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Le passione per l’Orologeria

Autore: Enrico | 18 agosto 2011

La passione per gli orologi meccanici si articola attraverso numerose sfaccettature, ognuna delle quali deve e può trovare un’intima soddisfazione.

Si considera innanzi tutto l’estetica, poi le funzioni, e si valuta successivamente la portabilità, ma in definitiva è il cuore che decide la scelta finale.

Un orologio è in grado di sussurrare parole ad ogni appassionato, che solo lui riesce ad intendere.

Orologeria

Il rapporto tra un collezionista o anche un semplice appassionato, con il suo gioiello da polso o da tasca, passa per diversi stadi.

Il primo è sicuramente quello dell’appagamento visivo.

Ma ben presto si cede alla tentazione di interagire con l’orologio in modo più completo: e si vive la parte pratica.

La maggior parte dei collezionisti si munisce di una serie di cacciaviti da orologiaio, un paio di preselle, una lente, un temperino, e si avventura ad aprire le casse più facilmente accessibili: quelle a pressione.

Prudentemente e giustamente quasi tutti si fermano a questo punto, anche perchè questa nuova “visuale” consente numerosissime maggiori considerazioni.

Solo osservando il proprio orologio, all’interno, possiamo riconoscerne il calibro, distinguere il sistema anti-urto, contarne i rubini, verificarne le finiture e il grado di cura.

In alcuni casi, quando si riesce a leggere il numero seriale, possiamo addirittura risalire all’anno esatto di nascita.

L’appassionato impara a distinguere a grandi linee il principio di funzionamento dell’orologio e, cosa utilissima quando si visitano i mercatini, ad accorgersi dei difetti risolvibili facilmente da un orologiaio, concludendo così ottimi affari.

Diversi collezionisti si rivolgono ad esempio al mio laboratorio per restaurare pezzi comprati a quasi costo zero sulle bancarelle, rivendendoli poi con alto profitto o esponendoli orgogliosamente nelle proprie bacheche.

Ma anche solo l’estetica di un meccanismo può soddisfare l’appassionato.

Ecco quindi che assumono grande importanza le finiture.

Le più qualificanti sono certamente quelle a “Perlage” e a “Cotes de Geneve” che vediamo illustrate nelle foto.

Sono infatti i metodi di lucidatura e rifinitura utilizzati per le marche più prestigiose.

Un’altra caratteristica di cura che gli appassionati più esperti apprezzano particolarmente è l’ “Anglage”, quella particolare lavorazione a cui vengono sottoposti gli spigoli dei ponti.

C’è veramente di che sbizzarrisi e molto da osservare.

In uno dei prossimi post sarà illustrata l’arte della “bluettatura”, il procedimento che determina attraverso il calore a rendere alcuni importanti componenti, quali lancette o viti, del caratteristico blu antico che tanto piace e da tono ai nostri orologi d’epoca.

Articolo di Enrico Cannoletta di Gioielleria Cannoletta Sanremo.

L’immagine è tratta da: en.wikipedia.org.

Categoria: Il Laboratorio Di Enrico | Nessun Commento »

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