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Casio Pro-Trek PRW-2000T-7ER alla prova polso.

Autore: Fabio Dell'Orto | 4 novembre 2010

A distanza di più di un anno dalla sua presentazione (Basilea 2009), il PRW-2000 è tutt’ora il top dei Pro Trek della serie slim (escludendo, ovviamente, il recentissimo PRX-2000T, che rappresenta però un prodotto d’elite, non assimilabile al resto dei PT).

Il modello in mio possesso (ovviamente nella veste T,in titanio, che preferisco alla resina) presenta cassa in resina (di fronte) color titanio brunito e acciaio (fondello), pulsanti cromati (uno sul lato sinistro e tre sul lato destro, per l’azionamento rapido delle funzioni ABC), display incastonato in una cornice nera lucida/opaca e cinturino in titanio solido, con deplorante e chiusura di sicurezza con tanto di logo “Pro Trek” inciso.

Orologio Casio Pro-trek prw-2000T-7er

Una volta aperta la confezione di compensato (la stessa del PRW-1500, del PRG-240 e degli altri Pro Trek da un paio d’anni a questa parte), mi stupisco subito per le dimensioni (circa 50 mm) e l’estrema sottigliezza della cassa, sensibilmente più sottile addirittura di quella del PRW-1500.

Poi arriva la “prova polso” e, anche qui, sorpresa: il cinturino, ancorato alla cassa mediante anse diritte (come in orologi “normali”, ovvero senza attacco dedicato – il che ha il vantaggio di poter montare anche cinturini di terze parti, nonché in velcro, Nato e simili…) presenta due alette sotto le anse, che gli consentono di abbracciare perfettamente il polso senza farlo muovere, rendendolo quindi molto comodo e adatto a qualsiasi polso, anche non particolarmente grande.

Il display del PRW-2000, contrariamente a quanto ci aveva abituato Casio con i precedenti ABC della serie PT, è molto ampio e non è incassato né protetto da una ghiera, ma risulta a filo della cornice che lo circonda. Questa soluzione, seppur esteticamente renda l’orologio più sobrio, espone però il vetro (minerale ad alta resistenza) particolarmente esposto agli urti e ai graffi.

Appena indossato, nonostante il diametro, non trascurabile, e le generose dimensioni complessive della cassa, il PRW-2000T si rivela leggerissimo e al tempo stesso robusto (come tutti i PT in titanio, d’altra parte…). Unica nota negativa, appunto, il vetro dell’LCD a filo della cornice che, a mio parere, lo rende davvero troppo delicato (il vetro minerale si graffia abbastanza facilmente, secondo la mia personale esperienza; io preferisco gli orologi dotati di ghiera o con display un po’ incassato…).

Detto questo, veniamo al sodo, senza nemmeno dilungarci troppo sulle prestazioni, che sono del tutto simili a quelle del PRG-240 da me già testato. L’unica differenza che ho notato rispeto al fratellino non radio controllato di recente presentazione, è una maggiore sensibilità del barometro, che fornisce dati più accurati e visualizza un grafico (a punti) più dettagliato e preciso. Per il resto, i due modelli si equivalgono e risultano un po’ più performanti del PRW-1500 (che soffre di più dell’influenza della temperatura sulle letture di altimetro e barometro e, perciò, necessita di tarature più frequenti) e allo stesso livello del PRW-5000 (che dalla sua parte ha il Tough MVT, ma lo svantaggio dell’LCD lillipuziano…).

Il modulo implementato su questo modello è il 3172, dotato di un Duplex LCD “di seconda generazione” , alimentazione solare e radio controllo (multi band 6)
Anche in questo sensore a semiconduzione non è presente la funzione di compensazione della temperatura, quindi le letture di pressione atmosferica e altitudine verranno inevitabilmente influenzate dalla temperatura atmosferica. Il problema, che affligge quasi tutti gli orologi da outdoor di fascia bassa e media (quella in cui collocherei la maggior parte degli ABC in circolazione, a parte alcuni Suunto top di gamma), è parzialmente risolvibile tarando il sensore in base all’altitudine data da un GPS, prima di ogni utilizzo “tecnico” (escursione o quant’altro) e togliendo l’orologio dal polso quando si devono eseguire rilevazioni particolarmente precise. Personalmente, essendo abituato ai PT, non attribuisco tropo peso a questo aspetto, perché ciò che più mi interessa sono le letture di trend barometrici e di dislivelli, che non vengono praticamente inficiati da questo “difetto” del modulo ABC…

Il motivo che mi ha spinto all’acquisto di questo PRW-2000T, nonostante possegga già il PRW-1500T, il PRW-5000T e il neonato PRG-240T è il display, a mio parere bellissimo…Si tratta di un Duplex LCD, a tre strati, con matrice di punti nella parte superiore (per la visualizzazione dei grafici dei trend, nella “finestrella” rettangolare in alto a sinistra) e le classiche sbarrette nella zona centrale e inferiore, per la visualizzazione delle cifre. Il contrasto è molto elevato e le informazioni riportate sul display sono chiaramente leggibili in ogni condizione (merito anche dell’auto-illuminazione azzurra, che si attiva quando la luce ambientale è scarsa), il che rende il PRW-2000 un ottimo compagno di viaggio (molto più pratico del PRW-1500, che a confronto ha un display molto più piccolo).
L’effetto del Duplex LCD di nuova generazione dona a all’orologio un fascino particolare (oltre a richiamare i PT del passato, a cui sono molto legato) e, non da meno, facilita la rapida lettura non solo della bussola, ma anche del barometro e dell’altimetro. Infatti, azionando “Baro” o “Alti” il Duplex si attiva proiettando un raggio blu che, toccando la cornice del display (dotata di scala da -10 a +10) fornisce un immediata lettura del trend in ascesa/discesa e della pressione atmosferica. Questa caratteristica (assente nei precedenti PT con o senza Duplex LCD) è a mio parere utilissima, quando si vuole dare una rapida occhiata alle funzioni ABC, senza la necessità di leggere un numero…

Per quanto riguarda le funzioni “classiche” di orologio, come sempre, non mi dilungherei, in quanto sono le già note cinque sveglie, segnale orario, timer (1/1 min 24 h), chrono (24 h) e doppio fuso orario.
Da citare, invece, l’introduzione dell’ora di alba/tramonto (in base alla latitudine/longitudine, da settare), oltre al già rodato radio-controllo (ricezione del segnale da 6 stazioni mondiali). Mi limito solo a sottolineare la precisione della sincronizzazione dell’ora, che avviene puntualmente tutte le notti, anche in zone poco esposte, dove altri modelli faticano a sincronizzarsi.

Concludo dando anche a questo PT un giudizio tutto sommato positivo (e non potrebbe essere altrimenti, data – purtroppo? – la somiglianza con altri PT già in mio possesso), ma riservandomi un paio di osservazioni personali.
La cassa in resina è di una tonalità di grigio sensibilmente più scura rispetto al cinturino in titanio, il che rende l’abbinamento meno armonico rispetto ad altri PT. Inoltre la cornice attorno al display, anch’essa scura, contribuisce ad incupire ulteriormente l’estetica del PRW-2000T (avrei preferito una cornice cromata chiara, come sulla versione in resina, che sarebbe stata perfettamente in tinta anche con il bracciale). Un’ultima nota va al quadrante, il cui sfondo presenta delle righe orizzontali verde acqua che delimitano la zona superiore, centrale e inferiore; da un mio modesto punto di vista peggiorano l’estetica e risultano praticamente inutili, perciò le avrei decisamente evitate (infatti sul PRG-240 non ci sono, pur essendo il layout dei due display praticamente identico), rendendo così il display più chiaro e sobrio.

Casio Pro-Trek PRW-2000T-7ER alla prova polso è un articolo di Marco Paolillo.

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