimi anni lo “svizzero tattile” è stato un po’ sottovalutato e “snobbato” per via di problemi di gioventù (che, comunque, hanno afflitto anche altri modelli ben più blasonati nel segmento ABC, come il Suunto Core, con il tristemente noto bug della batteeria) che hanno riguardato l’affidabilità del sensore e l’impermeabilità (di soli 30 m) della cassa.

Da un paio d’anni gli sforzi di Tissot di risolvere questi problemi si sono fatti sentire, con la presentazione (nel 2008) della linea Expert, che ha introdotto l’impermeabilità fino a 100 m e un calibro al quarzo del tutto nuovo, molto più preciso e affidabile di quello del T-Touch “Classic” e dotato di un numero maggiore di funzioni (quali timer, retroilluminazione del display digitale, compensazione della declinazione della bussola, doppio allarme, accumulazione dei dati di altitudine, solo per citarne alcune…).

Concludo, sperando di aver fatto cosa gradita con queste poche righe e di aver incuriosito qualche amico appassionato di orologi, tanto da farlo avvicinare al mondo degli ABC, ovvero di orologi dotati di utili (e, perché no!) sfiziose funzioni da sfruttare tanto nella vita di tutti i giorni, quanto durante il tempo libero e lo sport all’aria aperta.

A parte i modelli più professionali e sportivi, questi prodotti sono sempre più assimilabili a orologi sportivi, che possono essere indossati sia in ufficio, sotto il polsino di una camicia, sia in palestra, senza mai risultare inadeguati…Perciò la loro diffusione sembra essere destinata a crescere.

In occasione del Natale, quindi, potrebbero rappresentare l’alternativa giusta ad un semplice orologio, per accontentare chi, come il sottoscritto, apprezza gli orologi almeno quanto la tecnologia.

Articolo a cura di Marco Paolillo.

Categoria: Orologi da polso | Nessun Commento »

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