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Il tourbillon, questo sconosciuto

Autore: Enrico | 17 agosto 2011

Proseguiamo la nostra rubrica tecnica con l’illustrazione di di quella che viene definita la “complication” delle “complication”: il tourbillon.

Questo articolo, come tutti i posts tecnici che Enrico Cannoletta scriverà per il blog degli orologi, verranno archiviati in una nuova categoria denominata il laboratorio di Enrico.

Ideato e realizzato dal più grande genio orologiaio della storia, Abraham Louis Breguet (1743-1823), il tourbillon annulla, o per lo meno limita, gli effetti negativi della forza di gravità sul bilanciere, aiutando efficacemente a ottimizzare l’isocronismo.

Vediamo di “entrare” nel problema per verificare i benefici di questa affascinante scoperta che ancora oggi arricchisce esclusivamente orologi dal prezzo molto elevato.

Tutti noi sappiamo che per verificare in modo corretto e coscienzioso la marcia oraria e le condizioni di un orologio, è indispensabile testarlo al cronocomparatore in almeno 6 posizioni. Questo perchè si ha esclusivamente in questo modo la sicurezza che il bilanciere non sia frenato da attriti anomali e indesiderati spostando l’asse del suo equilibrio.

Ma anche in questo modo non si riesce a correggere la differenza che si rileva tenendo il piano dell’orologio maggiormente in una posizione rispetto ad un altra (a meno di costringere l’utilizzatore a tenere perennemente il braccio in un’unica e stabile posizione, senza mai abbassare o muovere il braccio!).

La ricerca di una soluzione fu motivo di profonde riflessioni da parte di Breguet, il quale arrivò alla conclusione che se non si può costringere l’utilizzatore a bloccare il proprio braccio, allora si deve trovare il sistema di alternare in modo costante le posizioni del bilanciere.

A questo scopo ipotizzò una gabbia che racchiudesse il gruppo completo del bilanciere e lo scappamento e ruotasse in modo costante affinchè la gravità applicasse la sua forza in modo anch’essa costante alle varie posizioni.

Questo è il principio di base, ma come sempre la realizzazione pratica non fu così automatica.

Il “raccordo” meccanico tra una parte del meccanismo che continuerà ad essere compresa tra due plattine statiche, e un’altra (la gabbia) che deve essere considerata come corpo unico e interagire offrendo di volta in volta una sua parte diversa al contatto, è impresa non semplice.

Il Tourbillon

Affinchè tutto funzioni alla perfezione è necessario che la ruota dei secondi abbia il suo perno perfettamente in asse con il centro della gabbia, e quindi con l’asse del bilanciere.

La rotazione avviene solitamente alla velocità di un giro al minuto, conferendo all’orologio che si avvale di questo sistema un fascino particolare, tanto è vero che praticamente tutti i tourbillon sono “a vista”.

Oggi esiste una complication ancora più estrema: il “Gyro-tourbillon” di Jaeger Le Coultre”, in cui la gabbia ruota nei movimenti di rotazione su se stessa, ma nche di rivoluzione.

Ma di questo parleremo in una prossima occasione.

Articolo di Enrico Cannoletta di Gioielleria Cannoletta, scopri il suo Blog.

Le immagini sono state tratte da: argoeditore.net

Categoria: Il Laboratorio Di Enrico | Nessun Commento »

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