« | Home | »

Il calendario dalla nascita ai nostri giorni [ PRIMA PARTE ]

Autore: Fabio Dell'Orto | 26 agosto 2011

Sappiamo che fin dall’antichità l’attenta osservazione del moto degli astri, il Sole e la Luna in particolare, aveva permesso di stabilire una relazione tra esso e l’alternarsi, più o meno costante, delle stagioni.
La parola calendario deriva dal latino calendarium derivato a sua volta dalla parola calendae. All’inizio il concetto di calendario era caro soprattutto agli usurai, infatti questo termine indicava una specie di registro in cui chi prestava i soldi segnava, all’inizio di ogni mese gli interessi maturati dai capitali “impiegati”.

Più tardi nacque l’esigenza di segnare le date, o le cadenze, di feste, semine, raccolti e funzioni religiose. Come spesso accade quello che era un efficace metodo impiegato per agevolare una discutibile attività trovò apprezzamento ed impiego nella vita sociale: fu il concepimento del nostro calendario, che riportava date e scadenze di tutti i mesi dell’anno.
Ma il calendario come noi lo conosciamo vide la luce sotto il mitico re di Roma Numa Pompilio che mise a punto il cosiddetto Calendario Romano. Prima che lui mettesse a posto le cose l’anno contava 10 mesi lunari, ma gli stessi romani si rendevano conto che qualche cosa non andava: era facile capire che il ciclo naturale delle stagioni si rinnovava a cadenze regolari, ma questo non coincideva con quanto accadeva nel calendario.

A quel punto il quesito era: meglio adattare il corso delle stagioni al calendario o, al contrario, adattare il calendario al corso delle stagioni? Numa Pompilio che, viste le tante cose intelligenti da lui intraprese, non doveva essere affatto stupido, pensò che adattare il calendario al corso naturale del Sole era la cosa più semplice così mise all’opera uno staff tecnico che determinò la durata dell’anno solare in 365,25 giorni (in mancanza di precisi mezzi di misura del tempo era un apprezzabile rilievo), così che il modo migliore per compilare un calendario che seguisse il Sole era quello di fargli scandire 365 giorni per 3 anni e aggiungerne uno ogni 4 anni che metteva a posto quello 0,25.

La lungimiranza di Numa Pompilio morì con lui, così i suoi successori pensarono bene che adattare il calendario al Sole era cosa ben fatta, ma che aggiungere un’oretta qui e una là, toglierne un’altra dove non serviva e aggiustare un po’ i giorni a seconda delle necessità religiose e politiche non avrebbe recato gran danno al corso degli astri. Purtroppo troppa gente volle aggiustare troppe piccole insignificanti frazioni di giorno, così che nel 46 a.C. Giulio Cesare, che come Numa Pompilio era dotato di acume ed equilibrio, si accorse che il Sole, capricciosamente, era disallineato rispetto al calendario di circa 90 giorni. Anche lui dedusse che sarebbe stato più facile dare un’aggiustata al calendario che al Sole, e lo fece regalando al mondo il Calendario Giuliano, che non differiva molto da quello Romano, ma rimetteva in linea tempo umano e tempo solare.

Segue….

Marco Parravicini, Orologi & Gioielli Varese.

Categoria: Notizie | Nessun Commento »

Commenti