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Il Punzone di Ginevra

Autore: Fabio Dell'Orto | 18 dicembre 2011

Riconoscimento sicuramente tra i più prestigiosi al mondo di cui un orologio possa fregiarsi, il “Punzone di Ginevra” richiede però alcune particolari caratteristiche:

• Le parti in acciaio devono avere gli angoli lucidati, i lati ètirè, le superfici visibili levigate, le teste delle viti lucidate, le scanalature e gli orli smussati.
• Tutto il movimento dev’essere fornito di rubini con fori lucidati.
• La spirale dev’essere fissata da una piastra scanalata con pitone a testa e collo arrotondati.
• La racchetta di regolazione è ammessa, a eccezione dei calibri extra-piatti.
• I sistemi di regolazione con bilanciere a raggio di rotazione variabile sono ammessi.
• Le ruote del treno del tempo devono essere smussate sopra e sotto e avere bordi lucidati.
• La tige e le superfici dei pignoni devono essere lucidate.
• La ruota di scappamento deve essere leggera, le superfici di riposo devono essere lucidate.
• Le delimitazioni dell’angolo percorso dall’ancora devono essere realizzate con due paracolpi fissi, senza copiglie o perni.
• I movimenti forniti di sistemi antiurto sono accettati.
• il rocchetto e la ruota a corona devono essere realizzati conformemente ai modelli depositati.
• Le molle a filo non sono ammesse.

Instituito legalmente il 6 novembre del 1886 il “bureau de contrôle facultatif des montres de Genève” è stato probabilmente il primo esempio di organo di controllo della qualità e della provenienza degli orologi svizzeri, infatti già allora era frequente la pratica della contraffazione o comunque dell’utilizzo fraudolento della provenienza degli orologi. Gli orologiai della zona di Ginevra, dove l’orologeria all’inizio del XVII secolo era già industria florida, addirittura già nel 1601 decisero di unirsi in corporazione creando degli statuti appositi.

La corporazioni prevedevano serie regole di entrata ed appartenenza, come il periodo da 1 a 4 anni per la formazione dell’apprendista artigiano per l’entrata di diritto al titolo di “maîtrise” e dopo essere stato giudicato degno d’essere ammesso nella corporazione questi veniva autorizzato ad eseguire un “chef d’oeuvre”. Queste severe norme di autoregolamentazione sono state alla base del futuro successo mondiale dell’orologeria svizzera. Le corporazioni e maîtrises vennero abolite nel 1795. Questo periodo di “buco” nell’autoregolamentazione permise ad alcuni fabbricanti di fare un uso improprio del nome di Ginevra, utilizzando incisioni “arbitrarie” su orologi fabbricati altrove e sfruttando dunque il nome di “Ginevra” a scopi pubblicitari.

La risposta a questa situazione venne data con la creazione della Société des Horlogers, fondata nel 1873 che comunque non affrontò con sollecitudine immediata il problema ma diede le basi alla creazione di organismi preposti al “controllo degli orologi”, dando seguito alle preghiere di molti orologiai che chiedevano a “Ginevra” la certificazione dell’autenticità e della provenienza delle creazioni dando agli acquirenti ed ai produttori delle garanzie e degli strumenti di ricorso sanciti legalmente. Il “punzone di Ginevra” concesso appunto dal “bureau de contrôle facultatif des montres de Genève” è ed è stato un riconoscimento molto importante nell’alta orologeria elvetica, già da solo è simbolo di alta cura costruttiva e prestigio. Non sono molte le manifattura che possono di diritto “sfoggiarlo” nei loro calibri.

Articolo di Marco Parravicini della Gioielleria Parravicini di Varese.

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