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Casio G-Shock GX-56. Anabolizzato e vestito da Mudman.

Autore: Fabio Dell'Orto | 29 ottobre 2010

Prendete un GW-5600-1V, il classico e leggendario G-Shock che ha entusiasmato per anni (e tutt’ora fa breccia nel cuore di nostalgici e appassionati cultori di GShock), anabolizzatelo e vestitelo come un Mudman…ecco bello e pronto il nuovo GX-56.

Venduto nella consueta scatola in latta con tanto di logo “G” sul coperchio, come tutti i G-Shock che si rispettino, questo GX-56 colpisce immediatamente per le dimensioni davvero importanti (55,5 x 53,6 x 17,5 mm) che, obiettivamente, non sono letteralmente “per tutti i polsi”…

Orologio CAsio G-Shock GX 56

La forma squadrata della cassa richiama quella dei GShock più tradizionali (vedi GW-5XXX & Co.), caratterizzata da una cornice esterna che crea uno spessore in grado di preservare dagli urti l’ampio display digitale (in negativo) montato sotto un vetro minerale ad alta resistenza.

I pulsanti, ai quattro angoli della cassa, sono in plastica gommata rossa, di generose dimensioni, e fatti per resistere alla penetrazione dello sporco (da qui la dicitura “Mud Resist” serigrafata sul cinturino). Proprio per questa loro caratteristica i pulsanti risultano un po’ più duri del normale alla pressione (ma col tempo ci si abitua e si ammorbidiscono anche un poco) e, di conseguenza, meno comodi da utilizzare, rispetto ai normali GS.

Il fondo della cassa (in acciaio, fissato con le consuete quattro viti agli angoli) è ulteriormente protetto da una cornice in resina rossa, in tinta con i pulsanti. La solida corazza del GX-56 gli conferisce, meritatamente, la certificazione ISO 2281 di impermeabilità fino a 20 bar / 200 metri.

Al polso l’orologio sembra ancora più grande e massiccio di quanto effettivamente non sia. Il peso (circa 90 g) è, tutto sommato, contenuto, quindi non crea particolari problemi a chi ama avere al polso orologi oversize ma non eccessivamente pesanti. Nonostante la morbidezza (e la buona qualità della resina), il cinturino (con doppia foratura per l’ardiglione), che ben avvolge il polso, non è il massimo della comodità per polsi di piccola taglia…viceversa, per i polsi di misure più importanti, il cinturino fascerà alla perfezione, facendo calzare a pennello l’orologio (merito della forma della cassa e delle anse, che tendono ad abbracciare il polso).

Le funzioni del GX-56 sono le classiche a cui ci ha abituato Casio con i suoi GS più “semplici”, ovvero non dedicati a particolari attività (vedi GW-9200 e simili). Oltre alle funzioni di ora, cito il doppio fuso, l’allarme (5 in totale), il cronometro (1/100, 24 h), il timer conto alla rovescia (1/1 min, 24 h), il segnale orario (chime) e la possibilità di attivare la retroilluminazione automatica (che si attiva alla torsione del polso).

La prima cosa che salta all’occhio quando si tocca con mano questo modello, a parte le dimensioni XXL, è il display in negativo, anch’esso relativamente ampio.
Nonostante non sia un amante dei display negativi, per questioni di leggibilità, devo dire che quello del GX-56 se la cava bene alla “prova leggibilità”, risultando sufficientemente contrastato da risultare leggibile anche in condizioni di scarsa luminosità ambientale. Ad aumentare la leggibilità concorrono senz’altro i caratteri dell’LCD, che hanno dimensioni sufficientemente grandi. Per migliorare la leggibilità, comunque, consiglio di tenere attivata la funzione di auto illuminazione, che retro illumina di un bel blu intenso i numeri e i caratteri della matrice, permettendo una visione ottimale in ogni condizione.

Concludendo, questo GS mi ha colpito, oltre che per le esagerate dimensioni (onestamente me lo immaginavo un po’ meno “bold”!), per la sua robustezza e per il display LCD, che nonostante sia negativo, risulta tutto sommato ben leggibile anche in condizioni di scarsa luminosità.

Per contro, devo ammettere di essere rimasto un po’ deluso da un paio di aspetti…Primo, i pulsanti: troppo duri da premere e, di conseguenza, scarsamente responsivi e precisi; secondo: il cinturino, che (forse anche a causa delle dimensioni della cassa) mal si adatta a polsi medio-piccoli (come il mio), sui quali il GX-56 stona decisamente, non riuscendo ad abbracciare bene il polso nella zona limitrofa alle anse.

Casio G-Shock GX-56. Anabolizzato e vestito da Mudman è opera di Marco Paolillo

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