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Saperne di più: Omega Moonwatch

Autore: Enrico | 20 giugno 2012

Nell’ambito della rubrica “Il laboratorio di Enrico” ci si sforza di fornire agli appassionati una panoramica tecnica e quei dettagli anche culturali che spesso possono sfuggire perchè non prettamente commerciali.

Ci siamo accorti, infatti, che molte peculiarità curiose e affascinanti, vengono stranamente ignorate.

L’Arte Orologiera, invece, è appagante proprio per l’esaltazione dei minuscoli particolari e del geniale ritrovato tecnologico, ma anche per quell’alone di leggenda che ne circonda i protagonisti.

Omega Moonwatch

Fedeli a questa “mission”, parliamo oggi di un fatto quasi leggendario, ma che affonda le radici nella solidità della Storia: Omega, e in particolare, il mitico “Moonwatch”.

Nel 1962, agli albori della Corsa allo Spazio ingaggiata da astronauti statunitensi e cosmonauti sovietici, alla Nasa ci si preoccupò di dotare i propri eroi di adeguati segnatempo.

Il sincronismo dei tempi è ovviamente una funzione fondamentale, per cui l’Ente Spaziale non pensò ad una gara d’appalto oppure a una sponsorizzazione, ma decise di scegliere lo strumento attraverso una selezione e alcuni test scientifico-attitudinali.

In modo molto spartano, fu incaricato un funzionario di reperire sul mercato 10 cronografi a carica manuale.

Non fu naturalmente preso in considerazione il “solo tempo” automatico perchè la carica cinetica non avrebbe funzionato in assenza di gravità (all’epoca il crono automatico non esisteva neppure).

I 10 orologi, esemplari di marche diverse, le più note e prestigiose di allora e di oggi, furono sottoposti a dei veri e propri tour de force che ne hanno messo a dura prova il funzionamento.

Al termine della selezione l’Omega Speedmaster risultò il migliore e fu scelto.

Neppure in quel momento però si cedette alla tentazione di pubblicizzare la dotazione: Omega Speedmaster divenne “solo” un semplice strumento utilizzato dai tecnici e venne posto come tale al polso dei primi astronauti, come lo erano l’oscilloscopio, la rice-trasmittente, e molti altri “arnesi del mestiere”.

Infatti il primo orologio che accompagnò l’uomo nello spazio, fu lo Speedmaster al polso di Wally Schirra, decollato da Cape Canaveral il 3 ottobre 1962, a bordo del modulo Sigma 7 del Progetto Mercury.

A ricordo dell’avvenimento, avvenuto esattamente 50 anni orsono, Omega ha predisposto un Moonwatch celebrativo che sarà distribuito a partire dal mese di ottobre, e che sarà chiamato “First Omega in the Space”.

Il movimento che equipaggiava sia la versione del 1962 che quella successiva del 1969 al polso di Armstrong, Aldrin e Collins, equipaggio del primo sbarco dell’Uomo sulla Luna, era il calibro 861, che rivive oggi, con un semplice 1 a precedere il resto della sigla, e che anima i moderni Speedmaster Moonwatch.

Un’altra succosa indicazione, assolutamente degna di nota, riguarda il cavalluccio marino imbrigliato che è divenuto il simbolo distintivo posto sui fondelli di tutti i modelli Speedmaster Moonwatch. Ebbene, i primi modelli non li avevano.

Si tratta di un segno distintivo privilegiato in un secondo tempo, ed estrapolato da una raffigurazione del carro marino di Nettuno, trainato dagli ippocampi.

Tutto ciò sta a testimoniare che tutto quanto è relativo alla nascita del mito del Moonwatch è stata un’operazione tecnica e per nulla commerciale.

Normale e condivisibile la scelta successiva di Omega, di goderne i frutti.

Il brand ha infatti maturato successivamente i diritti a fregiarsi di questo riconoscimento, coltivando giustamente un vero culto di questo orologio che ha guadagnato sul campo la fama e l’apprezzamento di uomini “obbligati” a servirsi del meglio.

Ulteriori informazioni su Omega o Moonwatch si possono avere cliccando QUI

Categoria: Il Laboratorio Di Enrico | Nessun Commento »

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