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	<title>Il Blog Degli Orologi &#187; Notizie</title>
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	<description>Notizie sugli orologi da polso.</description>
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		<title>Consigli per la cura del vostro orologio</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 14:02:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco di seguito un piccolo vademecum per una maggior cura del vostro orologio. La carica si compie ruotando la corona in senso orario. La carica è completa quando la corona oppone resistenza. Non tentate mai di caricare l&#8217;orologio quando la corona oppone resistenza. Si consiglia di ricaricare l&#8217;orologio regolarmente una volta al giorno. Se l&#8217;orologio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco di seguito un piccolo vademecum per una maggior cura del vostro <strong>orologio</strong>.<br />
La carica si compie ruotando la corona in senso orario. La carica è completa quando la corona oppone resistenza. Non tentate mai di caricare l&#8217;orologio quando la corona oppone resistenza.<br />
Si consiglia di ricaricare l&#8217;orologio regolarmente una volta al giorno. Se l&#8217;orologio non viene indossato per più di 40 ore, va ricaricato manualmente tramite la corona per garantirgli la necessaria riserva di marcia. </p>
<p><img border="1" src="http://www.ilblogdegliorologi.com/immagini/de-ville-hour-vision.jpg" alt="Omega De Ville Hour Vision" /></p>
<p>Non intervenire sul calendario usando la modalità &#8220;correzione rapida&#8221; quando l&#8217;orologio indica ore comprese tra le 22 e le 02. È il momento in cui i pignoni scattano per il cambiamento automatico della data.<br />
La durata della pila può variare tra 2 e 5 anni a seconda dei modelli. Circa due settimane prima dell&#8217;esaurimento della pila la lancetta centrale dei secondi comincia a scattare di quattro secondi per volta, segnalando così che la pila è prossima a esaurirsi. Sostituire la pila, prima che si scarichi completamente, per evitare la fuoriuscita degli acidi che danneggiano il movimento. </p>
<p>Non lasciare mai una pila esaurita dentro l&#8217;orologio: potrebbe perdere gli acidi e danneggiare il movimento. Gli orologi &#8220;non impermeabili&#8221; vanno puliti con una panno morbido e asciutto.<br />
Evitate qualsiasi immersione se il vostro orologio non possiede la corona a vite. Se l&#8217;orologio ha una corona a vite, verificare che la corona sia perfettamente avvitata prima di entrare in acqua. Quando si è in acqua, non estrarre la corona per modificare la data o l&#8217;ora. Con la corona estratta, l&#8217;acqua può entrare nella cassa. Far eseguire un test d&#8217;impermeabilità prima dell&#8217;estate e comunque prima di eseguire qualsiasi immersione, anche se l&#8217;orologio ha pochi mesi di vita. </p>
<p><span id="more-6149"></span></p>
<p>L&#8217;impermeabilità di un orologio lo preserva dalla polvere, dall&#8217;umidità e dai rischi di deterioramento in caso di immersione. I giunti che assicurano l&#8217;impermeabilità possono deteriorarsi per le escursioni termiche alle quali è esposto l&#8217;orologio. Se all&#8217;interno dell&#8217;orologio si forma della condensa, rivolgetevi senza indugio al vostro orologiaio di fiducia. A ogni sostituzione della pila, revisione dell&#8217;orologio o apertura della cassa per qualsiasi motivo, è importante verificare l&#8217;impermeabilità dell&#8217;orologio. Ricordate che non bisogna mai eseguire immersioni (ma sarebbe meglio anche non farci il bagno) con orologi la cui impermeabilità non sia garantita per almeno 10 atmosfere e che non siano provvisti di chiusura a vite della corona e del fondello.</p>
<p>È sconsigliabile immergersi con un cronografo al polso, a meno che non sia provvisto di chiusura a vite per i pulsanti e la corona (oltre che di un fondello opportunamente stagno). Evitate di azionare i pulsanti delle funzioni cronografiche sott&#8217;acqua. Fate attenzione alle vibrazioni prolungate: possono danneggiare fortemente anche il più robusto degli orologi meccanici, specialmente se a carica automatica. La lunga esposizione al sole di un orologio e la sua successiva immersione nell&#8217;acqua fredda provocano uno shock termico che ha come inevitabile conseguenza una variazione di marcia anche consistente.</p>
<p>Dopo un bagno in acqua di mare o clorata (in piscina), si raccomanda di risciacquare l&#8217;orologio con acqua dolce. Per quanto un orologio sia robusto tutte le sue parti possono rompersi in seguito ad un urto che voi, distrattamente, potreste anche non aver avvertito. Nel caso il vostro orologio subacqueo si allaghi non provate ad asciugarlo. Immergetelo in acqua dolce corrente e portatelo dal vostro orologiaio di fiducia. Per mantenere la brillantezza dell&#8217;orologio impermeabile e del cinturino di metallo si raccomanda di usare una spazzola morbida per spazzolare delicatamente l&#8217;orologio con acqua tiepida e sapone. </p>
<p>Quindi risciacquare con cura l&#8217;orologio in acqua dolce. Questo vale anche quando l&#8217;orologio entra in contatto con acqua di mare. Per evitare contestazioni, richiedete subito un controllo dell&#8217;impermeabilità se l&#8217;orologio allagato è in garanzia: se l&#8217;orologio supera il test, allora la colpa è vostra: o avete dimenticato aperta la corona, oppure essa si è casualmente svitata perché non serrata a fondo. In questi casi non avrete diritto all&#8217;intervento in garanzia. </p>
<p>A cura di <em>Marco Parravicini</em> &#8211; <a href="http://www.gioielleriaparravicini.it" title="Vendita Orologi Su Internet" target="_blank"><u>Gioielleria Parravicini</u></a> Varese.</p>
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		<title>La storia degli orologi solari</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 07:23:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Fin dall’antichità una delle più pressanti esigenze dell’uomo è stata quella di sapere “che ore sono”. Questa è stata un’esigenza importante già dai tempi delle caverne: Uscire per una battuta di caccia e sapere all’incirca a che ora fare rientro, prima di essere sorpresi dalle tenebre della notte era importantissimo. E’ chiaro che l’ombra proiettata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fin dall’antichità una delle più pressanti esigenze dell’uomo è stata quella di sapere “che ore sono”. Questa è stata un’esigenza importante già dai tempi delle caverne: Uscire per una battuta di caccia e sapere all’incirca a che ora fare rientro, prima di essere sorpresi dalle tenebre della notte era importantissimo. </p>
<p><img src="http://www.ilblogdegliorologi.com/immagini/orologi-solari.gif" alt="Orologi Solari" /></p>
<p>E’ chiaro che l’ombra proiettata dal Sole attraverso uno strumento rudimentale come ad esempio un bastone infisso nel terreno, fosse già apprezzata da quegli uomini come valido strumento di misurazione del tempo. È infatti noto a tutti che il Sole, durante il suo apparente moto intorno al pianeta, descrive una specie di semicerchio, nascendo a levante, innalzandosi alto nel cielo a mezzogiorno, per poi iniziare la discesa verso ponente e quindi tramontare; di conseguenza l’ombra di un corpo verticale infisso nel terreno (gnomone) si accorcia a partire dal mattino fino a mezzogiorno per poi allungarsi di nuovo durante il pomeriggio. La disciplina che studia il movimento dell’ombra del sole proiettata da un bastone piantato in terra sopra un qualsiasi altro piano viene chiamata <a href="http://www.gnomonica.it/" target="_blank"><u>Gnomonica</u></a>. </p>
<p>In mancanza di prove e testimonianze concrete, la storia della Gnomonica è fatta soprattutto di supposizioni, congetture ed ipotesi, basate sull’interpretazione di citazioni finora pervenute agli studiosi. Le notizie sulle metodologie usate nell’antichità per misurare il tempo sono molto frammentate; sembra che i Babilonesi e i Cinesi suddividessero la giornata in 12 parti di 2 ore ciascuna. In Europa alcuni popoli eressero enormi massi di pietra e in corrispondenza del sorgere o del tramontare di alcuni tra i più importanti astri allora conosciuti. I Greci si uniformarono ai babilonesi dividendo il giorno in 4 parti di tre ore ciascuna. I Romani invece suddivisero la giornata in 3 particolari momenti. Il sorgere del sole, il mezzogiorno e il tramonto ma sempre utilizzando il metodo greco, questo comportava che in alcuni periodi dell’anno le ore fossero più lunghe o più corte. </p>
<p><span id="more-6133"></span></p>
<p>Gli Egiziani furono forse il primi popolo a dividere il giorno in 24 ore e a realizzare il primo calendario che si basava sui principali periodi agricoli. Agli Egiziani si attribuisce anche la costruzione di enormi meridiane orizzontali che utilizzavano come gnomone gli obelischi, uno di questi si trova in Piazza S. Pietro a Roma. L’astronomo Berossus Cadeo modificò l’ “emisfero”, il più comune degli orologi solari allora in uso e ne ricavò l’ “emiciclo”. Quest’ultimo non era nient’altro che la sezione dell’emisfero con l’installazione dello gnomone orizzontale nel punto di convergenza delle linee orarie. Questi due orologi testimoniano l’uso delle ore considerate la dodicesima parte del giorno. L’architetto romano Vitruvio nella sua opera &#8220;De Architectura&#8221; cita ben 13 tipi diversi di orologi solari allora in uso. Oggi la maggior parte di essi è stata reinventata e studiata, ma altri sono ancora avvolti da un velo di mistero, come il Gonarchen e l&#8217;Egonato. </p>
<p>I Romani non furono gli eredi della scienza greca. Durante il loro impero, i Romani non fecero altro che adottare idee e teorie dell&#8217;Ellade, vecchie di secoli. Per quasi cento anni esse si trovarono a leggere le ore sbagliate  di un orologio trafugato a Catania dal console Valerio Messala. L&#8217;orologio fu installato nel Foro di Roma ma, essendo costruito in base alla latitudine di Catania, non poteva funzionare correttamente per Roma, e pertanto Filippo Censore ne fece costruire uno adatto alla posizione di Roma. Con la caduta dell&#8217;impero Romano ci fu un lunghissimo periodo di decadenza, la gnomonica sprofondò in una fase priva di progressi, fu ripresa soltanto dopo mille anni da alcuni studiosi Arabi. Successivamente con l&#8217;avvento dei Benedettini, le cui regole indicavano il tempo da dedicare alle preghiere, al lavoro e allo studio, dividendo il giorno secondo le ore degli antichi, si ebbe un nuovo sviluppo dei quadranti solari, i quali li diffusero in tutta Europa. Tali orologi furono denominati &#8220;a ore canoniche&#8221; o &#8220;temporali&#8221;. </p>
<p>Nel XIII secolo venne costruito a Deng-Feng in Cina un orologio gigantesco, lungo circa 32 metri il cui gnomone era alto quasi 9 metri e mezzo. Nel XV secolo in Italia si sostituirono le ore canoniche con quelle italiche, le quali prendono in considerazione come termine del vecchio giorno e inizio del nuovo, il tramonto del sole. In quel periodo si cominciò a costruire una grande varietà di orologi solari. </p>
<p>Nel 1467 venne costruito a S. Maria del Fiore, un orologio solare composto dalla sola linea meridiana, praticando un foro gnomonico nella copula a 86 metri dal suolo; questa è la meridiana a camera oscura più grande del mondo. Negli anni a seguire il papa Gregorio XIII modificò il calendario eliminando 10 giorni e facendo seguire il quarto giorno di Ottobre al quindicesimo. Nella seconda metà dl 1500 venne realizzata la meridiana in Piazza S. Pietro. Dopo alcuni anni si tornò ad applicare l&#8217;ora francese che prevede la suddivisione del giorno in 24 parti uguali a partire dalla mezzanotte, questo provocò parecchi disagi alla popolazione. Per ovviare alla situazione alcune città fecero costruire meridiane con i due tipi di orari comparati. </p>
<p>Tra il 1883 e il 1884 con due congressi a Roma e Washinton, venne stabilita la divisione del globo terrestre in 24 fusi. Greenwich per il suo famoso osservatorio, divenne meridiano di riferimento. L&#8217;Italia prende come tempo medio il primo meridiano ad est dopo quello di greenwich che passa esattamente sopra l&#8217;Etna, per questo motivo viene definito Etneo. Nel XX secolo con la comparsa di orologi di precisione, la gnomonica perse importanza.  Se oggi è ancora in vita lo si deve all&#8217;interesse di studiosi di tutto il mondo.</p>
<p><em>Marco Parravicini</em> di <a href="http://www.gioielleriaparravicini.it" title="Vendita Orologi e Gioielli" target="_blank">Gioielleria Parravicini Varese</a>.</p>
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		<title>Il Punzone di Ginevra</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 08:54:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Riconoscimento sicuramente tra i più prestigiosi al mondo di cui un orologio possa fregiarsi, il &#8220;Punzone di Ginevra&#8221; richiede però alcune particolari caratteristiche: • Le parti in acciaio devono avere gli angoli lucidati, i lati ètirè, le superfici visibili levigate, le teste delle viti lucidate, le scanalature e gli orli smussati. • Tutto il movimento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riconoscimento sicuramente tra i più prestigiosi al mondo di cui un orologio possa fregiarsi, il &#8220;Punzone di Ginevra&#8221; richiede però alcune particolari caratteristiche:</p>
<p>•	Le parti in acciaio devono avere gli angoli lucidati, i lati ètirè, le superfici visibili levigate, le teste delle viti lucidate, le scanalature e gli orli smussati.<br />
•	Tutto il movimento dev&#8217;essere fornito di rubini con fori lucidati.<br />
•	La spirale dev&#8217;essere fissata da una piastra scanalata con pitone a testa e collo arrotondati.<br />
•	La racchetta di regolazione è ammessa, a eccezione dei calibri extra-piatti.<br />
•	I sistemi di regolazione con bilanciere a raggio di rotazione variabile sono ammessi.<br />
•	Le ruote del treno del tempo devono essere smussate sopra e sotto e avere bordi lucidati.<br />
•	La tige e le superfici dei pignoni devono essere lucidate.<br />
•	La ruota di scappamento deve essere leggera, le superfici di riposo devono essere lucidate.<br />
•	Le delimitazioni dell&#8217;angolo percorso dall&#8217;ancora devono essere realizzate con due paracolpi fissi, senza copiglie o perni.<br />
•	I movimenti forniti di sistemi antiurto sono accettati.<br />
•	il rocchetto e la ruota a corona devono essere realizzati conformemente ai modelli depositati.<br />
•	Le molle a filo non sono ammesse.</p>
<p><span id="more-6109"></span></p>
<p>Instituito legalmente il 6 novembre del 1886 il &#8220;bureau de contrôle facultatif des montres de Genève&#8221; è stato probabilmente il primo esempio di organo di controllo della qualità e della provenienza degli orologi svizzeri, infatti già allora era frequente la pratica della contraffazione o comunque dell&#8217;utilizzo fraudolento della provenienza degli orologi. Gli orologiai della zona di Ginevra, dove l&#8217;orologeria all&#8217;inizio del XVII secolo era già industria florida, addirittura già nel 1601 decisero di unirsi in corporazione creando degli statuti appositi. </p>
<p>La corporazioni prevedevano serie regole di entrata ed appartenenza, come il periodo da 1 a 4 anni per la formazione dell&#8217;apprendista artigiano per l&#8217;entrata di diritto al titolo di &#8220;maîtrise&#8221; e dopo essere stato giudicato degno d&#8217;essere ammesso nella corporazione questi veniva autorizzato ad eseguire un &#8220;chef d&#8217;oeuvre&#8221;. Queste severe norme di autoregolamentazione sono state alla base del futuro successo mondiale dell&#8217;orologeria svizzera. Le corporazioni e maîtrises vennero abolite nel 1795. Questo periodo di &#8220;buco&#8221; nell&#8217;autoregolamentazione permise ad alcuni fabbricanti di fare un uso improprio del nome di Ginevra, utilizzando incisioni &#8220;arbitrarie&#8221; su orologi fabbricati altrove e sfruttando dunque il nome di &#8220;Ginevra&#8221; a scopi pubblicitari. </p>
<p>La risposta a questa situazione venne data con la creazione della Société des Horlogers, fondata nel 1873 che comunque non affrontò con sollecitudine immediata il problema ma diede le basi alla creazione di organismi preposti al &#8220;controllo degli orologi&#8221;, dando seguito alle preghiere di molti orologiai che chiedevano a &#8220;Ginevra&#8221; la certificazione dell&#8217;autenticità e della provenienza delle creazioni dando agli acquirenti ed ai produttori delle garanzie e degli strumenti di ricorso sanciti legalmente. Il &#8220;punzone di Ginevra&#8221; concesso appunto dal &#8220;bureau de contrôle facultatif des montres de Genève&#8221; è ed è stato un riconoscimento molto importante nell&#8217;alta orologeria elvetica, già da solo è simbolo di alta cura costruttiva e prestigio. Non sono molte le manifattura che possono di diritto &#8220;sfoggiarlo&#8221; nei loro calibri.</p>
<p>Articolo di <em>Marco Parravicini</em> della <a href="http://www.gioielleriaparravicini.it" title="Orologi &#038; Gioielli" target="_blank"><u>Gioielleria Parravicini</u></a> di Varese.</p>
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		<title>L&#8217;orologio atomico &#8211; seconda parte -</title>
		<link>http://www.ilblogdegliorologi.com/notizie/lorologio-atomico-seconda-parte/</link>
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		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 07:56:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vediamo ora in modo semplice e breve il funzionamento di queste macchine quasi perfette. Gli orologi atomici a maser utilizzano una cavità risonante contenente un gas ionizzato. Solitamente è usato il cesio perché questo è alla base della definizione del secondo come 9.192.631.770 cicli della radiazione corrispondente alla transizione tra due specifici livelli energetici dello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vediamo ora in modo semplice e breve il funzionamento di queste macchine quasi perfette. Gli orologi atomici a maser utilizzano una cavità risonante contenente un gas ionizzato. Solitamente è usato il cesio perché questo è alla base della definizione del secondo come 9.192.631.770 cicli della radiazione corrispondente alla transizione tra due specifici livelli energetici dello stato fondamentale dell&#8217;atomo di questo elemento. </p>
<p>Questo fa dell&#8217;oscillatore al cesio, come è a volte chiamato l&#8217;orologio atomico, lo standard primario per le misure di tempo e frequenza. Altre grandezze fisiche come il volt ed il metro sono definite chiamando in causa il secondo come grandezza fondamentale. Il cuore di un orologio atomico è costituito oltre che dalla cavità a microonde già accennata, da un oscillatore/trasmettitore radio sintonizzabile ed un anello di retroazione (un servosistema) che regola la frequenza dell&#8217;oscillatore esattamente alla frequenza a cui si ha la risonanza per il particolare tipo atomico contenuto nella cavità. Il trasmettitore riempie la cavità con onde stazionarie; quando la frequenza coincide con la frequenza di risonanza del gas, gli elettroni degli atomi assorbono le onde radio e saltano al livello energetico superiore. </p>
<p>Tornando al livello originario riemettono sotto forma di luce l&#8217;energia precedentemente assorbita.<br />
Se la frequenza di pompaggio si discosta dal valore di risonanza, l&#8217;intensità della luce prodotta diminuisce. Una fotocellula rileva quindi la variazione ed un circuito corregge la frequenza nella direzione di riportare l&#8217;intensità luminosa al valore massimo. Il modo in cui questo processo di retroazione opera è naturalmente più complesso, in quanto deve anche sopprimere effetti indesiderati quali la frequenze di altri livelli elettronici o distorsioni nelle transizioni, variazione della temperatura ecc.</p>
<p><span id="more-6055"></span></p>
<p>Per esempio la frequenza delle onde radio può essere modulata sinusoidalmente in modo che la luminosità alla fotocellula abbia un andamento similmente variabile. Questo segnale può essere poi utilizzato per controllare la deriva a lungo termine della frequenza. Il risultato è quello di fare oscillare (entro un certo margine di errore) il generatore di microonde secondo le precisissime caratteristiche quantistiche del cesio. Quando il sistema viene acceso è necessario un certo tempo affinché vada a regime e il dato prodotto sia affidabile. </p>
<p>Infine un contatore conta i cicli della frequenza originale e li comunica ad un computer, il quale li presenta in forma numerica oppure li trasmette via radio o via Internet. Esistono diverse varianti a questa configurazione. Gli orologi al rubidio hanno un basso costo, un limitato ingombro (i modelli commerciali occupano un volume di 400 cm3) e buona stabilità termica a breve termine. Sono usati in applicazioni commerciali e nell&#8217;industria aerospaziale. I maser ad idrogeno (costruiti in particolare in Russia) hanno una stabilità a breve termine migliore di altri sistemi ma minore accuratezza a lungo termine. Spesso uno standard è utilizzato per correggerne un altro. Per esempio in alcune applicazioni commerciali è impiegato un oscillatore al rubidio asservito ad un ricevitore Global Positioning System. </p>
<p>Questo metodo permette di raggiungere una buona accuratezza a breve termine assieme ad una stabilità a lungo termine riferibile al tempo standard degli Stati Uniti (dal cui governo è amministrato il GPS). Di importanza pratica è anche la durata di vita di un riferimento standard. I moderni tubi maser al rubidio durano oltre dieci anni e hanno un costo di circa 50€. I tubi al cesio utilizzati dagli uffici metrologici nazionali hanno una durata di circa sette anni e costano oltre 30.000€. </p>
<p>I sistemi ad idrogeno hanno una durata limitata dal rapporto tra la quantità d&#8217;idrogeno accumulata (tipicamente in bombole con idride all&#8217;interno) e quella consumata per unità di tempo. Il migliore sistema attualmente sviluppato impiega ioni di mercurio. È stato creato al NIST che sfrutta un laser con impulso di un femtosecondo. Ha una precisione di 5 ordini di grandezza in più rispetto agli orologi al cesio. I suoi progettisti dicono che potrebbe sbagliare di un secondo &#8220;dopo 4,5 miliardi di anni&#8221;.</p>
<p>Articolo di <em>Marco Parravicini</em> di <strong>Gioielleria Parravicini</strong>: <a title="Il sito di Gioielleria Parravicini" href="http://www.gioielleriaparravicini.it" target="_blank"><u>vendita On Line Orologi &#038; Gioielli</u></a>.</p>
<p><a href="http://www.ilblogdegliorologi.com/notizie/scienza-e-tempo-lorologio-atomico-prima-parte/" title="Prima Parte" target="_blank"><u>Prima parte dell&#8217;articolo dedicato all&#8217;orologio atomico</u></a>.</p>
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		<title>Scienza e tempo &#8211; l&#8217;orologio atomico PRIMA PARTE</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 13:25:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi piace sempre di più scrivere posts culturali riguardanti la la scienza e il tempo che hanno camminato fianco a fianco, l’una asservita al secondo e viceversa, in un continuo di fittissimi rapporti, anche oggi non vi &#8220;parlerò&#8221; di nuovi modelli di orologi ma&#8230; dell&#8217;orologio atomico un tipo di orologio in cui la base del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi piace sempre di più scrivere posts culturali riguardanti la la scienza e il tempo che hanno camminato fianco a fianco, l’una asservita al secondo e viceversa, in un continuo di fittissimi rapporti, anche oggi non vi &#8220;parlerò&#8221; di nuovi modelli di <a href="http://www.gioielleriaparravicini.it" target="_blank"><u>orologi</u></a> ma&#8230; dell&#8217;<strong>orologio atomico</strong> un tipo di orologio in cui la base del tempo è determinata dalla frequenza di risonanza di un atomo. I primi orologi atomici erano semplici maser integrati da opportuni sistemi di rilevamento. </p>
<p>Al giorno d&#8217;oggi i migliori orologi per la determinazione del tempo standard si basano su princìpi fisici più complessi implicanti l&#8217;uso di atomi freddi e fontane di atomi.<br />
Gli istituti di metrologia mantengono il tempo standard con una accuratezza di 10-9 secondi al giorno ed una precisione pari a quella della frequenza del trasmettitore radio utilizzato per &#8220;pompare&#8221; il maser. Su questa base viene mantenuta una scala del tempo stabile e continua: il Tempo Atomico Internazionale (<strong>International Atomic Time</strong>). </p>
<p><span id="more-6050"></span></p>
<p>Per il computo del tempo civile viene utilizzata una scala diversa, il Tempo Coordinato Universale (Coordinated Universal Time &#8211; UTC). Il secondo deriva dal primo ma è sincronizzato con il tempo astronomico scandito dalla rotazione terrestre. Il primo orologio atomico sperimentale fu costruito nel 1949 ed installato presso il National Bureau of Standards negli Stati Uniti. Il primo modello sufficientemente accurato, basato su transizioni di livelli energetici nell&#8217;atomo di cesio, fu costruito nel 1955 da Louis Essen al National Physical Laboratory in Gran Bretagna. Fu installato presso l&#8217;osservatorio di Greenwich a Londra.</p>
<p>L&#8217;uso di questi orologi ha portato nel 1967 alla definizione del secondo sulla base del tempo atomico. Dal 1972 (data dell&#8217;introduzione del &#8220;tempo atomico&#8221;) al 1999 sono stati aggiunti complessivamente al &#8220;tempo terrestre&#8221; 22 secondi. Nell&#8217;agosto 2004 scienziati del National Institute of Standards and Technology hanno presentato un prototipo sperimentale di orologio atomico integrato su di un chip. Gli autori ritengono che questo dispositivo abbia dimensioni pari ad un centesimo di quelle del più piccolo orologio atomico precedente. Richiederebbe inoltre solamente 75 milliwatt di potenza elettrica per funzionare, rendendolo così impiegabile in dispositivi portatili a batteria. </p>
<p>Per ora è preferibile utilizzare orologi radiocontrollati, con cui è possibile ricevere il segnale orario prodotto con orologi atomici in modo economico e pratico.</p>
<p>Seconda parte del post, dedicato all&#8217;<a href="http://www.ilblogdegliorologi.com/notizie/lorologio-atomico-seconda-parte/">orologio atomico</a>.</p>
<p><em>Marco Parravicini</em> di <a href="http://www.gioielleriaparravicini.it" target="_blank">Gioielleria Parravicini</a> Varese.</p>
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		<title>Watch Valley &#8211; La culla degli orologi</title>
		<link>http://www.ilblogdegliorologi.com/notizie/watch-valley-la-culla-degli-orologi/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 17:48:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi meglio di un Varesino che vive a pochi km dalla Svizzera poteva scrivere un articolo dedicato al Watch Valley ? Percorrendo l’arco montano del Giura, nel tratto Ginevra Basilea, ci si imbatte in questa valle la Watch Valley appunto; un itinerario di oltre 200 chilometri nel tempo alla scoperta della valle degli orologi dove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi meglio di un Varesino che vive a pochi km dalla Svizzera poteva scrivere un articolo dedicato al <strong>Watch Valley</strong> ? <img src='http://www.ilblogdegliorologi.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Percorrendo l’arco montano del Giura, nel tratto Ginevra Basilea, ci si imbatte in questa valle la Watch Valley appunto; un itinerario di oltre 200 chilometri nel tempo alla scoperta della valle degli orologi dove si trovano oltre 28 musei e 173 aziende di antica tradizione, fra vallate e piccoli borghi che ruotano intorno a questo oggetto.</p>
<p>Lo stereotipo della Svizzera, si sa, è legato alle montagne, le mucche, i soldi, le banche, la cioccolata e, ovviamente, gli orologi che richiamano all’identità elvetica in tutto il mondo. Se dal XV secolo Ginevra fu il centro dell’orologeria nel Paese, oggi la maggior parte delle imprese si sono spostate lungo i 200 chilometri che coprono l’arco del Giura, da Ginevra verso Basilea dove ancora oggi oltre il 50% della produzione mondiale, almeno di alcuni componenti, avviene qui. </p>
<p>Neuchatel, Giura, Giura Bernese e Vodese e Bienne Seeland sono le regioni che si presentano come una sola identità, con un patrimonio culturale ed architettonico di rilievo ed una natura intatta, legate dal fil rouge del tic tac degli orologi lungo 38 tappe. A pendolo, da taschino, da polso o da tavolo, semplici o lavorati, automatici ma non a cucù perché in realtà quasto tipo di orologio è tedesco e non svizzero. Comunque ce n’è per tutti i gusti nell’unico museo internazionale dell’orologeria di La Chaux de Fonds, una cittadina ricostruita dopo un incendio devastante, nell’800, e che sembra forgiata dall’industria orologeria.</p>
<p><span id="more-6032"></span></p>
<p>Un grande carillon perfettamente funzionante, vera e propria opera d’arte, scandisce i quarti di ora con l’utilizzo di colore, luci e suoni ed accoglie i visitatori all’esterno del Museo. L’interno, attraverso i tremila oggetti esposti, ripercorre la storia degli orologi dalla scoperta della molla nel XV secolo all’applicazione del pendolo per regolare il tempo fino all’avvento del quarzo e dell’orologio atomico nel corso del XX secolo. </p>
<p>Gli atelier dei grandi nomi non mancano così come i musei. Ce ne sono 28 nella Valle degli orologi mentre 173 (su un totale nel Paese di 214) sono le industrie orologiaie nell’area. Fra i più originali quello di Baud a L’Auberson, con oltre 60 pezzi costruiti a mano fra il 1750 e il 1940, una esposizione di automi, grammofoni e casse di risonanza per la musica.</p>
<p>Da segnalare anche il museo dedicato alle curiosità a Puidoux, fondato da un appassionato di orologi, Roger Donzè e che con i suoi oltre tremila pezzi è uno dei più grandi musei privati del genere nel mondo. Fra gli oggetti più particolari un pendolo con un sistema di funzionamento della macchina del caffè o quello astronomico trovato nel mercato delle pulci di Ginevra e poi pezzi di grandi dimensioni o molto piccoli, come la miniatura del XVII secolo della cappella della cattedrale di Monaco, le ore suonano grazie a una biglia che avvia il carillon e risale poi con una sorta di cremagliera. Geniale!</p>
<p>Marco Parravicini; <a href="Percorrendo l’arco montano del Giura, nel tratto Ginevra Basilea, ci si imbatte nella Watch Valley, un itinerario di oltre 200 chilometri nel tempo alla scoperta della valle degli orologi dove si trovano oltre 28 musei e 173 aziende di antica tradizione, fra vallate e piccoli borghi che ruotano intorno a questo oggetto. Lo stereotipo della Svizzera, si sa, è legato alle montagne, le mucche, i soldi, le banche, la cioccolata e, ovviamente, gli orologi che richiamano all’identità elvetica in tutto il mondo. Se dal XV secolo Ginevra fu il centro dell’orologeria nel Paese, oggi la maggior parte delle imprese si sono spostate lungo i 200 chilometri che coprono l’arco del Giura, da Ginevra verso Basilea dove ancora oggi oltre il 50% della produzione mondiale, almeno di alcuni componenti, avviene qui.  Neuchatel, Giura, Giura Bernese e Vodese e Bienne Seeland sono le regioni che si presentano come una sola identità, con un patrimonio culturale ed architettonico di rilievo ed una natura intatta, legate dal fil rouge del tic tac degli orologi lungo 38 tappe. A pendolo, da taschino, da polso o da tavolo, semplici o lavorati, automatici ma non a cucù perché in realtà quasto tipo di orologio è tedesco e non svizzero. Comunque ce n’è per tutti i gusti nell’unico museo internazionale dell’orologeria di La Chaux de Fonds, una cittadina ricostruita dopo un incendio devastante, nell’800, e che sembra forgiata dall’industria orologeria. Un grande carillon perfettamente funzionante, vera e propria opera d’arte, scandisce i quarti di ora con l’utilizzo di colore, luci e suoni ed accoglie i visitatori all’esterno del Museo. L’interno, attraverso i tremila oggetti esposti, ripercorre la storia degli orologi dalla scoperta della molla nel XV secolo all’applicazione del pendolo per regolare il tempo fino all’avvento del quarzo e dell’orologio atomico nel corso del XX secolo.  Gli atelier dei grandi nomi non mancano così come i musei. Ce ne sono 28 nella Valle degli orologi mentre 173 (su un totale nel Paese di 214) sono le industrie orologiaie nell’area. Fra i più originali quello di Baud a L’Auberson, con oltre 60 pezzi costruiti a mano fra il 1750 e il 1940, una esposizione di automi, grammofoni e casse di risonanza per la musica. Da segnalare anche il museo dedicato alle curiosità a Puidoux, fondato da un appassionato di orologi, Roger Donzè e che con i suoi oltre tremila pezzi è uno dei più grandi musei privati del genere nel mondo. Fra gli oggetti più particolari un pendolo con un sistema di funzionamento della macchina del caffè o quello astronomico trovato nel mercato delle pulci di Ginevra e poi pezzi di grandi dimensioni o molto piccoli, come la miniatura del XVII secolo della cappella della cattedrale di Monaco, le ore suonano grazie a una biglia che avvia il carillon e risale poi con una sorta di cremagliera. Geniale!</p>
<p>Marco Parravicini: <a title="Il sito Ufficiale" href="http://www.gioielleriaparravicini.it" target="_blank"><u>Gioielleria Parravicini Varese</u></a>.</p>
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		<title>Museo dell&#8217;orologio di Pesariis di Prato Carnico</title>
		<link>http://www.ilblogdegliorologi.com/notizie/museo-dellorologio-di-pesariis-di-prato-carnico/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 Nov 2011 08:58:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Sicuramente pochi tra i lettori sapranno che in Carnia (e precisamente a Pesariis nella alta valle di san Canciano o Pesarina) si trova, fin dal 1995, un Museo dell’Orologio, ricavato da un antico fienile riattato per accogliere antichi cimeli e nuovissime elaborazioni elettroniche. Perché mai un Museo del Tempo in uno sperduto (seppure splendido) villaggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sicuramente pochi tra i lettori sapranno che in Carnia (e precisamente a Pesariis nella alta valle di san Canciano o Pesarina) si trova, fin dal 1995, un Museo dell’Orologio, ricavato da un antico fienile riattato per accogliere antichi cimeli e nuovissime elaborazioni elettroniche. </p>
<p>Perché mai un Museo del Tempo in uno sperduto (seppure splendido) villaggio dell’Alta Carnia? La risposta è fin troppo banale: esiste in Pesariis, documentata fin dal 1600, una produzione artigianale di orologi domestici e da torre iniziata da intraprendenti pionieri emigranti-cramârs, che avevano appreso quest’arte nelle regioni della Foresta Nera di Germania e l’avevano poi trapiantata nel villaggio carnico della Val Pesarina. </p>
<p>Successivamente la produzione di orologi (da torre e familiari) crebbe nel tempo fino a che nel 1725, per opera di due fratelli Solari, venne fondata la Fabbrica di Orologi SOLARI, per la produzione industriale di queste macchine del tempo, ancora oggi funzionante con centri di produzione in Pesariis e a Udine. </p>
<p>La vocazione orologiaia dunque della Val Pesarina ha una storia antica che continua anche oggi, seppure diversificata e al passo con i tempi: basti pensare che i tabelloni indicatori di partenze e arrivi in stazioni ferroviarie ed aeroporti sono tutti di produzione SOLARI! Il Museo Dell’Orologio dunque trova la sua naturale sede nella capitale dell’orologio: Pesariis. </p>
<p><span id="more-6018"></span><br />
L’ampia sala a pianterreno accoglie gli orologi meccanici (da torre, da campanile, familiari), che fecero la storia del tempo fino pochi decenni fa, quando furono soppianti dagli strumenti elettrici ed elettronici (i cui esemplari sono peraltro esposti alla sala superiore del Museo). Ovviamente i pezzi che suscitano il maggior interesse e la curiosità sono proprio quelli meccanici (oggi non più in costruzione) i cui esemplari conservano sempre il fascino e l’attrazione del mistero e del complicato. </p>
<p>Osservare tutti quegli ingranaggi, quelle pulegge, quelle serpentine racchiuse nelle diverse macchine, desta singolare stupore. Una visita dunque al Museo dell’Orologio di Pesariis è d’obbligo per chi si trova in Carnia; questo singolare Museo occupa, nella rete museale di Carnia, un posto di assoluto rilievo, sia per la storia che racchiude e racconta sia per l’aspetto più propriamente scientifico legato all’orologio.</p>
<p><em>Articolo di Marco Parravicini</em>: <a href="http://www.gioielleriaparravicini.it" target="_blank">Gioielleria Parravicini Varese</a>.</p>
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		<title>Nasce una nuova community dedicata la marchio di Orologi Timex</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 14:10:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Annuncio con piacere che dopo il lancio delle community dedicate a Casio, Tissot e Sector Orologi, da pochi giorni è on line Il Mio Orologio Timex; un nuovissimo progetto di Limbiati Orologeria dedicato alle novità riguardanti uno dei marchi storici dell&#8217;orologeria Statunitense. Dopo tanti anni Timex continua infatti ad essere un importante punto di riferimento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Annuncio con piacere che dopo il lancio delle community dedicate a <em>Casio, Tissot e Sector Orologi</em>, da pochi giorni è on line <strong>Il Mio Orologio Timex</strong>; un nuovissimo progetto di <em>Limbiati Orologeria</em> dedicato alle novità riguardanti uno dei marchi storici dell&#8217;orologeria Statunitense.</p>
<p>Dopo tanti anni Timex continua infatti ad essere un importante punto di riferimento nel segmento degli orologi di stampo tecnologico.<br />
<em>Marco Limbiati</em> che conosco bene per la collaborazione che ci lega da anni con il blog degli orologi mi ha confessato di essere “certo” di riuscire a ripetere il successo avuto con gli altri marchi che fanno parte del network il mio orologio.</p>
<p><img src="http://www.ilblogdegliorologi.com/immagini/immagine-orologio-timex.jpg" alt="Orologi Timex - Nasce Il Mio Orologio Timex" /></p>
<p>Del resto la sua fiducia si basa soprattutto sui continui risultati ottenuti dal marchio <a href="http://www.ilmioorologiotimex.it/" title="Il Mio Orologio Timex" target="_blank"><u>Timex</u></a>; come non ricordarsi, per esempio nel 1980, quando fu l’unico marchio che riuscì a sopravvivere al terremoto provocato dalla tecnologia digitale e alla battaglia dei prezzi che ne fece seguito.</p>
<p>Timex è il sesto marchio che entra a far parte del network &#8220;ilmiorologio&#8221;, preceduto da Casio, Tissot, Sector, Tag Heuer, e Longines – questi ultimi gestiti da <em>Enrico Cannoletta</em> dell’omonima orologeria Sanremese.</p>
<p>Come sempre , il principale obiettivo che si è posto Limbiati è di far conoscere diffusamente anche questi orologi, che personalmente ritengo unici e innovativi, attraverso la presentazione delle novità e il confronto quotidiano con i consumatori finali. </p>
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		<title>Praga la torre dell&#8217;orologio</title>
		<link>http://www.ilblogdegliorologi.com/notizie/praga-la-torre-dellorologio/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 16:49:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tappa irrinunciabile per ogni turista e meta tra le più fotografate della città di Praga risulta essere, grandiosa ed imponente, la Torre dell’Orologio. Alta quasi 70 metri, è compresa nel vasto insieme di costruzioni che costituiscono il Municipio di Starè Mèsto. Voluta da Giovanni di Lussemburgo nel 1338, la sede municipale è stata più volte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tappa irrinunciabile per ogni turista e meta tra le più fotografate della città di Praga risulta essere, grandiosa ed imponente, <strong>la Torre dell’Orologio.<br />
</strong><br />
Alta quasi 70 metri, è compresa nel vasto insieme di costruzioni che costituiscono il Municipio di Starè Mèsto. Voluta da Giovanni di Lussemburgo nel 1338, la sede municipale è stata più volte ampliata.<br />
Oggi, al suo interno, è allestita una galleria d’arte. Nella parte superiore della Torre attira l’attenzione dei turisti il famoso Orologio astronomico.</p>
<p><img src="http://www.ilblogdegliorologi.com/immagini/Torre-di-Praga.JPG" alt="Torre Orologio Praga" /></p>
<p>Progettato nel 1410 da Mikulàs di Kadane, abile orologiaio, venne perfezionato nel 1490 dall’artigiano Hanùs di Rùze. Secondo la leggenda, al termine dei lavori, Hanùs fu accecato per evitare che ripetesse la sua opera altrove. Inizialmente l’orologio non aveva lo scopo di calcolare le ore, ma di descrivere le orbite del sole e della luna intorno alla terra. Nel XV secolo si pensava che quest’ultima fosse ferma al centro dell’universo con gli altri pianeti che le giravano intorno.</p>
<p>Fu solo nel 1866 che Josef Manès realizzò un sistema di lancette per il grande quadrante azzurro.<br />
Ai bordi dell’orologio quattro figure simboleggiano le preoccupazioni dell’uomo medievale:<br />
la Vanità, la Cupidigia, la Morte e il Turco (la lussuria). Mentre quelle sottostanti riproducono l’Angelo, il Filosofo, l’Astronomo e il Redattore. Allo scoccare di ogni ora, dalle 8 alle 21, le figure si animano e danno vita ad una rappresentazione. La Morte, impersonata da uno scheletro, suona una campana e capovolge la clessidra che tiene nella mano sinistra. Dalle due porticine sovrastanti il quadrante maggiore appare un corteo di Apostoli (guidati da San Paolo), che chinano il capo verso il pubblico e rientrano. Fa la sua comparsa il Turco, che scuote la testa come a volersi sottrarre alla morte. </p>
<p>Allora il Gallo sbatte le ali e canta e l’orologio batte le ore, segnando così la fine dello spettacolo. Veramente un capolavoro ed uno spettacolo nello spettacolo.</p>
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		<title>L&#8217;industria Orologiera: I grandi movimenti da torre</title>
		<link>http://www.ilblogdegliorologi.com/notizie/lindustria-orologiera-i-grandi-movimenti-da-torre/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 07:43:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Con l’avvento dell’orologio, trampolino di lancio per una nuova visione e percezione del tempo, si avvia un nuovo processo di invenzioni, a cui molti hanno contribuito con i più originali e geniali contributi. L’orologio di cui si va qui trattando è quello meccanico, da distinguere rispetto ad altri strumenti per la misurazione del tempo quali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con l’avvento dell’orologio, trampolino di lancio per una nuova visione e percezione del tempo, si avvia un nuovo processo di invenzioni, a cui molti hanno contribuito con i più originali e geniali contributi.<br />
L’orologio di cui si va qui trattando è quello meccanico, da distinguere rispetto ad altri strumenti per la misurazione del tempo quali la clessidra o la meridiana, giacché caratterizzato da un movimento d’orologeria autosufficiente che non dipende da elementi esterni quali la luce del giorno o la presenza di qualcuno che riavvii il travaso di sabbia. La messa a punto dell’orologio meccanico avviene durante la prima metà del secondo millennio dell’era cristiana, quando furono approntati i grandi meccanismi da torre che dall’alto dei campanili offrirono una visualizzazione a distanza del trascorrere delle ore ed un ritmo di vita, nell’esistenza di uomini e comunità, scandito dal profondo rintocco delle loro campane.</p>
<p><img src="http://www.ilblogdegliorologi.com/immagini/orologi-da-torre.jpg" alt="Movimento Orologi Da Torre" /></p>
<p>Tuttavia, il primo vero strumento ad orologeria meccanica, universalmente riconosciuto come autentico antenato dell’orologio, appare poco prima dell’anno mille nella forma dello ‘svegliatore monastico’, un congegno utilizzato in abbazie e conventi d’Europa come segna-tempo, al pari di una clessidra o di una meridiana, per segnalare, col battito di una campanella collegata, l’inizio dei momenti di preghiera e di lavoro. A differenza di clessidre e meridiane, però, lo svegliatore monastico è già un congegno indipendente e, per quanto rudimentale, interamente meccanizzato.</p>
<p><span id="more-5773"></span></p>
<p>Dopo l’anno mille si estese anche agli ambienti secolari l’esigenza di ritmare in maniera più regolare la vita sociale, e questo finì per produrre i grandi congegni orologiari da torre cui si accennava. Tra il 1250 e gli inizi del 1300 videro la luce gli orologi campanari delle cattedrali di Chartres e di Sens, in Francia; in Inghilterra quelli delle cattedrali di Exter, di Canterbury e di Saint Paul a Londra. In Italia il primato va alla chiesa di S. Eustorgio di Milano il cui orologio vide la luce nel 1306.</p>
<p>La loro struttura era composta da un poderoso ingranaggio, mosso dalla forza di trazione dei pesi, alloggiato all’interno di una grande ingabbiatura di ferro che veniva incassata nella struttura muraria della torre. L’essenziale del funzionamento era la trasformazione del moto continuo, garantito dalla gravità imposta dai pesi, in moto alternato; la qual cosa era ottenuta mediante un congegno tecnico detto a ‘scappamento’. L’essenziale di tale organismo meccanico, vincolato alla forza motrice dei pesi, rimase pressoché inalterato per secoli, ciò su cui invece ci si applicò maggiormente fu la miniaturizzazione delle dimensioni. La ricerca per una riduzione dell’ingombro permise di arrivare, intorno al ’400, ai primi orologi domestici, quelli che in Germania vengono detti ‘gotici’, e in Inghilterra ‘a lanterna’. Vincolati, come i loro fratelli maggiori, alla staticità, a causa dei pesi che dovevano lentamente ‘cadere’ verso terra, questi primi orologi domestici trovavano generalmente posto affissi inamovibilmente alle pareti di casa.</p>
<p><em>Marco Parravicini</em>, <a href="http://www.gioielleriaparravicini.it" title="Vendita On Line Orologi E Gioielli" target="_blank"><u>Gioielleria Parravicini Varese</u></a>.</p>
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