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La sostituzione dell’asse del bilanciere di un orologio

Autore: Enrico | 5 novembre 2011

Una delle operazioni più comuni, ma nello stesso tempo più delicate che l’orologiaio professionista deve svolgere è quella relativa alla sostituzione dell’asse del bilanciere.

Normalmente, quando un orologio meccanico si arresta dopo aver subito un urto, si dice che “ha il bilanciere rotto”.

In realtà la parte disastrata è l’asse, i cui perni sono fragili e insistono tra due rubini, uno superiore e integrato nel ponte del bilanciere, protetto da un sistema elastico anti-shock, ed uno inferiore in alcuni casi rinforzato da un colletto detto incabloc.

Questi sistemi di protezione evitano che ogni trauma si possa tradurre in una rottura, ma in molte occasioni sono insufficienti e si perpetra il danno.

La sostituzione dell’asse prevede la separazione di questo dalle altre parti che compongono il “cuore” dell’orologio. Il bilanciere va infatti interamente smontato.

Vediamo come:

Iniziamo intanto ad osservarlo: è costituito da un oggetto circolare detto volantino al cui centro è infilato un perno passante (l’asse). Nell’asse viene letteralmente infilata a forza una rondella di ottone che costituisce la parte interna reggenta un filo metallico a forma di molla, detta spirale. Quest’ultima è a sua volta agganciata all’estremo opposto ad un pignone che la ancora al ponte, dopo che l’ultima spira passi attraverso una coppia di spinette verticali (la racchetta).

Possiamo seguire la descrizione anche attraverso il seguente filmato relativo ad un bilanciere Citizen, cliccando sull’immagine sotto riprodotta:

[video_lightbox_youtube video_id=169Pzf12H8w width=899 height=531 anchor=”http://img.youtube.com/vi/169Pzf12H8w/0.jpg”]

Altre indicazioni possiamo trovarle a questo link:

Proseguiamo ora con le fasi della sostituzione.

La prima operazione, dopo aver smontato il ponte dal meccanismo, consiste nello sganciare il gruppo spirale-volantino dal ponte.

Con molta cautela, dopo aver capovolto il ponte e il volantino, si ruota a 90° la parte di racchetta che imprigiona la prima spira della spirale.

Si allenta quindi il “pitone” (terminale della spirale) svitando leggermente la vite orrizzontale che lo blocca.

A questo punto il ponte è libero e si può riporre: agiremo ora sul gruppo volantino-spirale (detto anche “bilanciere completo”).

Utilizzando uno specifico attrezzo oppure un cacciavite ben affilato, si fa leva tra il volantini e la virola al centro della spirale, separandola dall’asse e sfilandola verticalmente.

Con il “leva-plateaux” si sfila dalla parte opposta dell’asse il plateau.

Resta ora l’operazione più delicata: l’estrazione dell’asse dal volantino.

A questo proposito è stato introdotto in laboratorio l’uso di una mola e di un altro strumento per l’operazione di fissaggio, ma in questa descrizione illustreremo il sistema tradizionale.

Con l’utilizzo di uno degli oltre cento punzoni in dotazione all’orologiaio si spinge l’asse dall’alto verso il basso fino a estrarlo dal volantino.

Con sapiente e leggero tocco, l’orologiaio ora appiattisce la barra del volantino con un martelletto per renderla più piana possibile e per eliminare bavature provocate dallo sforzo per la fuori-uscita dell’asse.

Il nuovo asse va ora sistemato su una base forata e attraverso l’uso di un altro punzone, questa volta forato, si sistema il volantino.

L’asse presenta un piccolo colletto metallico che va ribadito attorno al foro centrale del volantino, fino a fissarlo meccanicamente.

Tralascio i controlli della qualità dei lavori fino a qui svolti, ma che l’orologiaio effettua aiutandosi con strumenti specifici il più particolare si chiama “ottocifre”, basti pensare che il risultato deve essere quello di veder ruotare il volantino senza alcuna oscillazione verticale visibile.

Attraverso un altro punzone bucato e la punzoniera vengono rimontati spirale e plateau, facendo attenzione a riposizionare la spirale nell’identico punto in cui era prima di essere smontata, per evitare il fenomeno del “fuori-scappamento”, e quindi della non corretta interazione del bilanciere con l’àncora.

Non resta che fissare il gruppo spirale-volantino al ponte tramite la vite orrizontale, dopo aver re-inserito la prima spira nella racchetta.

Il gioco è fatto.

Categoria: Il Laboratorio Di Enrico | 4 Commenti »

4 Commenti del Post “La sostituzione dell’asse del bilanciere di un orologio”

  1. maurizio Ha scritto questo commento il:
    7 febbraio 2013 alle 16:39

    Buongiorno, quando si rimontano i pezzi , va montato prima l’espirale o il plateau.grazie

  2. Enrico Ha scritto questo commento il:
    7 febbraio 2013 alle 17:11

    Gent.mo Maurizio,
    premesso che ogni orologiaio ha il suo metodo, direi che su questo argomento non esistono dubbi.
    Va sicuramente montato prima il plateau.
    Salutissimi.

  3. Andrea Ha scritto questo commento il:
    23 maggio 2013 alle 15:26

    Buongiorno!Una domanda da profano.Non trovando lo stesso asse,lo si puo’ sostituire (asse-bilanciere-spirale) il tutto con un altro,di un altro orologio (se ci va)ed a cosa si andrebbe incontro?gia’ sarebbe una coppa dei campioni per me farlo ripartire…per la precisione pazienza!!

  4. Enrico Ha scritto questo commento il:
    23 maggio 2013 alle 15:44

    Gent.mo Andrea,
    la sostituzione di tutto il blocco “bilanciere” è possibile solo ed esclusivamente se ci si riferisce allo stesso identico calibro.
    Solitamente è un’operazione che non si compie a meno che i danni non siano estesi anche a volantino e spirale, in quanto non si tratta di un’azione propriamente economica.
    Resta il fatto, come dicevo, che ci si deve assolutamente attenere allo stesso calibro.
    Cordiali saluti.

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