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L’Orologeria batte la crisi?

Autore: Enrico | 14 ottobre 2011

Potrebbe apparire uno dei soliti titoli ad effetto, spesso supportati solo da ottimistiche previsioni, se non da flebili speranze.

Invece a supporto di questo titolo ci sono i numeri che sono stati resi noti dalla associazione dei fabbricanti svizzeri del settore.

Come ogni anno, infatti, questo è il periodo del rendiconto di medio termine, con le temute (specialmente negli ultimi anni) statistiche relative al semestre ed ai confronti con gli anni precedenti.

Il risultato è più che positivo con un lusinghiero incremento che arriva a superare il 20%.

Ma andiamo con ordine.

Intanto analizziamo i dati relativi alla natura degli orologi che la Federazione Svizzera ha esportato in questa porzione di 2011.

A fare la parte del leone, come sempre e come è facilmente prevedibile, sono gli orologi in acciaio, di cui sono state esportate dalla Svizzera ben 1.421.800 unità con un incremento del 24,7% sul numero di pezzi e dell’8,7% in valore.

A seguire come numero di unità sono gli orologi in altri materiali non metallici, dei quali sono stati venduti 768.800 unità, con un incremento del 32,6% come pezzi e del 29% come importo.

Leggendo le tabelle si rileva una flessione del 9% come unità dei modelli in argento o dorati, mentre una quasi corrispondente crescita (10%) si rileva sui modelli in acciaio e oro, a testimonianza di un revival di questo stile, dovuto probabilmente ai crescenti mercati orientali, che iniziano però a influenzare ed essere influenzati rispetto al gusto occidentale, in un interscambio culturale tipico delle società multi-etniche.

Un dato piacevole è rappresentato dalla decisa crescita dei modelli in oro, che sono aumentati di circa il 25% sia in numero che in valore, risultato significativo quindi anche nel calcolo del prezzo medio di vendita.

Complessivamente la Svizzera ha esportato fino al 30 giugno ben 2.716.000 orologi nel 2011, con un introito di Franchi 1.489.500.000, crescendo del 20,6% in unità e del 12,3% in valore.

In questo mercato l’Italia si difende abbastanza bene, riuscendo a mantenersi nella “Top 5”, nonostante la prepotente crescita del mercato cinese.

In Italia sono arrivati nei primi 6 mesi del 2011 orologi per Fr. Sv.96.500.00, con una flessione del 4,6% rispetto al pari periodo del 2010, ma con un incremento del 14,8% rispetto al 2009.

Da sottolineare che i primi 30 Paesi clienti della Svizzera, corrispondenti ai Paesi più industrializzati, rappresentano ben il 93% del mercato, contro l’89,6% dell’anno scorso, segno indicativo di quanto la crisi colpisca gli Stati più poveri.

Hong-Kong rimane il primatista negli acquisti di orologi dalla svizzera, con un importo pari a Fr. Sv.330.700.000 e un incremento del 29,3% sul 2010 e del 106,5% sul 2009.

La palma del miglior aumento spetta però alla Cina, che scavalca Italia (5°) e Francia (4°) stabilizzandosi al 3° posto assoluto ormai a un tiro di schioppo dagli U.S.A.. I cinesi hanno importato infatti per Fr.Sv. 145.500.000, ben il 79,1% in più sul 2010 e addirittura il 202,7%  di aumento rispetto al 2009. Complimenti!

Enrico Cannoletta – Gioielleria Cannoletta.

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