« | Home | »

Omega, il segreto del successo

Autore: Enrico | 13 novembre 2015

Come vincere ed essere felici.

In Orologeria, come in tutti i comparti commerciali o industriali, nessuno regala successo o considerazione, anche perché si tratta di un mercato che trascende i soliti cliché e passa inesorabilmente attraverso gli umori e i giudizi di un pubblico esigente e specializzato.

A maggior ragione queste considerazioni sono valide nel settore del lusso orologiero, dove creatività, tecnologia e estetica si mescolano alla ricerca dell’esclusività e della soddisfazione intima di un desiderio.
Omega pare aver trovato una formula vincente, se è vero, come è vero che si sta collocando ai vertici del gradimento assoluto

Omega, il segreto del successo

Particolare dell’Omega 007 Spectre Limited Edition

del “popolo degli orologi”.

Il brand svizzero sta giungendo ad ottenere quello che fino a ieri pareva impossibile, ovvero affermarsi come il maggior status symbol in Orologeria, superando competitor di assoluta preminenza e prestigio.

La domanda ricorrente tra i non addetti ai lavori è: “Ma come ha fatto?”. La risposta è ben nota nell’ambiente ed è un mix di gossip-orologiero, capacità gestionale e grande competenza tecnica.

Gli appassionati infatti sanno benissimo che di fatto Omega è stata la prima maison a rivoluzionare la struttura di base

dell’orologio, immobile praticamente da quasi 200 anni, ovvero dal tempo delle ultime invenzioni geniali di Abraham-Louis Breguet.

In effetti lo scappamento coassiale ha modificato profondamente la concettualità dei segnatempo, spostando su basi tridimensionali il contatto tra ruota di scappamento e àncora. Il capolavoro è stato completato poi con l’inserimento della spirale libera in silicio 14, con la contemporanea eliminazione della racchetta per correggere la marcia oraria.

Ma forse tutti non sanno che lo scappamento coassiale, frutto della mente geniale di George Daniels, fu assunto da Omega con il parere contrario di tutti i competitors.

George Daniels vide infatti quasi snobbata la sua scoperta finché nel 1999 Nicholas Hayek, patron di Swatch Group e salvatore della patria elvetica dalla crisi degli anni ’80, assunse il sistema investendo capitali per svilupparlo. Nacque così la più importante modifica tecnica degli ultimi 200 anni.

Purtroppo, come ben sappiamo, la qualità non è sufficiente a decretare un trionfo mondiale, ed è per questo che Omega aggiunse anche altri ingredienti tecnici, il primo dei quali è la formazione di una squadra vincente.

Omega, il segreto del successo

Il leggendario Moon Watch

In ogni Paese del mondo l’organico Omega è il migliore in assoluto. A conferma di ciò possiamo addurre l’Italia, nazione che tradizionalmente decreta successi o fallimenti a seconda della qualità di ciò che viene messo in gioco. Ebbene la filiera costituita dal terzetto Hayek-Burdese-Bey è paragonabile ad un dream-team.

Il patron ha avuto l’occhio lungo nell’affidare la guida italiana del gruppo alle mani di Laura Burdese, la quale ha un’esperienza formidabile sia in campo tecnico che di marketing, ricoprendo contemporaneamente una carica che è molto delicata per i suoi contenuti, quella di responsabile mondiale degli orologi Calvin Klein, arena in cui tutti i giorni occorre essere innovativi e tecnici contemporaneamente.

Il Brand Manager per l’Italia Malik Bey è stata poi una scelta geniale. Uomo-Omega fino al midollo riesce ad incarnare tutte quelle caratteristiche che sono indispensabili per portare questa maison ai vertici della categoria.

Ma se ciò non bastasse Omega ha tirato fuori dal cilindro la sua carta migliore, giocando sul tavolo dell’esclusività. Parliamo infatti del marchio che a livelli commerciali conta un numero di concessionari tra i più selezionati in assoluto, e dai quali si pretende il massimo della competenza attraverso aggiornamenti tecnici organizzati dal brand, e una serietà che non deve dimostrarsi solo formale.

Ecco perché Omega non trionfa con un solo modello, sebbene il suo leggendario MoonWatch sia attualmente l’orologio più ambito in assoluto, ma in virtù di un’offerta a 360° con collezioni prestigiose gradite in tutti i continenti. I concessionari soddisfano sia turisti che residenti, in un omogeneità di richieste che non conosce eguali in questo specifico comparto.

La ciliegina sulla torta, poi, è arrivata con il Metas e gli orologi >15.000 Gauss. Quasi ridicolizzando gli sforzi dei competitor Omega sta portandosi ad offrire come standard ciò che per altri è un limite ancora inaccessibile.

Omega, il segreto del successo

Il primo ormai introvabile Omega > 15.000 Gauss

È stato creato un movimento che supera ogni test fino al limite del misurabile, ovvero la resistenza alle sollecitazioni elettromagnetiche fino ad oltre 15.000 Gauss, misura massima per i comuni strumenti di rilevazione e controllo.

Per certificare un Omega è ora necessario che sia il Metas a occuparsene, ovvero l’organo di controllo governativo elvetico. E questo è anch’esso un primato di cui Omega è giustamente fiera.

Insomma Omega giustifica coi fatti il suo successo e il diritto di essere al polso dei personaggi preminenti della nostra società, in termini reali e anche in termini virtuali. Non dimentichiamo infatti che Omega è la prima scelta assoluta dell’agente segreto più famoso del mondo, il cui orologio costituisce il tormento e l’estasi per i collezionisti. Estasi perché il possederlo è indice di competenza e classe, e tormento perché non tutti arrivano ad indossarlo.

A questo punto vien da sé che Omega sia scelto per cronometrare le Olimpiadi, perché se non si incontrano le eccellenze, cos’altro deve incontrarsi?

Categoria: Omega | Nessun Commento »

Commenti