« | Home | »

Intervista esclusiva con M.Borsetti (Citizen)

Autore: Enrico | 22 dicembre 2015

Come promesso proseguiamo la nostra serie di interviste con i big dell’Orologeria.

Oggi al vaglio dei nostri lettori abbiamo Marcello Borsetti una delle personalità più significative in termini di mercato sulla piazza di settore Italiana, ovvero il responsabile del prodotto e del Marketing di Citizen Italia, in rappresentanza del brand che come fatturato copra una larga fascia del comparto.

Citizen spazia in differenti range, perché è presente nella fascia economica con i suoi Vagary e gli Smile Solar e si sta specializzando sempre più in “alto” in virtù della qualità degli ultimi prodotti (radiocontrollati e Supertitanio) ma soprattutto fa da pioniere di lusso nel campo dell’Orologeria satellitare con la gamma dei Satellite Wave. Insomma un catalogo a 360° che ha come denominatore comune dei suoi prodotti una grande qualità e l’affidabilità eccezionale a cui ci ha abituato.

A Marcello Borsetti abbiamo posto alcune domande alle quali ha risposto con la consueta cortesia ma in modo che lascia trasparire la sicurezza del personaggio e del marchio.

BdO: Citizen si è affermata come leader negli orologi radio-controllati e satellitari, quali sono gli sviluppi possibili in questo settore?

M. Borsetti: “Al momento è prematuro scoprire in quale direzione l’azienda si stia muovendo in termini di ricerca e sviluppo di nuove tecnologie. Di sicuro invece è il fatto che Citizen – ogni qualvolta che ha introdotto una nuova tecnologia – non si è fermata a quel punto: il lavoro vero viene dopo, perché il perfezionamento e miglioramento di ciò che è stato realizzato richiede spesso più energie di quanto non serva per inventare una nuova tecnologia. La tecnologia Eco-Drive per esempio fu sviluppata in 5 anni, ma nei successivi 40 anni è sempre stata oggetto di un processo di miglioramento che è tuttora in corso. Lo stesso discorso vale per Supertitanio: la tecnologia per produrre la cassa in titanio venne sviluppata in 3 anni, ma nei successivi 46 anni si è continuato il processo di miglioramento ed ancora oggi stiamo lavorando ad un Supertitanio che sia più di 20 volte più resistente del titanio originale sviluppato appunto 46 anni fa. In estrema sintesi quindi, il processo di miglioramento di ciò che è stato inventato non ha sostanzialmente mai fine in casa Citizen”.

BdO: Come si colloca Citizen in relazione alle nuove proposte di SmartWatches da parte di molte aziende?

M. Borsetti: “Citizen ha da sempre seguito la propria strada, sviluppando tecnologie legate alla propria identità e alla propria visione del futuro invece di seguire necessariamente le tendenze del momento. Anni or sono Citizen tra le primissime sviluppò un sistema di connessione via Bluetooth tra l’orologio e lo smartphone; abbiamo sviluppato e venduto prodotti di tale tecnologia – precursori del fenomeno “smartwatch” tanto attuale oggi – ma sulla base di quell’esperienza abbiamo ulteriormente sviluppato la nostra visione di ciò che sarà il futuro dell’orologio Citizen: non necessariamente un oggetto subordinato a e in funzione di un altro prodotto (quale lo smartphone) che duplichi sul polso le funzioni dell’orologio. Citizen ritiene che l’orologio sia un accessorio che solo vivendo in piena autonomia possa dare a chi lo indossa unicità di emozioni e funzioni: il design, la cura del dettaglio, i materiali costruttivi, l’autonomia di funzionamento sono gli elementi che Citizen crede fondamentali per dare identità e valore aggiunto all’orologio. Dal punto di vista delle funzioni, Citizen sviluppa tutto ciò che è utile e coerente all’orologio inteso come accessorio della persona (e non accessorio di un altro prodotto): ciò non significa rinunciare al concetto di smart watch, bensì interpretare in modo personale il significato della parola “smart”. Per Citizen l’aggettivo “smart” associato alla parola “orologio” significa appunto la migliore qualità costruttiva, i migliori materiali disponibili (per esempio Supertitanio o i vetri zaffiro), il non avere limiti di autonomia grazie all’utilizzo di tecnologie “smart” (per esempio Eco-Drive). Citizen approccia le funzioni di interazione tra l’orologio e gli oggetti come lo smartphone sempre alla luce di questo approccio rivolto alla ricerca della vera “smartness”, ovvero focalizzando quelle funzioni che danno vero valore aggiunto all’orologio e a chi lo utilizza. Citizen continua dunque lo sviluppo delle sue tecnologie di connessione tra orologio e smartphone, ma secondo un suo percorso che non è necessariamente fotocopia di quello che fanno le altre aziende”.Intervista esclusiva con M.Borsetti (Citizen)

BdO: Qual’è l’importanza del mercato europeo di Citizen e il suo peso nella scelta dei modelli?

M. Borsetti: “Il mercato europeo è importante per Citizen non tanto per i volumi di vendita che esso può generare – oggi i cosiddetti mercati emergenti come quelli orientali danno sicuramente più opportunità di business – quanto per definire il gusto, lo stile e i contenuti di prodotto poiché i consumatori europei per tradizione, “esperienza del prodotto orologio” e cultura estetica sono tra i più severi e difficili al mondo”.

BdO: Quanto il mercato italiano “pesa” in ambito europeo?

M. Borsetti: “In questa ottica il mercato italiano è sicuramente uno dei più importanti, dato che è estremamente competitivo ed annovera da un lato la presenza di tutte le marche orologiere e di moda più importanti e dall’altro un consumatore che ha avuto molta esperienza nel mondo dell’orologio – quindi attento e con un elevato senso estetico che si sintetizza in una serietà di valutazione e selezione tra le proposte delle varie marche. Severità e selezione acuite dalla minore disponibilità finanziaria, a causa dell’andamento macroeconomico non positivo degli ultimi anni. Gli operatori del settore spesso commentano dicendo che “Ciò che funziona nel mondo non sempre funziona in Italia” viceversa “Una collezione che funziona in Italia sicuramente funziona in tutto il mondo”.

BdO: Quali sono i testimonial mondiali del brand la cui immagine è utilizzabile anche a livello italiano?

M. Borsetti: “A livello mondiale Citizen utilizza testimonial molto vicini al pubblico locale piuttosto che testimonial dalla forte immagine internazionale. Questa scelta è dettata dalla volontà di rimanere vicini ai consumatori dei vari mercati, che si traduce in una poca “esportabilità” dei testimonial da un mercato all’altro. Il vero testimonial globale di cui Citizen dispone e da sempre è utilizzato per promuovere la marca sul territorio italiano è il prodotto: nulla come un orologio Citizen può raccontare il valore e l’unicità di tutti i prodotti Citizen”.

BdO: La distribuzione di Citizen prevede per i prossimi anni l’apertura di Boutique gestite direttamente dal distributore?

M. Borsetti: “È sotto valutazione la possibilità dell’apertura di punti vendita diretti dell’azienda, anche se Citizen privilegia comunque il rapporto con i tradizionali punti vendita plurimarca investendo su di essi per migliorare la propria presenza: da una parte è vero che il consumatore entrando in un negozio monomarca ha una forte esperienza dei suoi valori, ma è altrettanto vero che solo confrontando le diverse marche rappresentate in un unico punto vendita il consumatore può apprezzare appieno le differenze tra i valori di una marca e quelli di un’altra e pervenire a scelte più consapevoli. Citizen privilegia i contesti distributivi multimarca perché ritiene che quando il consumatore sceglie Citizen in un punto vendita dove sono presenti altre marche lo fa completamente consapevole dei valori della nostra marca”.

BdO: È prevista l’apertura di un e-shop direttamente gestito da Citizen Italia?

M. Borsetti: “È allo studio, ma al momento continuiamo a privilegiare lo sviluppo di collaborazioni con chi è specializzato nella distribuzione sia fisica che virtuale”.

BdO: Come il Dr. Borsetti vede l’evoluzione del mercato orologiero al dettaglio?

M. Borsetti: “Personalmente vedo la possibilità per il negozio tradizionale di ritrovare una sua identità e funzione – nell’ambito di un mercato che rimarrà comunque difficile e non mostrerà particolare crescita – nella specializzazione e capacità di assistere, ma anche coinvolgere, il consumatore tradizionale nella scelta e nell’acquisto dell’orologio. Il negozio tradizionale può costruirsi una sua forte ragione d’essere proprio nel rapporto personale che può intrattenere fisicamente con il consumatore; in questo rapporto però il negoziante deve essere capace di convogliare conoscenze tecniche e capacità di relazione. Chi invece non sarà capace di rinnovarsi in questo ruolo quasi consulenziale verso il consumatore è destinato ad un futuro poco brillante. Sotto questa prospettiva vedo perciò un fenomeno di selezione dei punti vendita tradizionali che porterà alla sopravvivenza solo coloro che riusciranno a rinnovare il proprio ruolo e punto vendita”.

Ringraziamo di cuore il Dr. Borsetti per la sua disponibilità.

Dalle sue parole abbiamo tratto l’immagine vincente di un marchio il cui obiettivo è quello di essere al passo con i tempi, pronto a sfruttare occasioni di mercato ma altrettanto attento a non disperdere i valori dettati dalla concretezza tecnica e evolutiva.

La prossima intervista è prevista per gennaio e avrà come protagonista un’altra personalità di assoluto spicco.

 

Categoria: Citizen, Orologi da polso | Nessun Commento »

Commenti