« | Home | »

Lo scappamento coassiale

Autore: Enrico | 16 agosto 2011

Scomodiamo il Don Abbondio di manzoniana memoria per introdurre un approfondimento tecnico su una delle innovazioni più interessanti degli ultimi anni: lo scappamento coassiale.

Omega ha infatti studiato un nuovo sistema di scappamento che cambia radicalmente il modo di interazione tra la ruota di scappamento, l’àancora e il plateu del bilanciere, limitando in modo drastico gli attriti.

Era ormai quasi un secolo che non si provava a migliorare in modo significativo il glorioso scappamento ad àncora, e in verità molti tecnici e qualche progettista arrivava a sostenere che ormai si era acquisito il massimo.

Scappamento Coassiale Omega

Questa tesi faceva quindi pensare, come in effetti poi è stato, che eventuali migliorie sarebbero intervenute solo ed esclusivamente grazie all’utilizzo di nuovi materiali, come ad esempio il silicio.

Del parere contrario devono essere stati evidentemente i geniali ingegneri di Omega, i quali hanno cambiato l’approccio al problema, mettendo in discussione l’ordinamento tridimensionale dello scappamento.

Vediamo quindi da vicino questo nuovo sistema che, da una parte trova il gradimento dei tecnici per la genialità della soluzione, ma che il pubblico stenta a conoscere e forse non apprezza a pieno per la mancanza di informazioni e dettagli tecnici.

Nel sistema coassiale l’àncora cambia radicalmente forma, aggiungendo una leva in rubino e sdoppiando la forcella da quello che è sempre stato il suo braccio.

Essa ingaggia ora la ruota di scappamento su due livelli: sia attraverso i denti come da tradizione, ma con la terza leva, definita dall’inventore George Daniels leva d’impulso, va ad interagire sul pignone di scappamento, sul quale insiste anche, come è logico, la ruota dei secondi.

Il braccio ora indipendente dalla forcella, è fermato nella sua corsa alternante dalle due leve di bloccaggio, consentendo così al bilanciere di completare l’oscillazione.

Ne deriva quindi che l’attrito una volta imbarazzante tra il dente della ruota di scappamento con la parte inclinata del rubino della leva, viene annullato, con un beneficio assoluto anche per il fastidioso problema della lubrificazione, sempre molto delicato, dell’àncora.

Ma c’è un’altra modifica di cui è bene parlare: il sistema coassiale viene abbinato da Omega ad un sistema di bilanciere a spirale “libera”, e quindi non più costretta tra i perni della racchetta di regolazione della marcia.

Scappamento Coassiale By Omega

Quest’ultima delicata funzione viene espletata da un paio di viti che interagiscono (ma guarda un po’) direttamente sull’inerzia della spirale, con il risultato di rendere estremamente regolare la marcia dell’orologio.

Questa miglioria, a mio modesto avviso, non ha nulla da invidiare alle grandi soluzioni tecniche che in passato hanno affascinato gli appassionati.

Articolo di Enrico Cannoletta di Gioielleria Cannoletta.

Le immagini sono state tratte da: segnatempo.it

Categoria: Omega | Nessun Commento »

Commenti