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Breil Binda

Autore: Fabio Dell'Orto | 12 febbraio 2006

Gruppo BindaI gioielli Breil hanno segnato l’inizio di una nuova era. Il successo ebbe inizio nel marzo 2001 con una collezione che vede l’acciaio come protagonista assoluto. Secondo Marcello Binda, amministratore delegato del fruppo Binda, il cuore delle creazioni Breil — (che oltre a Breil comprende grandi marchi come Wyler Vetta, Seiko, Lorus e lavora in partnership con alcuni grandi brand tra cui D&G Dolce e Gabbana Time e D&G Dolce & Gabbana Jewels), — è il design ! Dalle caratteristiche rigorose e allo stesso tempo essenziali. A detta degli esterti queste creazioni coniugano carattere, stile e glamour. Il gruppo Binda nel 2003 ha venduto un milione di pezzi e nel 2004 un altro milione e mezzo. Uno sviluppo molto consistente che si è fatto sentire sui conti della capogruppo: l’esercizio 2005 si è chiuso con un fatturato di 226 milioni di euro, grazie anche allo sviluppo nei mercati internazionali, +18 per cento il fatturato totale estero (rispetto al bilancio 2004) che oggi rappresenta il 27 per cento del giro totale di affari. Già nel 2005 questa tendenzao verso l’internazionalizzazione ha avuto un’accelerazione: nei primi sei mesi dell’anno è stata creata una joint venture distributiva a Barcellona per presidiare il mercato spagnolo in forte crescita; il brand italiano è sbarcato Oltreoceano con l’apertura di una filiale a Miami e, nel secondo semestre, è stata la volta della filiale tedesca di Monaco. in seguito, con la nascita di Binda Asia, a Shanghai, si sono aperte le porte del mercato cinese. Obiettivo futuro, anticipa Marcello Binda «è quello di acquisire anche all’estero la leadership fra i marchi che si distinguono per stile e design, creando accessori originali e distintivi che esprimono vitalità e energia. In particolare attraverso il marchio Breil, sinonimo di italian style».

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